Analogie tra le parole
che mi lascian tremolare,
si fa forte il tuo odore
ed é aspro il ricordare,
il tocco della tua pelle
un bacio sul mio collo,
mi elevi al cielo e accompagno le stelle
e sono pronto a perder l'orgoglio.
Io non ti amo
ma ti ho sempre amato,
e ora che sei così lontano
guardo indietro
e ti rivoglio.
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Profilo Autore: lorenzo  

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Alla linea del monte s’infiora memoria
depone rose a specchio il mare sulla spiaggia
lacera riverenze d’orme distratte
e perde il ricordo di corpi nudi e caldi
dall’incedere stanco sul dorso del vento.
Il mozzo solleva un uomo in ginocchio
sua la carcassa d’ignavia ad ala sul fondo.
E piove pianto la furia al dolore
opaco addio amniotico, narcotico amore .
Lesa deriva di grida, la rabbia s’arrende
nella dimenticanza acconsente l’assenza
dell’altro amato oltre l’alare murato.
Vola il pensiero sull’isola in sogno
piovono incanti al colmo incendiati
alianti filari di cielo viola all’appello.
Un grappolo a te che nel cuore apri l’ombrello
un po’ d’infinito a me che vivo e delirio distillo.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Anni vissuti quasi di nascosto
in punta di piedi
negando la mia presenza
brutto anatroccolo in un mondo di cigni
Poi sei arrivato tu,
la tua voglia di vivere,
la tua esuberanza,
il sole splendeva anche per me ora
ed ero bellissima ….
Scoprirmi attraverso te,
godere la vita
sotto l'azzurro del cielo di giorno
assaporare la bellezza delle stelle la sera
Riconoscere i profumi dei fiori
ad occhi chiusi o accarezzandone i petali,
vestirsi del sapore del mare
fondendomi nelle sue onde perfette
Ho afferrato l'amore a piene mani, il tuo,
ricambiandolo con slancio
perchè attraverso di te
scoprivo il meglio di me
Piccoli gesti, un sorriso,
uno sguardo traduceva mille parole
nel silenzio più intenso
Un fiore del giardino
adagiato sul cuscino
la colazione a letto la domenica
e ridere … ridere fino alle lacrime,
piangere di commozione
Tutto ciò lo devo a te ….
ed ora, se anche più non sei con me
porto dentro la ricchezza accumulata
in questi lunghi velocissimi anni,
vivi in me e con me
perchè ho scoperto nel tempo
grazie a te … il meglio di me ….
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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E’ come mostrar il sole e le stelle
e tutte le altre pose dal giocoso volto
a specchio sospeso di mille rincorse
senza nulla correggere alla legge del fato
la diffidente tirannia a cui domandare
dove il buio andrà a morire quando le stelle
prive di cielo abbandonata la luce ancora calda
cadranno sui sensi increspati di solitario guado
incavi lasciati sospesi sul fondo del sogno
come il nostro amore mai nato e già spento.
E allora bagnati i sopravvissuti istanti di magia
il getto del cielo si rivolgerà al cosmo
nel tacere i segreti donati alla dolcezza
in una preghiera raggiante mestizia
a carezza d’anima distesa sul petto
del malinconico affanno amante di natura,
cuor rapito in sì complice fattura
colmato a misura d’universo in canto.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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POESIA A QUATTRO MANI E DUE CUORI, RINGRAZIO DI CUORE L'AMICO ALIDO RAMACCIANI PER LA SPLENDIDA COLLABORAZIONE, GRAZIE.




Complice dei miei sogni,
devastante
nemico della realtà.

Il cuore
ignora la ragione.

Il mio corpo
schiumato d’attesa.

Nasconde cicatrici
senza senso.

Nostalgia di carezze
senza luce.

Le mie labbra
come deserto.

Baciami... toglimi questo dolore
che mi opprime.

Le tue mani di fuoco
cercano le forme.

Levigano
il mio corpo.

Prendimi...
illudimi che sei diverso.

