Poi, con i ferormoni a palla, fissai un appuntamento con un gran pezzo di figliola metà francese e metà delle isole Figi nella sua casetta immersa tra i faggi e i fiordalisi e dopo un focoso e funambolico approccio, al suono delle note del Faust in fa bemolle, durante l'orgasmo lanciai un urlo che sollevò i follicoli di un furetto di passaggio, disorientò un gruppo di farfalle e deviò il corso di un fiumiciattolo lì vicino !
Che figata!!
Purtroppo trovai solo zampe di zanzara tze tze, una foto di mia zia Zoe con cornice in zirconio, uno zufolo color zolfo di uno zoologo zazzeruto di Zagabria, abitante in viale Zara, un autografo di Zorba il greco, un CD con un corso di Zumba, un depliant dello Zimbawe, un cappello con la zeta di Zorro ed infine, meno male ! , una zolletta di zenzero e una confezione intatta di Zigulì
Cosi stremato tornai a casa ma inciampai nello zerbino e mi escoriai uno zigomo, urlando come uno zebù dello Zaire, ma prontamente mi curai con un impacco indicatomi da un guru di Zurigo, a base di zabaglione, zenzero, zafferano e lische tritate di zarzuela; tutto questo col sottofondo di musica di Frank Zappa , Led Zeppelin, Renato Zero e la lettura di tutto lo Zibaldone di Leopardi !
Che zuppa !!
Le poche persone si fecero il segno della croce prima di uscire dalla chiesa alla luce del sole. Rimasero abbagliate e si schermirono il viso con la mano alla fronte. Una signora aprì l'ombrellino nero ma vezzoso nel tulle sul bordo e si avviò dietro il feretro di legno scadente.
Alcune donne seguirono le strade a raggiera della piazzetta e scomparvero risucchiate dall'ombra dei vicoli. Il parroco si accorse che i fedeli erano quasi scomparsi, tranne la signora in gramaglie che seguiva sui tacchi alti la povera salma. Dietro di lei due vecchine che, sgranando il rosario, tessevano le lodi della defunta. La signora in nero non credeva alle sue orecchie dai cui lobi pendevano orecchini di scadente bigiotteria. Percepiva offese e insulti rivolti alla defunta che in vita era stata conosciuta come Mariannettalasanta perché a lei si rivolgevano uomini celibi e sposati per ricevere la sua benedizione e assoluzione dopo aver *** di brutto con lei. La signora in gramaglie asciugò una debole lacrima, non potendo evitare tuttavia di prendere una storta coi suoi tacchi alti e di cadere sulle ginocchia. Le vecchine si fermarono e mostrarono di essere sdentate, mentre ridevano a crepapelle. Un riso liberatorio che stavano trattenendo da tempo...Sì, perché sapevano che quella donna era la nipote della Santa...una buonadonna ,caritatevole come la zia...
Nessuno l'aiutò a rialzarsi, ma alla fine si accorse dell'accaduto don Valerio che ebbe modo di vedere le *** della donna che implorava soccorso. Fece fatica a sorreggerla perché era ben formosa e con curve che neanche al Gran Premio di Monza ce n'erano di tal fatta...
La poveretta sanguinante e con le calze strappate cercava di ricomporsi la gonna a pieghe, non riuscendo del tutto a celare la sua bassa *** agli avidi sguardi dei maschi accorsi alle grida . Il parroco allora iniziò a benedire le mani predone, tirando sberle e pedate. Una delle vecchine si accostò sfacciata a don Valerio e gli disse con una stridula vocetta che quella era la Nannona di Trastevere, una buonadonna da marciapiede.
Alcuni ragazzini si misero a cantare uno stornello" Ma che ce fregaaa, ma che ce importaaa, uno la piglia l'altro la ***...la madre, la nipote come la figliaaaa!
Le vecchine ballavano e gli uomini applaudivano. Non era proprio un funerale!
Allora fu così che il carro funebre proseguì verso il cimitero senza il parroco e gl'infedeli presenti.
