Vento esanime, piange alla tua vista,
mentre noi due balliamo in un universo di normalità apparente.
Taci mentre il clavicembalo continua a suonare in quell’ambiente,
un sapore di neve e di sangue imperversa nelle mie vene,
insieme al colore nero, morte e distruzione regnano “emisfericamente”
la tua mente e il mio corpo. Non c’è corrispondenza.
Io potrei odiarti come potrei non amarti.
Ogni lacrima che versa il vento, tu riesci a farla diventare sangue rappreso.
Hai un potere oscuro, conosci la tua vita, conosci la mia vita, in parte.
Non sei di proprietà del clavicembalo, sei proprietà del balletto.
Apparentemente un tango, ma cantato.
Ho paura della tua nobile veste.
Ti versi un cucchiaio di acqua di rose, ne intingi il tuo dito e lo porti sulla mia bocca.
Mentre la musa Tersicore si appresta a farti ballare in un movimento liscio, ben definito, io mi verso negli occhi dell’assenzio per assaporare il dolore. Sai come sfidarmi, ma io non mi lascerò abbindolare dal tuo fascino.
Cogli il tuo fazzoletto caduto in basso, forse sarà l’ultima cosa che
riuscirà a fare il tuo povero corpo, ma quando io prenderò il sopravvento nel tuo cervello, ogni tuo meandro e ogni tua vena sarà mia.
Ogni goccia di sangue, ogni tuo difetto, ogni tua sensazione sarà mia.
Fammi vivere l’incubo di essere te. Non vorrei essere nei panni del vento.
Povero vento.
Dagli un’altra possibilità per vivere, non farlo piangere.
Ti prego.
Aumenta i passi, aumenta la voglia.
Un’esplosione e poi il sangue cola veloce dal tuo occhio fino al tuo braccio.
Che Tersicore possa farti capire con il tango ciò che vale la pena vivere.
Il vuoto imperversa nella tua stanza.
Il vento piangerà ancora di più.
mentre noi due balliamo in un universo di normalità apparente.
Taci mentre il clavicembalo continua a suonare in quell’ambiente,
un sapore di neve e di sangue imperversa nelle mie vene,
insieme al colore nero, morte e distruzione regnano “emisfericamente”
la tua mente e il mio corpo. Non c’è corrispondenza.
Io potrei odiarti come potrei non amarti.
Ogni lacrima che versa il vento, tu riesci a farla diventare sangue rappreso.
Hai un potere oscuro, conosci la tua vita, conosci la mia vita, in parte.
Non sei di proprietà del clavicembalo, sei proprietà del balletto.
Apparentemente un tango, ma cantato.
Ho paura della tua nobile veste.
Ti versi un cucchiaio di acqua di rose, ne intingi il tuo dito e lo porti sulla mia bocca.
Mentre la musa Tersicore si appresta a farti ballare in un movimento liscio, ben definito, io mi verso negli occhi dell’assenzio per assaporare il dolore. Sai come sfidarmi, ma io non mi lascerò abbindolare dal tuo fascino.
Cogli il tuo fazzoletto caduto in basso, forse sarà l’ultima cosa che
riuscirà a fare il tuo povero corpo, ma quando io prenderò il sopravvento nel tuo cervello, ogni tuo meandro e ogni tua vena sarà mia.
Ogni goccia di sangue, ogni tuo difetto, ogni tua sensazione sarà mia.
Fammi vivere l’incubo di essere te. Non vorrei essere nei panni del vento.
Povero vento.
Dagli un’altra possibilità per vivere, non farlo piangere.
Ti prego.
Aumenta i passi, aumenta la voglia.
Un’esplosione e poi il sangue cola veloce dal tuo occhio fino al tuo braccio.
Che Tersicore possa farti capire con il tango ciò che vale la pena vivere.
Il vuoto imperversa nella tua stanza.
Il vento piangerà ancora di più.
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