Appena sopra l’incavo la luce si spense
singhiozzò parole sui desertici sogni
fece giri di storia in caldi ristagni
logori sottosuoli d’odio arrisi d’ali.
con la guerra nei cuori il sacro pianse
vivo come vita ai morti cari in memoria.
Scrisse rime su pagine di speranza in coma
e dipinse disperazione a festa prostituita menti.
Porta cigolante priva di suono
la morte danzò nero fumo vuoto,
impazzito colibrì di candido perdono
urlò libera la sua ombra dal manto di pace
schiaffeggiando il credo, fragile vello
e fu pianto umano , profezia trafitta di canto.
Ignara candida rosa divenne arpa di sorte
l’ultima lacrima al grido “La fantasia, il mio oltre!”
singhiozzò parole sui desertici sogni
fece giri di storia in caldi ristagni
logori sottosuoli d’odio arrisi d’ali.
con la guerra nei cuori il sacro pianse
vivo come vita ai morti cari in memoria.
Scrisse rime su pagine di speranza in coma
e dipinse disperazione a festa prostituita menti.
Porta cigolante priva di suono
la morte danzò nero fumo vuoto,
impazzito colibrì di candido perdono
urlò libera la sua ombra dal manto di pace
schiaffeggiando il credo, fragile vello
e fu pianto umano , profezia trafitta di canto.
Ignara candida rosa divenne arpa di sorte
l’ultima lacrima al grido “La fantasia, il mio oltre!”

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