La data si rivelò fatidica anche per un altro motivo, unico nella storia della maturità. Una suora, preside di un istituto privato di Vigevano, si fece indurre in tentazione da un sedicente provveditore agli studi ed aprì il plico contenente i titoli dei temi, innescando una fuga di notizie che in fondo rappresentava il sogno di tutti gli studenti: conoscere in anticipo gli argomenti su cui vertevano i temi! La suora ebbe però una crisi di coscienza è rivelò l'inghippo.
Quella sera, al telegiornale, si rincorsero le notizie più disparate: avrebbero rimandato la prova?
Ci furono vorticosi giri di telefonate con i compagni di classe. Che facciamo? Che faranno? L'incertezza regnava sovrana. Qualcuno non fu possibile contattarlo perché i genitori, per preservare la sua tranquillità, avevano staccato telefono e tivù... e sinceramente mi parve eccessivo.
Comunque decidemmo di presentarci a scuola il giorno successivo, ed apprendemmo che l'esame sarebbe iniziato il 2 Luglio con la prova scritta di latino, mentre al ministero avrebbero lavorato alacremente per predisporre altre tracce che carabinieri e poliziotti, che avrebbero sicuramente avuto altro da fare visto che quelli erano “anni di piombo” tra brigate rosse e nere, dovettero consegnare in tutta Italia. Ed il 6 Luglio potemmo finalmente recuperare la prima prova.
Maturità speciale, unica nella storia: ma noi tutti del '57 siamo speciali, unici ed irripetibili!
Ma la suora di Vigevano che fine ha fatto? E l'anonimo falso provveditore? Mah... comunque mi piace pensare ad una versione moderna di Gertrude, la monaca di Monza, e dello scellerato Egidio: lui le chiese i titoli, “e la sventurata rispose”.
Castro; due culture si sono fronteggiate : la tradizione dell'odio, della violenza, personificata dal Lider Maximo e quella della verità, dell'amore da Lei rappresentate.
Fidel ha dovuto fare concesssioni, quali la liberazione di trecento detenuti politici e la restituita libertà di culto del popolo cubano.
Ciò che caratterizza la nostra fase epocale è la crisi della fede, con critica alla Chiesa, in quanto pilastro millenario della dottrina cattolica.
Sarebbe encomiabile una sua presa di posizione verso il mondo politico, inchiodandolo alla sua responsabilità morale: una Pastorale che rilievi che i politici
devono eseguire il loro mandato nell'interesse del popolo e non per giungere un bieco affarismo personale.Dicevo crisi della fede. Per me è un dono di Dio,
ma anche una scelta,frutto di riflessione profonda, di piena accettazione.
Non posso che esaltare la sua opinione critica verso la corrente denominata New Age. Una cultura del benessere che, facendo uso di miti e simboli del linguaggio
religioso(armonia,luce, verità) crea una una visione egoistica della religiosità.. Modella una surreale concezione di Cristo cosmico, relegato da persona a semplice
forza.Ed in contrasto con le Sacre Scritture, si nega il senso di colpa e del peccato dell'uomo.
Crisi della fede: ma anche il fiorire di sette, esse praticano il culto di satana, con barbari rituali,fatti di formule magiche, sacrifici di animali e turpi violenze
psico-fisiche sull'uomo.
nell'ambito dell'oscurantismo della fede si inserisce l'inquietante fenomeno di cartomanti, esperti di magia bianca: cialtroni che intascano abbondanti guadagni,
grazie all'incertezza e debolezza di chi li interpella.: Santo Padre nelle sue mani tremanti vedo solidità e fermezza di un polacco antibolscevico; un uomo
che ha affrontato con l'arma della Croce i potenti dittatori, costringendoli di scendere dal trono degli allori.
Rivolgendole i miei più calorosi saluti e auguri di lunga vita e sereno pontificato,concludo scrivendo che Lei è una bandiera ben spiegata e mai ammainata
che poggia le fondamenta nelle viscere della terra.