Amarti è ammalarsi e poi
guarire.

Continuando
a ricaderci.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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A primavera non puoi
sopire il respiro,
languire gli occhi,
non avere un sussulto
quando vai per le vie,
quando l'aria tu annusi.
A primavera non puoi
fingere alle montagne,
schernire il mare,
e i tuoi baci negare
al pesco in fiore.
Non puoi,
viaggiare tu devi 
all'orizzonte,
lì dove il vento
fresco ancor non
vuol sfiorire.
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Profilo Autore: RosaTutino  

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Il resto della chioma che,
castana un giorno,
le fu corona al volto pien di giovinezza,
oggi, lieve e d’argento, carezza la sua fronte stanca.
Bianca, delicata fronte,
che pensasti tanto
in su degli occhi tremuli e infossati,
oggi ancora non ti stanchi.
Cari, casti, venerati occhi,
qual lucerne brillate a dar la luce al viso:
un viso di venerande rughe
ch’al riso mai vidi donato,
e bimbo fui io pure.
La rattristante, irremovibil tua lunga amarezza
quanti baci strappò alle mie labbra,
e quante volte,
perchè ti son di noia,
li rituffai nel core.
Oh madre,
il viver tuo qual pena al petto mio riserva!
Grande croce inchiodò destino agli anni tuoi.
Nel volto tuo
il supremo scultor
di Cristo vide la dolente Madre e il duol del mondo.
Sorridi oh mamma,
dato non fu di rattristarti sempre;
se cerchi nessun ti vende gioia, sarà troppo costosa a noi,
me se tu cerchi, ma se tu scruti in te,
ne troverai un poco: un poco sempre c’è.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Camminando a piedi nudi 
verso le acque del mare 
fissi il mondo che passa 
sempre di più le emozioni sgusciano via e 
sceglierai la strada 
passo dopo passo 
l'onde le cancelleranno
e sarà così che non le troverai più
lacrime di sale 
i ricordi più cari parlano 
lasciando catturare dal vento
mentre il tempo vola via 




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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Vorrei scorrerti,

come il ruscello

solca il terreno

friabile e morbido

delle tue colline.




Vorrei salutarti

come l'anziano

trabbiatore

che calca la strada

alzando la polvere.




Vorrei adornarti

come i ciuffi

di erbaccia

attaccati alla pietra

dei muri cadenti.




Vorrei sussultare

come il cane

che viene sorpreso

dal profumo

del suo migliore amico

prima che dal rumore

dei suoi passi.




Vorrei essere,

ma non sono,

vorrei avere,

ma non stringo,

vorrei vivere,

ma ne muoio.

E tanto basta.

