C’è del marcio in Danimarca

e lo sapete dell’attentato in Svezia

dei mussulmani con gli sci da fondo?

E del gobbo di Notre Dame

che ha sposato un principe reale

in tutù di tulle per Natale?

E meno male che c’è lo zio Sam

a fare il cane da guardia del mondo

un muro lo faremo anche in Scozia

e c’è una chiesa in costruzione alla Mecca.



I russi sono un po’ birichini ma gente fidata

i giapponesi mi fanno gli inchini

e i cinesi mi comprano i razzi

i siriani l’ho detto allo zar al telefono

non so dove stiano credo vicino

all’Australia o nei dintorni di Torino

dei messicani ho notizie di prima mano

li manderò tutti proprio tutti ai pazzi

la geografia è roba da indovini

e la storia che palle! Io vivo alla giornata.



Le donne proprio non le capisco. Prima ci stanno

e poi vanno a dire ai giornali popolari

che le ho molestate. Tutte menzogne

diffuse dai servizi segreti messicani.

Io lo avete capito sono l’ultimo dei mohicani

un dinosauro in gita tra gli americani

doc. Dicono che ho quattro occhi e otto mani

sette vite come i gatti che vendo castagne

e compro di tutto che persino gli orsi polari

mi hanno votato e anche le foche lo faranno.







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La fata s’è rifatta, dio mio come invecchio!

La bocca, i seni, le natiche, il guardaroba

e il mago del Caucaso, lui s’è l’era già fatto

a dire il vero, ma il ritorno di fiamma è da osanna.

Ora è pronta per il concorso “ Nonna dell’anno”

è la prima favorita dei bookmakers, i nipotini

guardano la parrucca in rosa e non capiscono

sarà una fata stregata? Pensano all’unisono

è tutto strano, è come in un film. I bigodini

sono il passato remoto, quantifico il danno

la fata è stata beccata a farsi una canna.

Ora è tutto cambiato, ha fatto un baratto

un patto col diavolo, quello col forcone e la barba

poi è sparita, prima di diventare uno specchio.



Non cambia mai nulla, questo, l’altro o uno spillo

è uguale, basta che sia la stessa la finzione

nel grottesco della magia è tutto ordinario

anche l’amore segue il calendario, una fuga

che diventa dipendenza e il finale con la stoccata.

Se la fata è in guerra col dolore può bastare

per il resto è richiesto un miracolo vero

con l’amore sciolto nell’acido, il sentiero

semplicemente non esiste e di fronte al mare

le stelle che scorgi ad est non hanno una data

di scadenza ma se vedi una linea incurvata, una ruga

figa nel cielo, l’incanto svanisce nell’arbitrario.

Lo show, se è iniziato, deve continuare e la canzone

finale in stile demenziale, è suonata da un coccodrillo.

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Chiudo le palpebre e cerco di ricordarla

Gli occhi? Da matta o da gatta scontrosa

poi il naso, uno a caso, tanto serve

solo a tirare su un po’ di roba,le orecchie?

All’insù, stile dottor Spock ma al femminile.

La bocca da giumenta ma con denti da vampiro

poi il pezzo forte, i seni, due lo giuro

o almeno ne sono quasi sicuro e le mani

ventose appiccicose incollate dappertutto. Domani

mi mostrerà le cosce e spero nel futuro

anche il resto, già mi manca il respiro

sta togliendo intanto le ragnatele

i peli superflui, sbiancando le occhiaie

e colorando i capelli di viola. Le curve

non sono male, l’ho baciata e sapeva di rosa

l’ho abbracciata e mi è sembrata una farfalla.



La voce? Carta vetrata con sfumature di metallo

tutta sessualità repressa ha detto l’amico

invidioso e che dire dell’incedere sghembo

o del portamento sbilenco? La torre di Pisa

è diritta al confronto. L’età? Non si chiede

a una signora, non è educato, a occhio e croce

facendo due calcoli ed essendo ottimisti

ha già fatto testamento, ma per precauzione

la sorte è strana e l’estrema unzione

può salvare dall’inferno i poveri cristi

e le sciamane con la pelliccia. La prece

è pronta e il funerale è stabilito, la fede

non c’entra, ora è al dito, l’ho sposata in chiesa

davanti a tutti. Intanto nottetempo, sarò strambo

ho fatto l’inventario dei suoi beni, l’ombelico?

