Anima di Cristo, assistimi.
Corpo di Cristo, custodiscimi.
Sangue di Cristo, ammaliami.
Acqua del torso di Cristo, tergimi.
Passione di Cristo, sostienimi.
O Gesù, non tapparti le orecchie.
Dentro le tue piaghe, adombrami.
Non dovevi acconsentire che io mi dissociassi da te.
Dal detrattore pernicioso avresti dovuto tutelarmi.
Nell'ora della mia dipartita non reclamarmi.
Saresti dovuto venire anche tra i bantu, ti avremmo
offerto un tozzo di pane duro nelle nostre catapecchie.
Adorano te devotamente, oh Dio recondito.
Dietro la dottrina ti celi surrettizio,
e oltre misura terreno.
A te i cuori si abbandonano, contemplandoti.
Ma tirando avanti nella vita di tutti
i giorni, tutto vien meno.
La vista, il tatto, il gusto in te vengono disattesi.
Ma solo con l’udito si viene realmente
beffati in maniera imbarazzante.
Suppongo che ciò che disse il Figlio di Dio
nulla sia più delle parole
di un santone delirante.
Sulla croce venne inchiodata
non solo l’imperscrutabilità,
ma anche dell’umanità l’esecrazione:
eppure credendo e confessando
entrambe, chiedo
ciò che domandò il penitente ladrone.
Le piaghe, a diversità di Tommaso,
le vedo.
Tuttavia confessano te Dio.
Ti chiedono di farli credere sempre più
in te e in te di avere speranza, di amarti.
Come rapiti nell’oblio.
“Oh memoriale della morte del Signore,
pane vivo che dai vita all’uomo
che lo acconsente.
Concedi al mio spirito di vivere di te,
e di gustarti in questo modo
sempre dolcemente.
Oh redentore, che come il pellicano nutre
i piccoli con il proprio sangue tu purifichi
me, immondo, con il tuo abboccato.
Del quale una sola stilla
può risanare
il genere umano intero da ogni peccato”.
Oh Gesù, che trasparente come un velo
ora sento vuota come ogni dì la mia epa,
prego che fissandoti col volto rivelato,
avvenga ciò che tanto bramo:
di una mensa imbandita
a tal visione io sia beato.Confido a chi rovina nella lettura delle mie assonanze,
e a tutti coloro che reputano la somiglianza armonica
dei miei suoni un inane sciupo di tempo che ho assai
errato verso i leggitori in trascuratezza agonica,
osservazioni, glosse, elaborati.
Per mio torto,
mio fallo, mia badiale negligenza
e mio letterario aborto.
Se vi sentite di asserire che casseranno la beata Maria
le meschinità, le indegnità e le abiezioni
con gli angeli, i santi e voi fratelli e il Signore vostro
periti verso donne e infanti angariati di sole abdicazioni.
Ti adorano,
altrui Dio,
e ti amano
con tutto il cuore.
Ti ringraziano di averli creati
e lasciati ad invecchiare
come si fa
con un buon liquore.
Ti offrono le azioni
della giornata sperando siano
secondo la tua volontà
per la maggior tua gloria.
Che la tua grazia
li accompagni
e sia con i loro cari…
…è un’altra storia.
Ti professano Signore.
O imperituro Padre,
il creato ti riverisce…
controverso.
A te cantano gli spiriti celesti
e tutte le autorità dell’empireo:
Sanctus, Sanctus, Sanctus
il Signore Dio dell'universo.
La volta e il creato
sono pregni della tua grandezza.
Ti inneggia la corale degli apostoli
e le nivee fila dei martiri, i preti e le suore.
Le voci dei profeti si adunano nel tuo plauso;
la santa Chiesa professa la tua gloria,
venera il tuo solo figlio
e lo Spirito Santo consolatore.
O Cristo, re della gloria,
imperituro Figlio del Padre,
tu fosti partorito dalla Vergine Madre
per la redenzione dell'uomo.
Trionfatore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi allato a Dio, e verrai a pronunziarti
per voce dei preti in ogni duomo.
Soccorri i tuoi figli, Signore,
che hai redento col tuo sangue impagabile.
Accoglili nella tua gloria
nel consesso dei santi.
Salva la tua gente, Signore,
guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti esprimono gratitudine,
salmeggiano il tuo nome, aberranti.
Degnati oggi, Signore,
di serbarli senza peccato.
Sia sempre con loro la tua indulgenza:
in te hanno confidato.
