Recente rielaborazione in endecasillabi di un testo scritto in versi liberi a 17 anni ricordando serate all’aperto al chiaro di luna nella fattoria di campagna dei nonni, quando ero bambino


Vorrei poter contare il nostro tempo
col ciclico tornar del plenilunio,
dacché ultima fu la luna piena
allor che ci siam dati il primo bacio.

Una luna e il foraggio sfalceremo
fra due inizierà la mietitura,
fra tre farem sull’aia trebbiatura,
fra quattro botti e tini allestiremo,
fra cinque sarà tempo di vendemmia,
fra sei daremo seme ai campi arati,
e fra tant’altre, dir non saprei quante,
progenie il nostro seme diverrà.

Forse benigna sorte va agli amanti
che non il sol, ma i cicli della luna
adottan per contare il proprio tempo
allor ch'è la penombra a disegnare
delle anime nostre i lineamenti
e a far più lievi i nostri conversari.

Di notte uman fermento trova pace
si acquietano gli armenti e tutt’attorno
s’odon fantasmi atavici sommessi
e lo scorrere d’acque nei canali
e s’odon persino i nostri respiri.

La luna più che il sole sembra attenta,
ci ascolta e ci sorveglia nel silenzio.

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 10-12-2024 14:46
Il calendario lunare, congeniale a contadini ed amanti. Chissà perché l'amore lo vediamo così legato alla luna? Perché la notte e più silenziosa, perché di notte ci si nasconde meglio o perché la luna è un buon capro espiatorio per essere lunatici?
Bello lo scorrimento in endecasillabi canonici, bello declamare questa lettura con le accentazioni a maiore.
Sisifo Gioioso
# Sisifo Gioioso 11-12-2024 18:47
Ho dedicato tanti testi alla luna.
Mi affascinava sin da bambino. Di giorno tutto si svolgeva "alla luce del sole". Di notte non sapevo esattamente cosa succedesse perché mi mandavano a letto. La vita diventava riserva dei grandi. E per me la notte era mistero, coi suoi fascini.
Da ragazzino mi chiedevo cosa si facesse o succedesse nei night club. Incontri, amori, cose a me ancora proibite. Non che da adulto mi ci sia appassionato, intendiamoci. Appena ho potuto frequentarli ho iniziato a detestarli. Musica da sballo, rumore da non fare parlare e sentire. Solo sensazioni epidermiche.
La luna è la regina della notte, da Dante associata a Proserpina/Persefone , la dea degli inferi ("a donna che qui regge" ). E, siccome sono ateo e non ne ho paura, mi resta il suo fascino immaginario.

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