Boh! L’ho fregata, a letto ho spedito il mio gemello!

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Ho scritto una canzone che parla di rivoluzione

tutti hanno ascoltato, persino applaudito

una marcia trionfale, con un bel finale

poi sono tornati a casa

con in mano la spesa

armiamoci e partite

tutti zitti compagni che ci ho l'artrite.

Ma l'artrite non è un'arma?

quella che usavamo l'estate in campagna

per sbandierare davanti alla caserma

quella canzonetta quasi materna

mi faceva tenerezza tutta quella giovinezza

quasi quasi ci credevo pure io


alla storia della purezza

ma adesso ce la fai a camminare

o devi continuare a zompettare?

Nella banda c'è la tromba

e tutti ballano come se ci fosse il mamba

io ti guardo tu continua a cantare


la canzone che parla di rivoluzione.



Prestami i sodi per la sedia a rotelle

o fai un appello su facebook, tutte stelle

dici che ho una corda al collo

o un nipote bidello, o che hai perso l'asinello

poi ti risarcisco con un fiore

e un disco sull'amore

uno di quelli che vanno di moda a San Valentino

vino e birra, qualche spinellino

tipo la canzone di Stefano Rosso, la ricordi?

Tre amici una chitarra e lo spinello

qualche euro pure per la visita al bordello

sai sono ridotto male su quel fronte

magari trova un amico, un compagno conte

che sostenga il tutto

uno che voglia fare la rivoluzione

per rifilarci sempre la stessa canzone.



La canzone non la voglio cantare

mi piacerebbe continuare a marciare

al massimo possiamo sederci e questionare


sul risarcimento da chiedere alle finanziarie

ah no dimenticavo siamo un popolo rivoluzionario

ci prendono i soldi ci fanno le rate

ci fanno pagare le televisioni

il canone è sacro altrimenti diventano barboni

e noi applaudiamo a Sanremo

certo parlano di karma e di occidentali

e noi dobbiamo sempre stare attenti ai nuovi segnali.




Che dici mai e i fasci siciliani?

le quattro giornate di Milano tra gli indiani

i mussulmani di Mussomeli

la danza dei sette veli

delle donne con i baffi

i graffi e poi gli sberleffi,

al duce da morto

perché da vivo era tutto un concerto

d'applausi e peana

i poeti, gli artisti di fama

tutti al guinzaglio

ma qualcuno col bavaglio

ci stava nelle prigioni del regime

e scriveva saggi e rime

poi quando è stato il momento

sono arrivati i fucili e il vento

della resistenza ha iniziato a volare.

E qualcuno è tornato a cantare.

 

Hai dimenticato i giornalisti d'assalto

ora hanno le troupe e lo smalto

lo sapevi che tutti vogliono dire la loro

come se fosse davvero un gran lavoro

ora ci sono seggi e rime

ma ci prendono proprio per ...le risme

io ti ascolto tu sei intonato

hai quasi da sempre cantato?

Ho visto anch'io sai rivoluzioni!

Ho visto donne con mutande attorcigliate

soubrettine molto serie e aggrovigliate

svestite da stilisti di fame nazionale

cantavano anche loro motivetti


nazional_insurrezionali

ballavano con l'artrite da rivoluzione

la tua stessa malattia

nata dopo la nostra generazione.




Che emozione, mi hai fregato!

rubandomi le battute da sfigato

non le mutande che peccato

sarà per un'altra volta, sono in credito

la rivoluzione sessuale

è quella migliore, un baccanale

dietro l'altro, un mezzo disastro

se poi resti col mostro

in mano, che dire

così non può finire

ma Zuckemberg è accigliato

pensa sia porno, ma è fiato

un soffio in due sulla stessa candelina

soubrette del can can, mia stellina.
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Siamo di Roma

e facciamo il saluto romano

ma se saremmo di Milano

rifacessimo la marcia su Roma.



Ragazzi che manifestazione!

Ambulanti gladiatori e tassisti

le telecamere i giornalisti

i fasci e gli squadristi della stazione.

