Prova a pensare a quanto potresti.
Nessun trucco, è tutto vero:
si perde altrove quel tuo giardino.
Senza fine. Laggiù. Selvaggio. Nella foschia.
In macchie di alberi frastagliati,
nella contorsione di quelli solitari,
nei vapori delle fontane, dell'umidità,
nelle lingue serpeggianti dalle gole dei boschi.
Nulla è più misterioso e mal disposto.
Che sfortuna le felci nate davanti ai sassi;
gli agrifogli schiacciati dai frassini;
le querce che si lanciano occhiatacce a distanza.
Domina quel silenzio ronzante che ti fa tremare.
L'immaginazione e questo giardino fecero una gara
per stabilire chi fosse il più sconfinato:
in pochi minuti l'immaginazione si perse nel giardino.

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