Guardo il vuoto
dentro questa prigione.
Una piccola goccia
riga il viso.
Impedendomi
di vederere oltre.
Vorrei
l'impossibile.
Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso.
Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "
Invece non vedo oltre...
e annego.
In queste gocce
che rigano il viso.
In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.
dentro questa prigione.
Una piccola goccia
riga il viso.
Impedendomi
di vederere oltre.
Vorrei
l'impossibile.
Ma forse mi basterebbe
vedere il tuo viso.
Che mi guarda e mi dice
" quindi ? "
Invece non vedo oltre...
e annego.
In queste gocce
che rigano il viso.
In questa prigione
con i lucchetti senza chiavi.
14 commenti
E’ stato solo il tempo
di mostrarsi e non vedersi,
eravamo cuori nudi e palpitanti
e le carezze …erano immortali.
Ero ebbra
del sole, dell’erba, del mare, del ciel divino.
Vedevo in te cose mia viste o possedute
eri prodigio, quasi miracolo!
eri prodigio, quasi miracolo!
Ah! Non avresti mai dovuto
portare i dadi, i giocattoli di legno,
la tua mente crudele;
non avresti mai dovuto nascondere
le visioni che spegnevano la febbre.
le visioni che spegnevano la febbre.
Ora, nel passeggiare rosso
di un estate poco calda,
incontro la tua sagoma indistinta:
il tuo vestito non ha pieghe,
ma i colori son sbiaditi.
ma i colori son sbiaditi.
Le tue labbra son di pietra,
e di marmo i passi.
Triste!…
Triste!…
Nessun bacio potrebbe mai arrivare qui.
Avrei voluto dirti:
di accendere il tuo fuoco,
indossare l’abito dei sogni…
….che non sai più sognare.
Rosso scaduto!

Rosso scaduto!

L'inferno è un particolare stato dell'anima
costretta a girare su se stessa.
Alla disperata ricerca
di una pace inafferrabile.
Madida di sudore,
implora una stilla d'acqua
al suo persecutore.
Quel diavoletto urla e bestemmia,
tra le gole infuocate.
Fornisce all'anima acqua e sale,
per arrecarle sommo dispetto.
E la punzecchia agli arti
con un forcone ben affilato.
Escoriazioni e ferite
si aprono a perdifiato.
Il despota sanguinario
è incatenato come uno schiavo.
Costretto a servire
i capricci di Lucifero.
Mai perfetti e ben accetti
sono quei servigi;
bisogna ripeterli all'infinito.
Senza lode e premio di tesoro,
l'anima del potente
geme in sinistro coro.
perdutamente ossessionato
dal rifiuto dell'amore di Cristo.
costretta a girare su se stessa.
Alla disperata ricerca
di una pace inafferrabile.
Madida di sudore,
implora una stilla d'acqua
al suo persecutore.
Quel diavoletto urla e bestemmia,
tra le gole infuocate.
Fornisce all'anima acqua e sale,
per arrecarle sommo dispetto.
E la punzecchia agli arti
con un forcone ben affilato.
Escoriazioni e ferite
si aprono a perdifiato.
Il despota sanguinario
è incatenato come uno schiavo.
Costretto a servire
i capricci di Lucifero.
Mai perfetti e ben accetti
sono quei servigi;
bisogna ripeterli all'infinito.
Senza lode e premio di tesoro,
l'anima del potente
geme in sinistro coro.
perdutamente ossessionato
dal rifiuto dell'amore di Cristo.
Se tu tornassi dalla prateria celeste,
avresti tanto da raccontarmi;
contemplerei,estasiato,il volto della mitezza;
spegnerei
il fuoco appassionato del furore;
intrappolato tra il Demonio e Dio.
In lotta aperta
per accaparrarsi quel che resta
di un mistero chiamato anima;
grande alma benedetta:
hai il dono della compassione
di una coorte di genti.
Se tu tornassi
laveresti una fetida carcassa
che non sa perdonare
Di questo si tratta:
il decidersi per Dio
o perdere se stesso.
avresti tanto da raccontarmi;
contemplerei,estasiato,il volto della mitezza;
spegnerei
il fuoco appassionato del furore;
intrappolato tra il Demonio e Dio.
In lotta aperta
per accaparrarsi quel che resta
di un mistero chiamato anima;
grande alma benedetta:
hai il dono della compassione
di una coorte di genti.
Se tu tornassi
laveresti una fetida carcassa
che non sa perdonare
Di questo si tratta:
il decidersi per Dio
o perdere se stesso.
Quattro passi stanchi
per la palude stagnante.
Aria acre lacrima gli occhi
e brucia la gola.
Bronchi chiusi
in angusta stanza,
tossiscono secchi
come ritmica danza.
Rettili arcigni
scendono silenziosi
sulle sabbie roventi.
Fissi occhi,simili al vetro,
mirano a una preda
dal vestito tetro
Alligatori affamati,
cingono in cerchio
l'animale isolato
veloci felini
ballano aspramente
contendendosi l'atroce pasto.