La sindaca col megafono

e il suo regalo una polizza

assicurativa che bellezza

lei se ne intende è una diva

ma niente internet nel telefono

i cellulari vietati per navigare

solo foto da spedire ai nipoti

i politici Giuda Iscarioti

dentro il palazzo a guardare.

Vi faremo a pezzi venduti

vi staneremo tutti lacchè

i partiti ormai demodé

e a morte pure i sindacati.

I neri i gay e gli ebrei

che schifo siamo noi gladiatori

lo vedete siamo già vincitori

duri puri maschi e pure dei.



Siamo di Roma

e facciamo il saluto romano

ma se saremmo di Milano

rifacessimo la marcia su Roma.
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Si prese il cielo di notte e la musica delle galassie

prima di tornare a casa. Era stato via troppo tempo

e nessuno più lo riconobbe quando aprì le finestre

della cucina. Proprio lì dove in un giorno di marzo

di tanti anni prima aveva chiesto a lei di sposarlo

e non ne aveva compreso il rifiuto. Quel tarlo

gli era rimasto dentro, aveva fatto ogni sforzo

per capire, ma non ce l’aveva fatta. Le giostre

del cuore erano proseguite, ma quell’inciampo

avrebbe segnato un solco nelle sue ansie.

 

Quel giorno la rivide, era invecchiata

ma sempre bella, finse di non riconoscerlo

fu lui a stanarla col suo sorriso migliore

il tempo non era volato, era il tappo

nelle parole, la ruggine negli occhi

la cenere negli sguardi, gli scarabocchi

nel respiro. Pensò d’avere un ceppo

nel petto e ricordò in un lampo il grigiore

dei giorni senza lei, poi senza volerlo

chiuse gli occhi e rispose a una telefonata.

 

Di una delle tre figlie dell’ultima moglie

la quinta della serie, l’ennesima strega

di un percorso a ostacoli nei boschi

dell’amore senza virtù con vista sull’inferno.

Lei, al telefono stava urlando dal dolore

le doglie erano iniziate, il chiarore

del sole era svanito nel giorno d’inverno

in cui aveva scoperto gli affreschi

dell’alba negli occhi della figliastra, la droga

nelle sue cosce e la prigione nelle sue maglie.

 

La figlia, l’unica sino ad allora, l’avrebbe chiamata

Luna, come l’amore della sua vita, la donna

smarrita che aveva di fronte e che in un giorno

disgraziato gli aveva detto di no. Chiuse il telefono

e lo spense, poi vuotò il sacco come fiume in piena

lei lo guardò inorridita, poi sul suono della sirena

lo baciò in modo appassionato. Il sassofono

vibrò nell’aria e l’acuto fu del primo violino

l’orchestra intera aveva decretato la condanna

senza appello. Fu quella l’ultima giornata fortunata.

 

 

 

 

 

 
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Siamo in crisi di rispetto 
            cara gente,
nel aiutarci tra di noi .

Non ci facciamo piu` una carezza ,
o riscaldarci con consigli giusti ,

La sincerita` sta in crisi ,
in una crisi di verita`
e sentimenti positivi.

Siamo in crisi tutti quanti 
Grazie alla societa`....

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Profilo Autore: Maricela C  

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Il volo di uno stormo d’uccelli, il mago

col flauto lo segue con gli occhi, è sul lago

che le ombre son fitte e le luci

sembrano croci, tanto son truci.

Stenderà il suo verdetto, le carte

i tarocchi, ogni segno è di parte

e ogni parte è meno dell’intero

che se esiste, se è vero, è nero

come la pece. Lei c’è stata

poi è svanita in una bolla dorata

firmata dallo stilista del cuore

la rosa nera, è questo il fiore

amato, quando è sera. Il mago è bollito

in sugo di noci, è il dito

che punta la luna e si sbaglia

col disco del sole, è chi raglia

al canto del gallo, chi si scaglia

a voce contro gli dei, brutta gentaglia.



Giove e Giunone dallo psichiatra

poi dall’avvocato, la faretra

di Diana è vuota, la caccia

è stata abolita, è carta straccia

la canzone di Ulisse l’astuto

Ilio resiste e Omero, il cieco, è muto.