Il 1943 segna un tragico epilogo per le nostre forze armate. Un conflitto che ha determinato dure batoste: la disfatta
sul fronte russo, la perdita dell'africa settentrionale e della Tunisia e a giugno, la resa di Pantelleria. I servizi
di informazione italiani e germanici avevano individuato nella Sicilia, il prossimo obiettivo delle forze
armate anglo americane.
Sulla spiaggia di Gela, è schierata una divisione costiera, forte di una consistenza di trenta cannoni.
Il capitano Ricci comanda una compagnia, il sergente Bianchi una delle squadre.
Ricci: "Sergente desidero un rapporto preciso e dettagliato sulla situazione degli armamenti
e delle vettovaglie".
BIanchi:" ottocento uomini, trenta mitragliatrici pesanti e appena dieci mortai da 81! I viveri
scarseggiano.Abbiamo per tre giorni brodaglia, gallette, patate in umido..."
Ricci: " dieci mortai! Ma il colonnello ne aveva promesso trecento!"
Bianchi: "Infatti erano trecento. Ma gli alleati tedeschi ci hanno confiscato quasi tutto:
compresi camions e lanciafiamme".
Ricci: " Già gli alleati: Non ho parole adatte per esprimere il disprezzo che ho di loro.
In africa , in Russia ci hanno considerati dei gregari. La grande potenza nazista,
che voleva conquistare l'Europa, si è ridotta a rubare le briciole di pane ai poveri".
Bianchi:" Signor Capitano, capisco la sua stizza, ma penso che la colpa di tutto ciò sia
di "uno solo". E' facile dai balconi di Roma dichiarare guerra. Poi sono gli altri
che devono farla: siamo fanciulli sprovveduti, mandati allo sbaraglio".
Ricci: "Sergente la pensiamo allo stesso modo, ma il nostro dovere è combattere.
Cerchiamo di non far sentire questi discorsi al colonnello. Potrebbe mandarci
davanti alla corte marziale con l'accusa di disfattismo!"
Il capitano aveva finito di pronunciare le ultime parole , che un soldato aveva lanciato
l'allarme. All'orizzonte era apparsa una flotta imponente:navi di grosso e piccolo
tonnellaggio. I cannoni delle navi vomitarono le prime salve contro le posizioni italiane.
Dieci batterie distrutte, senza avere sparato un colpo. ma il supplizio divenne più atroce
quando si udì il rombo cupo dei quadrimotori nemici.
A formazioni massicce, avanzavano indisturbati nel cielo; le loro fusoliere apparivano
spettrali. al riverbero dei raggi solari.
Era impossibile abbatterli, la contraerea non poteva raggiungere la loro alta quota.
I velivoli bombardarono, mitragliarono, spezzonarono uomini e batterie
Fu un carneficina. Intanto i mezzi da sbarco americani misero piede sulla spiaggia.
I moschetti ' 81 ,le mitragliatrici Breda scatenarono un inferno di piombo.
Fu una granata a colpire in pieno il capitano Ricci,imbrattandogli lo stomaco
di sangue. Il sergente Bianchi fece per prestargli i primi soccorsi.
Il capitano, fece segno al sergente di frugargli le tasche. Da esse trasse una foto,
ritraente una donna insieme a due bambini.
Ricci: "Sergente, troverà dietro la foto un indirizzo; la spedisca a mia moglie;
muoio palpitando di immenso amore per loro; Bianchi mi farà quest'ultima cortesia?
Bianchi "Ma certo signor capitano, gli ordini son o ordini!"
Ricci: "Grazie Sergente e ora addio .Che sia maledetta questa guerra!"
Bianchi: "Si , signor capitano che sia due volte maledetta!"