Aridità smisurata
annienta i rettili
senza dignità e onore
per la palude stagnante.
Aria acre lacrima gli occhi
e brucia la gola.
Bronchi chiusi
in angusta stanza,
tossiscono secchi
come ritmica danza.
Rettili arcigni
scendono silenziosi
sulle sabbie roventi.
Fissi occhi,simili al vetro,
mirano a una preda
dal vestito tetro
Alligatori affamati,
cingono in cerchio
l'animale isolato
veloci felini
ballano aspramente
contendendosi l'atroce pasto.
Aridità smisurata
annienta i rettili
senza dignità e onore
Baciata dal sole, carezzata dal vento,
coccolata dalla luna, sono seme nel terreno,
mentre la pioggia mi disseta e nutre.
Punto i piedi e nasco come il giorno dopo la notte.
Assaggio l’erba fresca
e fra ortiche, rovi, rose e fiori profumati vivo...
Sussurro alle fate e bacio aliti di vento,
poi ebbra di luce, mi spengo in mare,
per rinascere in cielo come luminosa stella.
coccolata dalla luna, sono seme nel terreno,
mentre la pioggia mi disseta e nutre.
Punto i piedi e nasco come il giorno dopo la notte.
Assaggio l’erba fresca
e fra ortiche, rovi, rose e fiori profumati vivo...
Sussurro alle fate e bacio aliti di vento,
poi ebbra di luce, mi spengo in mare,
per rinascere in cielo come luminosa stella.
Anime riflesse
in un lago d'emozioni
dove gli alberi si specchiano
in tutta la loro magnificenza
nell'acqua azzurra in lieve movimento
riflettendo i loro splendidi colori
in cui le ninfee galleggiano dolcemente
chiedendo il bacio al sole loro amante.
Riverberi di luce fanno capolino
attraverso gl'interstizi delle piante
irradiando fiammelle e sfere di colore.
Flora e fauna in connessione
vivono armoniosamente la loro stagione.
Una mattinata d'incanto
su queste onde
che mi dondolano come bimba in una culla.
La mia anima è attratta da questa magnificenza
irradiata nell'incanto di queste rive
appese alla pace e al silenzio:
solo frange di vento
scompigliano lievemente i capelli,
fremito dolce sulla pelle.
Tu al mio fianco mio amato
ad accarezzarmi il viso silenziosamente,
parla per noi l'incanto di questi momenti...
ERA BELLO E ORDINATO IL MIO MONDO INTERIORE
ERA BELLO SI .
ORA MI PERDO NELLA NEBBIA DI UNA CONFUSIONE
CHE VEDO QUI
DI FRONTE A ME
IO CHE ORMAI
MI REGGO NEI GUAI .
SPARPAGLIATO
DAL DUBBIO DOMINATO
ANCORA ILLUMINATO
FORSE INGANNATO
DAL TUO PROFONDO SGUARDO
CHE GIOCA O NON SO ,
DA LEI CHE MI SORRIDE
E NON MI DICE NO .
ERA CALMO E DOLCE IL SUONO DEL MIO MARE
ERA TENERA OASI.
ORA FREME ED OGNI ONDA IRREGOLARE
CERCA UN SI
AUDACE QUANTO IMPOSSIBILE
IMPENSABILE , INCREDIBILE.
SPARPAGLIATO
UOMO AGITATO
NAUFRAGO DISORIENTATO
FORSE ESTASIATO
DI FRONTE AGLI OCCHI TUOI
CHE NON SO CHI SEI,
E A QUEL PORTO SICURO
DEI SORRISI DI LEI.
ERA BELLO SI .
ORA MI PERDO NELLA NEBBIA DI UNA CONFUSIONE
CHE VEDO QUI
DI FRONTE A ME
IO CHE ORMAI
MI REGGO NEI GUAI .
SPARPAGLIATO
DAL DUBBIO DOMINATO
ANCORA ILLUMINATO
FORSE INGANNATO
DAL TUO PROFONDO SGUARDO
CHE GIOCA O NON SO ,
DA LEI CHE MI SORRIDE
E NON MI DICE NO .
ERA CALMO E DOLCE IL SUONO DEL MIO MARE
ERA TENERA OASI.
ORA FREME ED OGNI ONDA IRREGOLARE
CERCA UN SI
AUDACE QUANTO IMPOSSIBILE
IMPENSABILE , INCREDIBILE.
SPARPAGLIATO
UOMO AGITATO
NAUFRAGO DISORIENTATO
FORSE ESTASIATO
DI FRONTE AGLI OCCHI TUOI
CHE NON SO CHI SEI,
E A QUEL PORTO SICURO
DEI SORRISI DI LEI.
In questa giornata estiva
il mio cammino
è incorniciato di splendida luce.
La spiaggia è un incanto
che m'estasia e m'esalta
facendo scaturire dolci fantasie,
sarà la luce splendente
e la magnificenza della natura
fra cielo e mare stagliati
dall'immensa luce solare
ch'esalta la linea dell'orizzonte
dove filano vele come farfalle
solcando le onde che increspano lievemente
il loro blu intenso.
