Sarà normale
e la vita è ancora
in fase di ricognizione
disfunzioni amorose
provocano calli alle mani
e l'acqua straripa
dai bordi della campagna
le cicale schiattano
e tutto si ripercuote
in trentuno giorni
fortuna che poi
finiscono le ferie
Dalla finestra, ritagli di cielo,
sempre gli stessi.
Diversi colori,
ma eguali distanze.
Bianche traiettorie
che lentamente svaniscono.
L'uomo...
Albero rigoglioso,
poi albero spoglio,
stesso albero.
L'albero...
Stanza buia,
luce nella stanza,
uomo alla finestra.
Acqua
mano candida espandi l'acqua
come pioggia sulla terra
come fecondo seme
dona risalto con il soffio
crei l'onda
e sul fuoco sei regina
il capo fai chinare...
Aria
braccio vigoroso sostieni il vento
alita forte della terra e' sollievo
nell'avvampo di fuoco dai alimento
nulla puoi contro il mare
ma già muovi il suo corpo
e crei uragani.
Terra
dei tuoi piedi sulla nuda terra lasci impronte
zolle umide s'impastano
e come roccia ti trasformi
soffia il vento e in minuscoli
granelli ti accompagna per il mondo
e del fuoco sai tenere alto il capo
nulla può su di te
Fuoco
testa scuoti e agita fiammelle
sulla terra puoi morire
non puoi crepitare
ne sull'acqua ne sul mare
ma di vento nutrirti
ed espandere la tua voce.
gli elementi sono ora uniti
sono schiavi di un sol corpo
ma non abile ancor di domarli
esso è...l'UOMO.
Ero ragazzo all'ora
e sognavo come tanti,
bastava solo un bacio
e ti eri già innamorato.
Erano tempi in cui
non si pensava a niente,
sull'erba a far l'amore
o al caldo di un falò
accesso sulla spiaggia.
Era il tempo delle mele
non solo dentro un film,
ma tutto era vero,
a volte quell'amore durava pochissimo,
il tempo di una notte
e poi non ti vedevi più.
Ero ragazzo all'ora
la mia testa era solo musica,
avevo poche parole,
ma tanta gioia dentro il cuore.
Anch'io con un solo bacio
mi ero innamorato,
non è bastata una notte,
perché con quell'amore
ci sto passando la vita...
preludono l'orizzonte
il mare immobile danza
con la riva
le stelle tacciono
ed i gerani appassiscono
Creature lunatiche
dilagano i passi verso me
scoscesa la vetta
facile da raggiungermi
ed ho smarrito il senso mio di
cercarmi
scossa, soffio lirico dei sensi.

Acquarelli sfumati
piccole tonalità
tempere sgargianti
leggere pennellate
di acquei colori
note intense e dense
miniature d'arte
quadri di marine e onde
prati stemperati e punteggiati
rilievi accennati nella fosca sera.
una galleria di pitture pregne
d'amore e impeti d'estro
dell'artista rimane il colore
e della sua mano il gesto.
come parole disegnate
da tinte pigmentate
così rimangono visioni
d'occhi intenti nel contemplo
di spazi da rinchiudere
in una tela.
Non senti l’odore dei gelsi
e lo stormire delle fronde
carezzate dal vento caldo
della nuova stagione?
E’ un gioire di bambini
ch’elevano al cielo il loro tripudio
colmo di grida e di risate
in una festa che battezza
l’inizio dell’estate.
L’aria adorna di profumi e voli
induce all’ardore
accendendo la tavola del mondo
apparecchiata ed ospitale
verso noi fragili esseri
che siamo qui a godere
di questa splendida natura
e dell’abbraccio
impercettibile dell’aria.
Osservo bene ombra e luce
che si posa sulle creature e sulle cose
e penso che siamo noi
seme e zolla
al timone dell’universo.

Ad ogni virata ci accompagna il vento
dirigendoci nel tempo
col suono della sua voce
dolce e imperiosa
avviandoci nell’enigma della vita
che si va srotolando
tra valli assolate o colme di nebbia
nello svelare il suo dogma
di difficile interpretazione.
Noi esseri, ci limitiamo a seguire
le stagioni dei raccolti
nei frutteti fantastici della vita
monitorando gli elementi della natura
ed i loro riflessi
e di essi dovremmo farne tesoro.
Si cerca sempre un punto fermo
a cui ancorarsi ma anche il rifulgere di eventi
come fanno i marinai
quando dopo tanto navigare
tirano i remi in barca
divenendo stanziali fautori
di storie fantastiche d’antiche terre
di segreto frastuono.
La brezza
accarezza i colori del vespro
riflettente il chiarore solare
diffuso in un cielo d’ampio raggio
rimandante luce
in spirali di flessuose chimere
inscenando splendide immagini
di un mondo colorato da inchiostri fioriti.
D’ambra e miele s’effonde il pomeriggio
di voli e d’ali gioiose
viene invasa la volta del cielo
rimandando gridi e cinguettii
mentre anime scorrono in controluce
transitando per le vie di sole e d’ombra
che si riflette sui volti e sui muri
d’antiche pietre
levigate dal corso del tempo.
L’aura gialla
del tardo meriggio
s’esalta nel giubilo dell’allegro rumore
e del parlottio della vita che scorre.
flebile a raccontare dell'aurora
nascente tra le maglie di quel faro
smaltato che a osservarlo si scolora.
Un cane ruota in aria la sua coda
giocosa punta il muso fiuta scava
la sabbia forse cerca forse trova
i resti di qualcosa fuori moda.
E pare sia sepolta molto in fondo
ma scava scava fino al sottosuolo
la verità non è di un altro mondo
la scopre quando ci ragiona solo.
Troppe parole pochi sentimenti
sinceri e falsità per ricoprire
le crude nudità... chissà gli stenti
per scavalcarsi... fingersi... apparire...
Ritorno al cane... ha un osso dissepolto
tra i denti stretto gioca allegramente
con l'ombra blu del vento andando sciolto
oltre gli scogli e beve alla sorgente.
L'infrangersi delle onde e
l'odore della salsedine
mi soffoca le narici e mi separa dal lembo di terra
cullata da foglie d'ulivo
dove altre fragranze si mescolano e si confondono .
Avvolta nell'incanto
la salita di ciottoli assente di voci.
Rupe di prime stelle
regina tra le gemme e le scarpate rinverdite
sotto cirri di porpora e maestosi portali
affaccendati mani di ceramica e di creta.
S'addormentano i sentimenti
alle finestre bifore avvolte di luce.
Mi acquieta passeggiare tra i vicoli della "Varvara"
sostare tra i vasai antichi
e toccare le case di anima e di pane
incastonate nelle mura.
Amare poi
quella meridiana imperlinata di rugiada
senza eco.

Gerace (RC)







