volgi lo sguardo all'infinito
sulle tue ciglia granelli di sabbia scossi da un vento tiepido
abbassa le palpebre un attimo ..ed ecco,
l'abbraccio del tuo sogno azzurro si disgrega,
in fragili cristalli fluenti tra le onde mendacil
lungo la smerigliata riva
in luoghi ormai lontani
ove parevi ,oh illuso,
scorgere l'IMMENSO.

Sei sempre stata mattiniera
ti ritiri nella più bell'ora della sera
perdendoti l'incanto del tramonto
e il bacio della luna sul tuo volto.
Le ore i giorni e le stagioni
s'allontanano senza condizioni
non potrai riscattarli in nessun caso
il tempo inclemente vola raso
svegliati o ti ritroverai col rimorso
di non aver assaporato il tuo trascorso.
E' un battito di ciglia una vita non vissuta
ti ritroverai stanca, rugosa e fottuta.

Nel sigillo del tempo
rallentano memorie,
non seguono più
correnti del pensiero.
A intermittenza s’accendono
e all’imbrunire s’arrendono
nell’opacità d’uno specchio riflesso
nella fossa d’un grigio cemento.
Stenti e solitudine presenti
a lacrimare iridi assenti.
Sono volti scavati,
solchi profondi e scuri ,
sanno di rame invecchiato,
han perduto l’originario splendore
di quando al desco tutti
s’abbuffavano
e col prosit brindavano.
Il passato è andato,
dimenticato dal presente.
Ora passato e presente
vorrebbero amore,
quell’amore
che non andranno a caritare.
e pensieri che aspettano
il giorno seguente.
Una casa s'illumina,
linee confuse appaiono.
L'alba nuova nascerà un'ultima volta.
Un giorno qualunque,
in un anno qualunque,
d'una vita qualunque.
La vita d'uno in quella di milioni.
Dall'alto voli anonimi
e morte
e terre falciate nelle viscere.
Colombe senza ali,
canteranno melodie di morte.
Ucciderai te stesso raccogliendo
petali recisi,
In silenzio,
per non far sentire l'apocalisse intorno,
maledetto Uomo.
vago apolide senza una meta
recitando salmi sacri per me stesso.
Al buio cammino e vedo il nulla
mascherato durante il lungo giorno
dai profili di beni artefatti.
Spendo le mie monete senza valuta
gettandole in un mare abissale,
consumo canzoni urlano al vento,
unico amico in quanto compagno
lieve, seguace fedele del remoto;
e dedico questi versi apocrifi
ai lettori insaziabili del vero
detrattori dell'immateriale puro,
anelando che trovino autentico
il senso grave contenuto nel Vuoto,
colui che spietato mostra con malizia
la falsità nascosta nel corporeo.
da una scheggia di sole
piovuta dal cielo;
il prodigio della forza
costretta in uno scherzo
suscita l'evasione,
la voglia del fuggiasco
di intessere
dubbi in storie
e far parlare mondi
racchiusi in pensieri
un istante prima
possibili,
quello successivo
inespressi,
per sempre taciuti
da un presente che già
si stringe in passato.
dedicata a Calvino.


Da zero fino alla maggiore età,
solo diritti, senza responsabilità,
papà e mamma pensano a tutto,
è loro dovere, far bello il brutto.
Ne combiniamo spesso d’ogni colore,
tanto, noi siamo pezzi di cuore,
i danni sono all’ordine del giorno,
dei loro guai, non c’importa un corno.
E’ nostro diritto crescere sani e bene,
facciamo solo quello che ci conviene,
mangiare, bere e tanto divertimento,
senza grazie e senza riconoscimento.
Questo però non dura per l’eternità,
finisce all’inizio della maggiore età,
e quando questo, ahimè, avviene,
si diventa crudeli, quasi come iene.
Comportamento questo, ingiustificato,
dovrebbe essere subito abbandonato,
se semini male, raccogli solo male,
il bene si comporta in modo uguale.
Bisognerebbe essere indipendenti,
guadagnare soldi per curare i denti,
non dipendere mai da altra persona,
al buio, anche la tua ombra t’abbandona.


come cipria sulle gote
e porterà il canto degli usignoli
dove si lamenta l'ulivo .
Agli occhi
saranno fili di luce a cingere
il bacio del giorno
cosi il rumore ed il silenzio tra le mani
a cogliere il crepuscolo .
Crepuscolo che cosparge i campi e zittisce i torrenti
che abbellisce le strade e s'annida sui tetti
raduna il cuore di un numero infinito di desideri
si contempla del canto delle ginestre
che con lieve moto
trapelano l'ombra della notte
e i rami si vestono di poesia .
Stare al vento
Non essere mai contento,
andare avanti
senza troppi guai,
non rompendo,
stare attento,
a dei bastardi
che entrano nella tua vita,
per menarla,
per comandare
e farti andare;
stare al vento come perdere tempo,
essere in cammino,
domani incerto,
domani che spavento,
che scoperta;
aspettare te,
ed essere meno solo,
stare al vento.
ricamato di strappi d'orgoglio.
Sconosciuta forma di vita,
attraversa il corpo nefasto
nel delirio della leggerezza
di parole sommerse
dalla forza dell'alba buia,
Illuminata da occhi
pieni di forza e di vita.
Si perde il frastuono
nel risveglio di un arco
che di sconosciute luci
accenna il suo canto...
Di forza e di strade
diviene uno sguardo
la vita nel crepitio del verso...
Ombra che trascina via
il disperso clamore
del sole di Maggio.