Mi tuffo come un fiore
desideroso d'acqua
nell'onda avvolgente e spumeggiante
cercando il suo abbraccio fresco
di feconda e protettiva madre
che mi dà gioia.
La nenia della risacca
accende antichi ricordi...
osservo i gabbiani nel loro instancabile volo,
invidio la loro libertà di movimento
non condizionato da barriere
nel loro librarsi nell'aria.
Mi distendo a briglie sciolte sulla sabbia
tra le dita del vento lieve
mentre la brezza scartoccia pensieri
a due passi dal cuore...
e mi chiedo:
- arriverai tu - cavaliere dei miei sogni
a chiamarmi amore?

il mio cammino
è incorniciato di splendida luce.
La spiaggia è un incanto
che m'estasia e m'esalta
facendo scaturire dolci fantasie,
sarà la luce splendente
e la magnificenza della natura
fra cielo e mare stagliati
dall'immensa luce solare
ch'esalta la linea dell'orizzonte
dove filano vele come farfalle
solcando le onde che increspano lievemente
il loro blu intenso.
Mi tuffo come un fiore
desideroso d'acqua
nell'onda avvolgente e spumeggiante
cercando il suo abbraccio fresco
di feconda e protettiva madre
che mi dà gioia.
La nenia della risacca
accende antichi ricordi...
osservo i gabbiani nel loro instancabile volo,
invidio la loro libertà di movimento
non condizionato da barriere
nel loro librarsi nell'aria.
Mi distendo a briglie sciolte sulla sabbia
tra le dita del vento lieve
mentre la brezza scartoccia pensieri
a due passi dal cuore...
e mi chiedo:
- arriverai tu - cavaliere dei miei sogni
a chiamarmi amore?
Eppure è estate !
E intanto piove,
e un languore strano
mi attraversa, poi m’abbatte:
il pianto della pioggia, non ha ragione…
…è senza ragione!
Ahi! La noia del mio cuore,
né amore, né odio,
nessun pensiero verticale,
nessuna quantica sensualità.
nessuna quantica sensualità.
Oh, mio annoiato cuore...
…il (no) orizzontale della pioggia!


Sei fugace estate,
estasiata nelle tue braccia,
nelle tue acque di sirena
nei tuoi echi sovrani.
Fugace come un tramonto
e onda che scorre,
un respiro d'amore.
Ti sfiorano le mie dita
nel mare e con lui giocano
come fanciulli.
I tuoi canti forti
le tue notti insonni,
troppo breve il tuo viaggio,
troppo scarne le parole.
estasiata nelle tue braccia,
nelle tue acque di sirena
nei tuoi echi sovrani.
Fugace come un tramonto
e onda che scorre,
un respiro d'amore.
Ti sfiorano le mie dita
nel mare e con lui giocano
come fanciulli.
I tuoi canti forti
le tue notti insonni,
troppo breve il tuo viaggio,
troppo scarne le parole.
Silente, seduto sul mio verone
miravo il cielo azzurro e terso,
ascoltando un’antica canzone.
Mentre scrivevo qualche verso
e leggevo per diletto alcune fole
all’ombra del rutilante sole
un passero dal piumaggio bianco:
un niveo diamante mandarino,
planando, si posò vicino a me;
con eleganza da vero saltimbanco,
senza timore e tanto birichino,
passò qua e là fintanto che
io, sorpreso della sua baldanza,
nonché della sua bella contradanza
con l’indice gli sfiorai la testolina,
il dorso e pure la morbida codina.
Il passero col becco dolcemente
lambì del mio dito il polpastrello
e, vibrando il suo soffice mantello,
il messaggio fu per me eloquente.
Poi, saltellando, visitò la stanza
sempre con la stessa stravaganza
ed io gli offrii briciole di pane
vicino ad una pianta di begonia,
frantumate non da me lontane,
che beccò con giusta parsimonia,
propria di quasi tutti gli animali.
Indi, dimenando il capo e le sue ali,
il candido augellin riprese il volo
e, adagiatosi un poco su un piolo,
emise un canto di ringraziamento,
essendosi sentito a suo bell’agio.
Quel dì io trassi lena dall’evento,
obliando in parte il mio disagio,
che il Fato impose al mio tramonto
e pure all’alba volle un alto acconto.
Saggia luna collimami ancora
dolce alleluia d’eterea opra
roseto asperso, fiocchi di sospiri
a corona d’antichi pensieri.
Dal cuore allontana cadaveri
impotenti rantoli, fusi avari
all’io fiacco mia caverna scura
ansante albeggio di malia pura.
Stelle disegna, pelle di soave
planato sentiero lungo ere cave
echi allevati d’indole cinerea.
Odi fiocca, lapilli corvi d’alma
fuggiaschi estri d’alare stigma
sorvola pianti argentei di notte.
Candido sfiora tenero amore
tu sai dov’io ho schiuso il cuore.









