Ci sono istanti eterni che il tempo sfama!
Pareva dovesse esiliare il verso
quando lieve l’ombra serbò al fuso
una rosa apparsa d’improvviso eco
ritrosa al muro elsa altera devota
fiamma rosso oro di primavera
mentre spiritelli di sole le coloravano il suolo
e una cicala ancora assonnata si tuffava sul rogo
nella brama di ritrovarsi incanto isola di rovo.
Nudo l’amore si ritrasse all’anima
nell’inseguire preghiere di sortilegio pacato
e distaccato il sospeso alla muta speranza
canticchiava antichi voti d’un dolce stornello
tempo d’invito ai sensi e accenti
mistero a giostra d’aerei spilli a flusso lento.
La solitudine amava il silenzio a specchio
trapassando l’anima dall’immagine al riflesso
nello sgomento deformato di pensiero dimesso
libero a piccoli orditi di follia sul dorso.
Giocava con la paura il timore dell’altezza
non smise la vita d’inseguire la morte
ironia della sorte le due eterne si cercarono sempre
per farsi beffe l’una dell’altra ed essere alla terra passo fatale.
Sul fondo si intravide una scritta, una stele
delicata verità sul confine sottile
intimo invito di sacralità ancestrale:
Tu, Uomo sei solo, non fartene un cruccio
così acciecato da tanto accanimento
ancora cerchi nella memoria del tempo
verità di cui necessiti quanto l’assoluto l’hai già
la coscienza della tua identità d’anima ad intima pietas.
La vita è una, una soltanto, che sia lampo!
Vano il credo ereditato che in vita si scava,
tale l’implacabile monito di questo canto!
Pareva dovesse esiliare il verso
quando lieve l’ombra serbò al fuso
una rosa apparsa d’improvviso eco
ritrosa al muro elsa altera devota
fiamma rosso oro di primavera
mentre spiritelli di sole le coloravano il suolo
e una cicala ancora assonnata si tuffava sul rogo
nella brama di ritrovarsi incanto isola di rovo.
Nudo l’amore si ritrasse all’anima
nell’inseguire preghiere di sortilegio pacato
e distaccato il sospeso alla muta speranza
canticchiava antichi voti d’un dolce stornello
tempo d’invito ai sensi e accenti
mistero a giostra d’aerei spilli a flusso lento.
La solitudine amava il silenzio a specchio
trapassando l’anima dall’immagine al riflesso
nello sgomento deformato di pensiero dimesso
libero a piccoli orditi di follia sul dorso.
Giocava con la paura il timore dell’altezza
non smise la vita d’inseguire la morte
ironia della sorte le due eterne si cercarono sempre
per farsi beffe l’una dell’altra ed essere alla terra passo fatale.
Sul fondo si intravide una scritta, una stele
delicata verità sul confine sottile
intimo invito di sacralità ancestrale:
Tu, Uomo sei solo, non fartene un cruccio
così acciecato da tanto accanimento
ancora cerchi nella memoria del tempo
verità di cui necessiti quanto l’assoluto l’hai già
la coscienza della tua identità d’anima ad intima pietas.
La vita è una, una soltanto, che sia lampo!
Vano il credo ereditato che in vita si scava,
tale l’implacabile monito di questo canto!

Commenti
BUONA VITA! Vera
LIETA SERATA.