Il teatro di corte è crollato

un terremoto o un frullato

di sostanze proibite, è deciso

che sarà l’antidoping a dirlo, il viso

dei presenti sembra disteso

tutti innocenti è chiaro e sottinteso

sino a prova contraria. L’assemblea

plenaria è stata un fiasco, la dea

dagli ormoni da maschio è stata

colta in flagranza di reato

il mago col flauto sarà incatenato

è stato stabilito alla cena con l’aragosta

e lei cambierà sesso a stretto giro di posta.











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Profilo Autore: mybackpages  

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Mi sono fidanzato a sua insaputa

con una che nemmeno mi conosce

e gli ho comprato casa a sua insaputa

le ho messo le chiavi tra le cosce

e letto il contratto dal notaio

poi siamo andati a farci una bevuta

al bar dell’albergo del Rosario

e sempre casualmente mi è caduta

sul pisello, no, non è una mignotta

l’ho detto alla giornalista astuta

che mi ha fatto assaggiare la pagnotta

in cambio di una Ferrari a sua insaputa.



Poi ho letto la storia sul giornale

l’ha scritta la baldracca a mia insaputa

sulla Ferrari nulla, quello è personale.

Mi ha detto di non fare storie, sputa

nuota e saluta, è un mondo di pescecani

e di squali in abito da sera, l’idiota

cioè io, ci casca come un pollo e se domani

volessi incontrarla di nuovo a sua insaputa

l’indirizzo posso trovarlo nell’uovo di Pasqua

che mi ha rifilato al posto della ricevuta.



Poi è andata a intervistare la sconosciuta

sulla casa a sua insaputa, non ne so nulla

ho trovato le chiavi per strada, ero in tuta

e stavo correndo, dice che era una villa?

non me ne sono accorta, ero come sperduta

l’indirizzo come l’ho trovato? Nel biglietto

del mazzo di rose sull’asfalto, a mia insaputa

restituisco tutto, se me lo chiede il gatto

del mio capo o la giunta riunita nella tenuta

che a mia insaputa un altro sconosciuto mi ha donato.

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Profilo Autore: mybackpages  

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Cara, sai, per te io sbavo.
Quieto, in ombra, sembro ignavo:
ma subisco invece scavo
d’innamoramento pravo
che mi rende albero cavo.

Sono cronico e m’aggravo:
il mio cuore è ormai tuo schiavo !

Proprio adesso, t’osservavo.
Sorridevi: e mi beavo
del tuo viso, e risognavo
Paradiso in cui regnavo
con te al fianco ed imperavo.

A sognare sono bravo:
àlacre ape, ingrosso il favo…

T’amerò, t’amo, t’amavo:
rimerò, rimo, rimavo !


Aurora 4f95d



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Profilo Autore: Tonino Bergera  

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Secondo quanto è emerso dall’ultima riunione

dello staff dei poeti col ciclostile

si passerà alle fotocopie entro un lustro.

Le novità non sono finite, il presidente

ha annunciato che l’albo dei copisti

autorizzati si farà, per l’iscrizione

basterà una firma falsa e una dazione

in fumo ai saltimbanchi della parola tristi

ma in nero, perché il conto corrente

della confraternita è senza inchiostro

e le penne d’oca nell’anno bisestile

sono durate quanto il tempo di una canzone.



Ci sarà la cena delle mogli e dei mariti

per l’epifania, l’ultima è stata un successo

non ci sono state segnalazioni di furti

di dentiere e i letti sono stati occupati

tutti. Per l’occasione sarà rivisto

il regolamento, avranno tutti un visto

speciale per l’ingresso con il costo

a carico degli amanti ufficiali del posto

e un’autorizzazione agli scambi di fiati

senza obbligo di divorzio, gli urti

saranno analizzati alla moviola e il sesso

sarà permesso solo tra sconosciuti.



La regina e il re della serata saranno scelti

da una giuria selezionata di vecchi guitti

in frac, finirà tutto su YouTube nel canale

dedicato alla sciatalgia. Gli innamorati

sono pregati di restare alla casella di partenza

le brutte figure non sono previste dalla scaletta

della festa, mano nella mano in una setta

protetta dal wwf? Che figura! La demenza

ha altre versioni dell’amore, più da deportati

o da fuggiaschi. Andrà meglio un memoriale

riscritto nel latino di Orazio, gli scatti

di fotografia ormai sono cibo per stolti.





