se ho posato qualche sasso,
se ho mostrato qualche faccia,
era autunno che mi abbraccia,
era l'alto verso il basso.
era tratto, punto e adesso,
era maschera sottratta,
era spazio che si adatta.
fu e per questo sarà sempre,
fu la notte che fa luce,
S'è destato il torpore antico
della nuova età
trafitto inesorabile è il cuore
rovente bagliore di un giorno nuovo
s'è destato il chiarore di ieri
del nuovo domani
tra i sogni e la nostalgia
lieve scossa nelle vene
s'è placato il vento
nella fuliggine di un nuovo giorno
Ricordo aprile come fosse ieri,
giornata limpida, dolce scambio di pensieri.
Un sole maestro, direttore orchestrale,
guidava la sua luce con far musicale.
Ombre e colori in una danza sensuale,
intreccio cromatico, geometria inusuale.
Un angelo, in abito gessato,
percorreva l’ asfalto nero e consumato;
scivolava a lato il fiume e le sue sponde,
E mirando e rimirando
lungo l’immensa valle,
si chiudono e schiudono
gli occhi, abbandonati al vento.
La mente priva di pensieri
si mostra, non a quelli a più
ben alte cose s’appiglia:
il carminio risplender del sole,
"Appendo nuvole alla parete
affinchè solo il cielo limpido bagni il mio viso;
ho camminato a piedi scalzi,
lungo il sentiero dell’ anima,
inseguendo le impronte lasciate dal tuo cuore;
ho raggiunto la profondità delle emozioni
osservando la vita dall’ oblò costruito nel mio petto
e da qui, senza che nemmeno le ombre
intreccino oscure forme sul selciato,
Naufragando ho volato
Sui fuochi di ghiaccio
Tra realtà e sogno e
Tra sogno e fantasia
Volando ho naufragato sul deserto popolato
Di invidia ribellione e nulla
E come le aquiloni
Ho salpato i mari ancorandomi su navi
Che volavano nel cielo avorio
E colorato in bianco e nero
Naufragando ho volato
Nel ghiaccio bollente
Di un’estate polare
L’equatore freddo mi ha riscaldato
Tra i pavimenti di argilla e
ho abbandonato tutto ciò che è Altro
e ho saltato il burrone di Springfield:
un lungo respiro
prima della rincorsa,
l'ultimo contatto col suolo polveroso
e per un brevissimo istante
Mistica vita
Di beffarde illusioni
Cattura le stelle
Per amori ancestrali
Piccoli spazi verdi
Per distendersi al sole
Città murata
Di anni passati
La quiete si addormenta
In un angolo della strada
Dorme sul letto della speranza antica
E bramo in silenzio il mio vociare
Soffocato
Mi accingo ad addormentarmi
Pioggia, pioggia…
gocce sulla pelle
acqua che ci scroscia
o tenuamente stilla.
Da fitta coltre
piove…e piove ancora
da oriente e da ponente.