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Profilo Autore: Demonius  

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Camminare su un prato
dove non si è mai camminato.
Ispirare l'aria
che non si è mai respirato.
Gioire di una gioia
mai provata prima.
Piangere
ma senza lacrima alcuna.
Sentire dentro l'urlo della disperazione
ma esprimerlo soltanto con un fil di voce.
Vedere la prima stella del mattino
quando è apparentemente notte.
Sentire un brivido
nel bel mezzo del torrido Sahara.
Sentire l'acqua calda del mare
quando è già mezzanotte.
Pretendere di abbronzarsi
quando il cielo è coperto.
Innamorarsi senza essere contraccambiati.
Desiderare il buio
dopo che si è visto benissimo.
Volere il silenzio e la solitudine
dopo essere stati tanto in compagnia.
Emozionarsi senza un motivo vero per farlo.
E desiderare la morte quando si è ancora pieni di vita....
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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La dolcezza non è una colpa
sospirò la lacrima
all’incontro con la bocca
in un gesto silenzioso.
Il dolore accarezzati gli occhi
accompagnò l’anima.
alla solitudine in ascolto.
Non sentiva il domani la pelle
gelido sferzare il tempo
nell’agonia che sanguinava pensieri
sulle ore fino a colmarle di sale.
La dolcezza non è una colpa
sussurrò la tenerezza
all’incontro con la scelta
in un sì di confusa resa.
Fu allora che parlò la vita
il perdono ad essa rivolta
senza riserve di convenienza
senza distinzione di sorta.
Resta ora solo una leggera intesa
una presenza nell’assenza
erosa da una smorfia
intima farsa impressa
sulla bocca rimasta chiusa.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Raccontavi di lei in silenzio
l’ultima rosa dell’estate
fragile suo il riservato volto
quando il giardino perdeva sogni
dai rami vibranti cielo
e la sua energia triste e ferita
sprigionava rugiada di sole
dai petali un po’ staccati dal tempo.
Piccolo fiore d’anima – cantavi
e l’adagiavi lieve sul tuo cuore inquieto
piumava estasi nel tepore del giorno
e tu commosso ricordavi di lei
le improvvise felicità sulla tua pelle
la tenerezza delle carezze che ti riservava
in istanti proibiti di muto segreto
sospeso nell’amore a grazia d’incanto.
Soffiava il vento invidioso
dolci voti sul finire del giorno
solo per sgualcire il sogno letto in preghiera .
Chiudesti gli occhi sul mondo in pace
e il suo nome baciato dalle labbra
aveva la disperazione della dolcezza
d’un ti amo folle, miracolo d’antica pieve
nascosto tra i resti della prima neve.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Sulle soffuse note,

tra gli intrecci d’amore,

speranza e misericordia,

un poeta può comporre

la sua poesia più soave

al profumo di pace.

Sulla tela inamidata

di zucchero e miele,

l’arte avrà i colori

della tenera primavera

e il sapore di amori appena nati.

Mani di grandi uomini,

pulite e libere,

pronte a librare in volo

candide colombe,

nel cielo terso

della novella stagione.

Rami d’ulivo tra le mani

alzati in controluce

tra i caldi raggi del giovane sole.

Mani che si stringono,

intrecciano fili d’armonici colori,

e note per un concerto di pace.

Note di PACE, la più alta poesia,

che spontanee crescono

 nei cuori e proiettano al

P E R D O N O…… perdono sentito e vero,

                                terreno su cui si semina 

A M O R E ……     quale grano maturo, l’amore

                               raccolto, diverrà volontà di

C O N D I V I S I O N E… base e criterio di vera

E S I S T E N Z A .

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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L'incanto d’un bacio in silenzio
a una rosa che trasuda pianto
nuda nell'anima si risveglia
a fine pennellata d'un sol dipinto
in un caldo e timido accordo.
Riempie di gioia l'eremo
a difesa d’un mondo che uccide
che codardo, dubbioso si vende
e nella storia inutilmente coincide
con l'imbarazzo di chi vìola il tempo.
Si libra ad ali spiegate l'eterno
immenso spirito incredulo
lo stupore di fiori sbocciati in inverno
e le stelle innamorate d’un folle tripudio
frammenti fragili di miracolo al vento
piccoli istanti trattenuti in sogno.
Accanto al cuore dove muore la poesia
un urlo scomposto e primordiale
dalle lancette recise al pianto s’intona
su garbi d’angelici canti nell’ultima eresia.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Era retto, educato
era nato perbene,
sangue blu nelle vene
corretto e garbato,
solerte e accurato.
Disponibile e colto
poco parlava
molto ascoltava.
Eppure era assente.
A capo chino
fuso alla gente
non udiva niente,
neppure il vicino.
Se qualcuno gridava
non si voltava.
Un boato, uno schianto
non lo agitava.
Mai il passo interrotto
da un tuono improvviso,
da un urlo o da un botto.
Impassibile e amaro,
qualcuno pensava.
Se pure uno sparo
di fianco all’orecchio
insensibile il vecchio
non si curava.
Ormai non è più
è solo un ricordo
quel vecchio incurante,
scontroso e distante.
In molti pensarono
fosse un balordo
Invece era buono
onesto e perbene
sembrava così
perchè era sordo.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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