Il piede era stretto nella scarpa nuova. Quello sinistro, l'altro, calzava morbido. Non sapeva spiegarsi il perché e si rincuorava riprovando la scarpa, un elegante mocassino di pelle marrone dalle sportive impunture lungo il bordo. Ad ogni tentativo un nuovo lamento a denti stretti. Pensava che il commesso, ritto davanti a lui, lo compatisse ed in effetti un sardonico sorriso gli increspava l'angolo sinistro della bocca. Così si dava l'aria di chi alla fine avrebbe vinto la lotta tra piede e scarpa e rifletteva che sia lui che il commesso avevano qualcosa in comune: ciò che era sinistro. Non nel senso cupo del termine, di certo. Tolse il piede già dolorante dalla scarpa e pensò se non fosse la calza pesante a creargli fastidio. E perché allora il piede destro non protestava? Alzò lo sguardo verso il commesso, che aveva smesso di darsi da fare col calzascarpe, e sembrava che fosse pronto ad accogliere la fatidica frase:- Non mi sento a mio agio, non mi calza bene...è difettosa...
Invece con malcelato stupore dovette ricredersi perché il cliente si era convinto che fosse un disagio momentaneo e glielo confermò:- Sì, mi sembra che calzi meglio...sì, non mi dà problemi...che gliene pare?
il giovane rimase interdetto, ma si ricordò che il cliente ha sempre ragione e si congratulò per l'ottima scelta. Portò la scatola con le scarpe alla cassa e ricordò il prezzo al titolare:- Il Signore paga € 150.
E si voltò per non sghignazzare in faccia al cliente che si era convinto di avere fatto un buon affare.
Vorrei anche io essere in campagna in questo momento di isolamento forzato. Sentire la brezza tra i miei capelli, il profumo dei fiori di campo , gli alberi di arancio e i grilli.
Mi ricorda quando ero bambina, a giocare lì in mezzo alla natura, con il gesso a disegnare la stacca o a staccare le lumache dagli alberi , metterle dentro un bicchiere con l'acqua per farle uscire dal guscio. Fare la pasta fatta in casa insieme a tutte le grandi signore, andare verso la zena a dare da mangiare ai pesci; attaccare l'altalena sull'albero di carrubbe e ridere, come se il tempo fosse tutto lì, come se non dovesse passare mai.
Io sono ancora lì, dentro piccoli bagliori di spensieratezza e felicità, sono ancora lì.
Tema della 5a elementare di mio figlio.
Avrei potuto scegliere la strada più facile, e parlare di nonna o nonno materni. Ma mentre facevo la punta alla matita è passato papà che mi ha poggiato la mano sulla testa. Solo un istante, senza dire niente. Ho chiuso gli occhi e ho ricordato ogni volta che sono triste, e lui e mamma mi dicono di pensare a quando mi tenevano per mano… e che anche senza la mano mi accompagneranno per tutta la vita.
Così ho scelto nonna Patrizia, la mamma di papà. Credo si chiami così. Ricordo che sedeva con me sul dondolo, e le appoggiavo la testa sulla mano. La scostava, e continuava a fare le parole crociate. Non ricordo la sua voce, o che colore avesse gli occhi. Ma so che sono passati dieci anni perché mio fratello che fa quarta ne aveva quasi uno. E so che mamma è quiete, e mi dà tutta la sua comprensione. E papà è un uomo che si è dato il permesso di soffrire. Un essere umano forte che trema. E io… io sono un bambino che sa che mamma è tutto l’amore che c’è ancora nel mondo.
Papà non ne parla mai. Solo una volta l’ho sentito dire alla mamma che aveva invitato nonna per la mia Comunione. Lei ha risposto che certe cose devono rimanere come stanno, e che è normale che i nipoti non la ricordino. Io non ho capito, ma la mamma lo ha stretto forte.
Papà a volte scrive del vuoto di chi vorresti al tuo fianco, di lacrime, di ricordi e di strade.
Vorrei camminare forte fino al paese di nonna e riportargliela a casa. Poi guardo la mia mamma che sorride mentre prepara la cena, e penso a quanto deve essere difficile per papà non chiamare più mamma.





