La città silente,
nessuno in giro,
o quasi,
tristezza,
malinconia soffusa,
è primavera,
ma tutto fermo,
spento,
la città,
è tutta tua,
puoi fare come vuoi,
puoi spaziare libero,
è un po’ tutto tuo,
una città da inventarti,
in attesa,che tutto ritorni.
Non ti portare cose che non servono,
metti in una borsa l’essenziale,
uno spazzolino per lavare i denti,
l’asciugamani candido di bucato.
Quest’è quel che ti serve per il viaggio,
il resto lo procurerai all’arrivo,
amore, affetto e tanti sentimenti,
non puoi dimenticarli, stanno nel cuore.
Son queste le cose che alla vita servono,
tutto il resto è solo spazzatura,
il cuore, lo sappiamo, non si comanda,
tutto il resto poi verrà da solo.
Se lasci casa vuota, gira per le stanze,
controlla se hai chiuso luce e gas,
il tuo bagaglio non sarà pesante,
la tua valigia è soltanto il cuore.
Usiamo male la terra,
disonoriamo l'aria espirando fiato inquinato,
i mari son diventati d'acqua e di carta
dov'è quel profumo di onde
che sugli scogli s'infrangono?
Si sente ancora l'effluvio di sottobosco
lungo il passeggiare per le colline,
sentore di funghi che riportano
al sapore di un buon risotto
che risveglia i palati di plastica insaporiti
Tristezza stringe il cuore,
godere più non si può di ancestrali sapori,
insieme ad altrettanti ancestrali valori.
Finita è l'ubbidienza dei figli ai padri,
dell'amor vero tra coniugi giuratosi
davanti a Dio...
E l'immoralità straborda ingombrando
di ogni età i cuori,
il rispetto per i canuti capelli,
simbolo di saggezza , riempe le strutture
e ripulisce le tasche.
Non mi piace questo mondo
il cuore lacrima, la mente confonde
un di' nemmeno tanto lontano
un sorriso era un dono prezioso
un abbraccio un regalo raro
E mi rivolgo a Dio, solo Lui saprà
risolvere tutto sto' marasma
a mani giunte chiedo di cancellar
tutta stà sporcizia, rendere la terra
linda e pulita come un tavolo pronto al desinare...
ricominciare a vedere l'Alba
di un destino sbagliato.
Cadere nella rabbia
ingoiare delusioni.
Vivere con la paura
che il ramo si rompa
e la certezza
di non aver imparato a volare.
Ospite in questo mondo lontano
inconsapevole tenti di reagire
nella pace che svanisce
o forse non è mai esistita.
Si spezza
la luce nel mondo.
a questa epidemia,
solo noi, qui sperduti.
Dimenticata la città,
si riscopre una vita
agreste, più difficile
ma più vera.
Solo noi, con il cuore
gonfio di tristezza,
ma pronti a ricominciare,
lontano da luoghi
di cemento, smog,
barriere...
Ormeggio i miei pensieri
ai rami della Quercia
in quell'angolo di cielo
sempre a me più caro.
Dove migrano una ad una
le diverse stagioni.
Che vestono e nascondono
e svestono e mostrano
e tutto poi, cambiano.
Solo i pensieri, tutti
sembrano rimanere
e s'adergono dai rami,
solitari, come fiori.
Mentre si allungano
lentamente...
le ombre della sera.
Piange lacrime bianche
la magnolia nel giardino.
Si specchia su di un petalo
il laghetto, e si specchia
ladro di frammenti di tempo altrui
e sguardi l’artista nel vino.
Ruba pezzi di conversazioni sentite,
verseggiando senza eguali
come un attore che va via dalla scena
e voltandosi lascia un sorriso...
Le gemme della magnolia sono pronte.
Così lui, ad arrossire dietro gli occhiali.
Pasqua Santa, Pasqua nel cuore,
sei venerata con tanto amore,
in Chiesa o fuori sei benedetta,
che la pandemia sia maledetta!
Duemilaventi, anno bisestile,
cosa ci hai portato nel barile?
Avevam bisogno di abbondanza,
invece ci attacchi alla speranza!
Paura, distruzione e morte
non sono cose legate alla sorte,
non sono cose volute da Dio,
tantomeno da un parente mio!
Tutti a casa ma Pasqua è con noi,
non saremo cibo per avvoltoi,
forse qualcuno ci vuole punire,
forse ha paura, ci vuole arrostire!
Chi si sente grande e siede sul trono,
prima o poi finirà in abbandono,
onore e gloria alle sue cose buone,
ma sdegno e fango alla sua aberrazione!
Buona Pasqua anche se da lontano,
vi giunga con affetto e una stretta di mano,
anche se soltanto con un’icona,
Dio, son certo, non ci abbandona!
Un'ombrosa potenza sostava
nell'inginocchiata città
in un tempo funesto.
Cavalcando nuvole
impregnate d'un invisibile
e insidioso male
al suono di trombe inascoltate
mieteva vittime.
Separati amori
nell'incerto destino
sotto un giogo assassino
supplicarono clemenza.
I popoli espiarono
l'irrispettoso superbo disegno
d'un mondo dominato d'alleanze
lontane dai disegni dell'ALTISSIMO,
frantumate come vasi d'argilla.
Grandi mutamenti decimarono generazioni
mentre un uomo solo pregava
in una piazza vuota
concedendo indulgenza plenaria
a milioni di anime nel mondo.
Ah se Cristo tornasse,
e vedesse anna` n'chiesa
Tanti che doppo ave` scambiato
er segno de la pace e fatto proprio
er corpo suo , sputano addosso
a chicchessia
Perché nun j'arissomia
o che poraccio
nun parla come lui
E poi voi mette ?
chissà da 'ndo ne vie`.
Cristo ma c'hanno capito de quello c'hai insegnato?
Cristo ma t'hanno visto bene?
Tu vieni da lontano e manco j'assomii
Biondo nun me sembri
Italiano manco e men che meno
sai parla` romano o che né so
veneto lombardo o siciliano
Cristo Gesù, perché nun torni?
Vie`a di du cose
a sti poveri de core,
a di che quello c'hai spiegato
è stato arivortato
da chi se batte er petto
ma per fratello suo nun c'ha
amore ne rispetto.