Compassione di loro, Signore,
compatimento per loro.
Tu sei la loro chimera...
quanto saranno confusi perchè non li avrai guidati...
Salve o Teresa
Madre dei miseri,
dei bisognosi,
degli indigenti, salve.
A te ricorriamo figli di privazioni
e stenti, a te ci affidiamo
affamati ed emarginati dai Signori
dell’Occidente, fameliche belve.
Orsù dunque speranza nostra
rivolgi gli occhi tuoi misericordiosi
a noi abbandonati come bestie
nel degrado senza condiscendenza,
e mostraci come i nostri figli
possano avere un po’ d’acqua
tutti i giorni, e non decedere
per un raffreddore o un’influenza.
Gloria a Dio nel cielo empireo
e quieto vivere al genere umano
di buona costanza.
Noi tentiamo di trovarti, ti agogniamo,
ti attendiamo, rimaniamo in attesa,
ti anatemizziamo per la tua reiterata assenza.
Dio monarca,
sire del cielo degli agnostici,
dittatore dalle facoltà illimitate,
unico figlio il Cristo Messia,
Dio monarca dei devoti, vittima sacrificale,
principe sovrano delle anime restate.
Tu che osservi i vizi del mondo e li ignori,
tu che guati le perversioni dell’uomo
e te ne compiaci,
tu che siedi alla tavola dei regnanti
e li assecondi, tu qualunquista
alla destra dei rapaci.
Ricordati, o corredentrice,
che si è appreso nel creato
che molteplici si siano appellati
al tuo soccorso, abbiano supplicato
tua aita, abbiano mendicato
il tuo salvamento, e siano stati obliati.
Vivificato da tale disistima…
chi di te si avvale, o genitrice, Loro Signora,
chi a te si appella, dinanzi a te si mortifica,
contrito penitente orfano delle tue cure.
Non volere, o Monna Maria,
sottovalutare le loro suppliche,
ma udiscili indulgente e appagali.
Sia pure.
L’anima mia salmodia l’Altissimo
e il mio spirito strimpella per il Salvatore,
perché ha scrutato la modestia del mio organo.
D’ora in poi tutte le discendenze mi appelleranno
Santa Cecilia: grandi cose ha fatto in me
l'Onnipotente e Santo è il suo nome e la sua mano.
Di generazone in generazione la sua benignità
si stende su quelli che lo paventano.
Ha spiegato l’autorevolezza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha destabilizzato i dominanti dai piedistalli,
ha elevato i dimessi all’Eden dall’addiaccio.
Ha ricolmato di sostanze i denutriti,
ha rimandato gli abbienti a mani vuote.
Frenerà Kim Jong-un ricordandogli che esitare,
come aveva fatto con i nostri Padri
e Abramo e la sua discendenza,
sarà misericordiosa rinuncia ad un’azione militare.
L’Angelo di Dio portò la novella a Maria Giuseppa
e Ella concepì per volere del Signore quel figlio Pio.
Beatus sancta mater et filius.
Eccomi, sono la Tua servitrice
si espleti in me la volizione d’Iddio.
Beatus sancta mater et filius.
E il Fantolino venne al mondo
e venne a dimorare tra di voi.
Beatus sancta mater et filius.
Prega per tutti loro Fra’ Pio, così che siano
degni delle stigmate, su te similari a rasoi.
Ave, o Maria di Nazaret
il padre tuo Gioacchino
svigorito mentre ancora aveva
da mungere prima della cena
non poteva immaginare.
E a madre Anna madida di sudore
non era dato sperare tanto
mentre raccoglieva sorgo e avena.
Ma saranno infruttuose
le tue preghiere
per noi impenitenti
peccatori
quando giungerà la morte
e ci rinverrà pregni degli odierni
princìpi: iPad, tablet e smartphone,
ps4 e annessi variegati accessori.
Padre vostro
che sei nei cieli
sarebbe buona abitudine
ti presentassi
ai tuoi fedeli
che la domenica
affollano la tua chiesa.
A tutta quella gente
che non si è ancora
arresa
negli ospedali
santificando il tuo nome.
A chi occupa le mura
degli altri e non quelle
più consone di una prigione.
Ma sia fatta la tua volontà.
Dacci sulla via non solo scogli,
ma anche il pane quotidiano
che ci è stato tolto da chi
ci governa, con i loro brogli.
E liberali dal male
su quella stessa via.
Presentati
loro…
fa che così sia.
