La mia elle,
la mia lei,
si chiama libertà,
libertà,
solo lei,
che voglio,
che spero,
che sento,
e anelo,
nel mio spirito
inquieto,
libertà
di scrivere,
di sentire,
di dissentire,
libertà,
libertà d’artista,
al di fuori
dei canoni,
dei luoghi comuni,
delle convenzioni sociali,
libertà.
Quattro parole,
da mettere insieme,
da fissare sul foglio,
da scrivere qui;
quattro parole,
non ancora pensate,
non ancora concepite,
che vagano nell'aria,
erano qui,
e adesso,
non ci sono più,
vanno e vengono,
quattro parole,
per dirti,
di me,
per farti capire il mio affetto,
per dirti,
non dimenticarmi.
Tutto passa
E non si ferma,
il futuro non s’attarda,
va veloce
e di fretta;
la vita va vissuta giorno
a giorno,
pensandoci,
riflettendo che ogni momento,
non si ripete più;
tutto consuma,
tutto cambia,
in meglio
ed in peggio;
è bello il mattino,
con la gioventù,
ma passa svelta,
così svelta.
ci saranno i monologhi della mia mente...
e lì... saranno cavoli amari,
perché anche il più piccolo pensiero,
danneggerà la mente di qualcuno.
E non ci sarà nessuno e niente
che possa difendere o trovare alibi
per quelle menti dementi,
perché la mia mente parla, non per colpire,
ma per affondare, mentre ancora tace.
E quando saranno finiti i monologhi...
beato chi mi resterà accanto,
perché essi godranno dei miei gesti più gentili.
La mia penna sono io.
I miei scritti sono io.
E tutto ciò che non è nero e bianco,
lo si può trovare nei miei occhi.
Sarà quella poesia da poco
Sarà la poesia semplice,
spontanea,
cruda,
essenziale,
sarà la poesia da poco,
che gira,
che vola oltre il muro,
che abbatte le frontiere,
che arriva alla gente,
sarà la poesia senza speranza,
scritta nella disperazione,
scritta nel silenzio,
nella solitudine,
sarà quella poesia,
che ti arriva,
e ti fa capire,
o pensare,
sarà la poesia semplice,
quella da poco,
da poco.
figli delle stagioni
foglie accartocciate dell'autunno
fiocchi di neve dell'inverno
rondini di primavera senza grondaie.
Fuggono giochi e parole sulle rotaie
zoccoli di legno sui sentieri
passi su lande sterili e maleodoranti .
Placchette di latta e occhi al cielo
stringono a David una preghiera
appuntata all'altezza del cuore
più non batte amore .
Poeti
Ed eccoci qua,
un po’ strani un po’ artisti,
ognuno col suo segreto,
ognuno coi cavoli suoi,
umanità tra le righe,
cose da dire,
dolore ,
rabbia,
amore ,
odio;
i poeti raccontano la vita,
il vissuto,
sono dei cantastorie,
tutti e nessuno,
non provate ad ingabbiarli,
ad asservirli,
a metterli in riga,
ad accodarli,
perché se ne sono già andati,
saranno i poeti,
quelli che non contano niente,
quelli sconosciuti,
sarà la poesia,
per non farti dire,
ancora no,
ancora un muro.
Il tempo vola
che non si riesce
nemmeno a ragionare,
lontano da qui fanno le guerre
senza pensare di osservare
ogni tanto le stelle.
C'è tanta gente
che muore di fame
e c'è chi sfugge dalla disperazione.
Il tempo è diventato insopportabile
ora che il mondo
ha smesso di sognare.
Il cielo da queste parti
non è più lo stesso
ed il mare non è più un riflesso
per la luna e le stelle
è diventato solamente
un mare di anime perse o disperse.
Il tempo vola
e sarà forse il grigiore
di una fredda giornata
che mi da
quest'acuta riflessione.