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Profilo Autore: mybackpages  

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index.jpg

   Chi s’incaponisce
nell'abbaiare alla luna
che come regina della notte
 sta a guardare l'umanità
e da nulla si fa attraversare,
perde il suo tempo e nulla ottiene
tranne il ritorno del suo laido latrare.
 Lei guarda serafica ed enigmatica
ma non assorbe farneticazioni:
nulla la tocca
nulla la scalfisce!
 
Rimanda al mittente
le disgustose delazioni
di gente tarata e frustrata,
povera di spirito e di vita interiore
che null'altro ha da fare
che sputare fuori
la propria pochezza ed il proprio livore
nell'intento d'oscurare
la limpidezza e l'altrui splendore.

SalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D  

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L’incubo ricorrente

che nasce da la mente

de notte mentre dormo

svejandome dar sonno

è sempre ‘o stesso ormai

da anni e anni assai.

 L’incubo è pervicace

se per un po’ esso tace

ritorna più mordace

e nun me da più pace.

E sono sfortunato

nun sogno plotone armato

o un mostro che ,ahimè,

se vo magnare me.

Che d’è ?

Me sogno ‘n cavaliere,

ch’è proprio ‘n bel vedere,

co la visiera arzata

se porta via…a mi amata !

E io me struggo tutto,

m’arabbio, so distrutto,

cerco de reagì

me credo de morì.

Me svejo tutto sudato

er letto è bagnato,

me giro per di la

e la mi amata e qua !

‘A svejo tutto tremante

“Vatte a cercà l’amante,

me dice, ”Ninè ce ne so tante…

ora nun m’avvilì

che io vojo dormì

Me dico.

Stai carmo nun t’agità,

piuttosto nun magnà,

li broccoli affogati,

a sera so vietati.

Poi a pensacce mejo,

ora che sono svejo

arivo a conclusione

che…ho perso un’occasione .
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Profilo Autore: Bronson  

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Re e regina dall’alto del trono

Dispensan giudizi senza perdono

Mentre per loro gli si renda l’onore

Scrivono pezzi di grande valore



Son noiose parole da rimaioli

Di menti onaniste cioè segaioli

Ma per quelli devoti, amici e parenti

Sono pezzi virtuosi da leccarsi i denti



Nel proprio orticello il complimento li tocca

Ma son sempre i soliti che si fan lingua in bocca

Gioiosi e giulivi tra i più conosciuti

Come escon di casa son mazziati e cornuti.



Ritornan allora in acque sicure

Sorridono a tutti senza paure

Che sia conosciuto il loro dominio

che sono i più bravi nel lor condominio



Poeti superbi o superbi poeti

vorrebber condurre una vita da asceti

non  si rendono conto di valere poco

così da far altro ad esempio  il sudoku.



Ed io chiedo venia il più superbo di tutti

Per quello che scrivo che è simile ai rutti

Son solo pensieri , quisquilie,  facezie

Di poco conto chiamatele inezie



Ma siam tutti quanti in un calderone

Differenti per gusto esperienza e opinione

E il bello è questo è l’esser diversi

Lasciate che ognuno  –liberamente-  esponga i suoi versi.
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Profilo Autore: Elvezio  

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T’ho conosciuta e sebbene io gradisca

nun hai certo l’aspetto d’odalisca.

Alla mi età è mejo sorvolare

sulle virtù d’aspetto sessuale.

Pe come parli, pe come t’arippesenti,

lassi tutti senza li commenti.

Si foco sotto cenere, sei ‘n vulcano

che si ce vai vicino te bruci a mano.

Poi torni a fa la donna, sembri te stessa

mostri a personalità che è indiscussa.

E io che amo fin troppo spesso,

subito a te me son connesso…

perché ‘nse po’ ?...dov’è a congiuntura ?

amà così nun è contro natura.

Amor nun è esercizio spirituale

ma manco n’esercizio sessuale.

Se er seconno nun fa più per me,

me tengo er primo che ‘n piacere è.

poi si mi dici che voi cosà

vedemo allora cosa se po fa !

Nun è da te, però, sei troppo furba

nun credo ce sia cosa che te sturba,

forse sortanto ‘a mia presenza

‘a tieni pe li casi… d’emergenza.
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Profilo Autore: Bronson  

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