Fan male gli occhi.
Ora assuefatti a sì tanta luce
ora che il sogno aveva in dono la tua voce
ora ch’io al buio ho l’anima che rinnega la via del ritorno.
Fan male gli occhi.
Il dolore ha nel grembo le radici del mondo
stretto al ventre del vento ferito
con occhi d’istinto dove nutre un candido lupo .
Dilania orme avvolte all’ego del tempo
e nel morso concede al vinto lingue di vuoto .
Colora paure del vivere indomito
con occhi di terra e dissolvenze di cielo
il nutrito d’uomo al solitario ascolto
perdono natale d’indugio all’amore solo.
La notte dell’anima affida alla luce
l’unione riversa altera e rifugge
dal profetico dio sull’orlo d’un verso
l’ascesi vivente d’estasi a intarsio.
L’innocenza scrive novella epitaffi al sepolcro
morendo viva cenotàfio al sospiro d’abisso.

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LIETO SABATO SERA
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