In questa estrema pausa tra i solstizi
io l’ho perso, le parole sono già finite,
in cerca di un obbiettivo di un calamaio
con cui scrivere febbrile le mie emozioni.
Ma sotto sforzo taciuto da queste imbracature
sto sospeso tra infiniti fili
sopra ad un abisso la cui paura genera cordoglio
profonda tale da rabbrividire le tante forze.
dai frutti acerbi
colma il vuoto
appare fittizia...sempre.
- profonda e riflessiva-
La parola non è che fango
misto alle subdole scorie
un becco lungo e affilato
qual dell'averla s'infigge
nella lingua arrotata.
- magica e riflessiva-
La stagione è morta
soffre la mente
ch'è rivale del nulla
la mela marcia si disfa
tra gli spazi dei denti.
Si finge timida e casta
la stagione non ha sipario
ché gli attori sono indecenti.
-magica e riflessiva-
Leccornie di sbavature
saliva sgocciolante
bocche slargate aperte.
Non c'è fama dove c'è fame.

Se il mare culla
con l'onda leggera
la musica dolce
giocando col tempo
malgrado l'età,
se il sole fuggente mi lascia
quel raggio d'amore
è le stelle lucenti farmi abbracciare
la mia libertà,
felice sulle ali del vento marino,
lasciando il profumo
di questo celato destino,
a chi mi ruba un furtivo sorriso,
canterò a squarcia gola
la gioia realizzando sul mio
vitale palcoscenico ancora inciso,
e con l'ispirata pace in azione,
rimanendo solamente
la febbre di una poetica illusione.
Che sia un "si"! Che sia un "no"!
Ma che non sia mai un "forse"!
Il "forse" ti lascia la speranza,
t'illude, fa male, ti lascia i dubbi,
tortura l'anima.
Il "forse" ti dona incertezze
mentre il tempo se ne va.
Il "forse" è dannato,
maledetto... diabolico, lascia trapelare
anche un po' di vigliaccheria.
Il "forse" impedisce i passi
e fa avanzare le lacrime.
Che sia un "si"! Che sia un "no"!
Ma che non sia mai un "forse"!
sulla ghiaia antica
e il tuo profumo
che un tempo cinico ha sbiadito
Sei passata come ruscello che
trascina foglie al mare
nel fugace disincanto
di questo incerto tempo
Hai dato una carezza
ai miei ricordi fragili ed ho
afferrato in sogno l'ombra
del tuo profilo
ma la mano è rimasta a stringer l'aria...
unghie sul cuore mi
hai lasciato...
se ha avuto un inizio
quando è l'ultima ora...
un improvviso frangente
sa d'aria che asfittica manca.
Non obbligarti a vivere
se sei nulla un corpo vuoto
una mente malata...nulla.
Se sei un altro troppo manifesto
ricordati che hai una cupa piega
seni flaccidi occhi smorti
una mano tremolante...
A spargere virgole maldestre
spazi lunghi nodi alle dita...
Tutto ha una fine...
non obbligarti a curvarti di più.
Notti estese in armonia di fiati
sublime estasi a ritrovar se stessi
pensanti notti ove il tempo attende di
sdraiar il giorno su calda spiaggia
ed ogni vocio intona ad allegrar compagnie..
La musica da lontano s’insinua tediosa e
sbarazzina da far intenerir la
mente su sdraie e asciugamani in
volanti sogni ad adagiarli su un’ aereo di passaggio
sogni in leggiadria oltre le scogliere e
nuotando arrivare lontani.
Mare d’estate sereni giorni in
dimenticanza dell’inverno a rilassar la mente ed
ogni anno tornar sovente in riva al mare,
anno per anno rinnovar sogni...
come granelli di sabbia a scivolar nell’acqua,
aquiloni a sventolar senza direzioni o appesi nel cielo senza meta..
oh sogni vi coloro con pastelli e
toni accesi per non farvi restar bianchi e neri e
non so dipinger le vostre forme svanite frettolosi.
Notti silenti e assopite, effimeri fantasmi da inseguire su
questo letto di un Hotel sul mare.
Continuo ad inciampare sulle lancette
dell’orologio di questa piccola stazione
dove nella vita ho aspettato il treno giusto.
Per poi salire e sedermi con trepidazione.
Superfluo parlar di distanza se già mi abiti
nella mente: cosa può forse tenerci lontani?
E’ la distanza che deve star lontana da noi
se vuole salvarsi, perché pur se ti allontani
mi scorri sotto la pelle come l’inchiostro
nei miei versi… mi auguro discreto.
Se mi donassi i tuoi pensieri, non lascerei
finissero con la polvere sotto un tappeto.
Che quando si ama non si sbaglia mai
e se l’amore è sano,
non può che restare pulito
come la tua pelle color del grano.
Le parole a volte fuggono per chiudersi
in una danza lenta di abbandono alla poesia.
Io provo a non abbandonare, ma nella lacerante
attesa è così arduo raggiungerle in quest’agonia.
Nella pioggia
ho lasciato scivolare
lacrime amare
e ricordi dolci
come i tuoi baci.
La pioggia
ha lavato ferite
purificando
l'anima mia perduta
nell'abisso del tuo amore.
Sei stato uomo virile
a tratti rude e gentile
quando piangevo
supplicando amore.
Amico e amante
hai curato le mie paure
con saggezza e attenzione
indicandomi sentieri sicuri.
Oggi nella pioggia
il mio cuore zigano
rinfrescando ricordi
ancora ti cerca.
So che tornerai
in un giorno di pioggia
e stringendomi al petto
placherai l'assenza.
Vuote stanze
colmano pensieri
dipingono ricordi
di quel lontano ieri.
La mente sfiora
amato sussurro
un tocco lieve
ravviva l'azzurro.
Tutto prende vita
la casa si colora
nella stanza dei ricordi
l'amore vive ancora.
Resiste al tempo
resiste al fato
risiede nel cuore
che ha tanto amato.








