Si, andiamo sulla spiaggia delle falene
a baciarci in piedi come adolescenti
ti ho baciata ovunque, ai semafori
per strada, sulle scale mobili o davanti
allo specchio del tuo regno. Già, sei il mio siero
della giovinezza, brezza che accarezza
la pelle e spinge al largo il veliero dell’amore.
Sieropositivi alla passione, senza difese immunitarie
storie maledette alle spalle, bussole antiorarie
da sud a nord e viceversa, c’è il tuo sapore
in ogni fibra muscolare e il ricordo di quella carezza
sulla nuca nel cielo di luglio e se ogni pensiero
che mi attraversa è per te, con i miei fanti
di coppe e col gusto dei tuoi pomodori
rossi sul palato, chiederò, urlerò ai quattro venti
che il fato sia amico, che scompaiano queste catene.
3 commenti
Quando finisce un amore
è uno schianto dell'anima
la volontà, la forza che ti dava
svaniscono insieme ad esso
Il mondo non ha più colori, profumi
anche l'arcobaleno è in scala di grigi
i sorrisi mutano in smorfie
forzate per non mostrare a tutti
il tuo solo ed intimo dolore
Quando finisce un amore
rivivi ogni attimo,
resoconto amaro, gli errori
viaggiano su entrambi i binari,
ma così tanto inutile ti senti
La casa nel silenzio della sera è muta
non c'è più il rintocco della sua risata
la sua voce dolce,
il suo disordine che detestavi
ma ti accorgi ora
amavi anche questo
Sul letto dove l'amore
è stato consumato mille volte
i corpi intrecciati
si addormentavano insieme,
versi tutte le tue lacrime
Quando finisce un amore
non finisce la vita,
amerai ancora, non subito
ma lo farai …. l'amore è vita ….
“ Francamente me ne infischio”, il rischio
non è calcolato, non ho sposato la fretta
o chiesto la luna, guardatemi storto
non cambio idea, è il cuore a comandare
l’unico che vale la pena seguire. Col mare
di Agosto e le distanze accorciate, il porto
non sembra più lontano. E se ti ho stretta
alle mie braccia dinanzi a uno spicchio
di luna ruffiana, nella notte dei poeti
in calzamaglia, ladri d’emozioni, il verso
spiegato verso l’alba, scritto a quattro mani
il domani puoi scrutarlo dal raggio che filtra
dalla finestra e se la luce non è più sinistra
e se puoi ancora vedere i gabbiani
in volo sulle acque, è perché ci è concesso
ancora sperare dal percorso amico dei pianeti.
I tuoi cateti, le diagonali, la geometria
Euclidea ed Eraclito che ci spiega il cambiamento
siamo figure nello spazio e anime nel tempo
di un soffio di vento, ti ascolto e ti vedo
quando è buio, il sorriso sempre a corredo
del viso, simile a un fiore o a un lampo
l’assenza di suono solo per un momento
una frazione, un’equazione dell’empatia.
Mi specchio nei tuoi sguardi,
mentre l’alba li trattiene,
fingo di fuggire ...
ma ho le tasche piene dei tuoi sorrisi
che mi legano alle tue mani.
Cerco nei tuoi sogni i miei,
li vedo nelle nostre promesse
e per non dimenticarli
li trattengo nel mio cuore.
Vorrei conoscerti oltre le incertezze,
per non farci frenare dalle timide paure
e passeggiar sui ricordi
senza coprirci dei veli di tristezza.
In un bacio ti ho conosciuta,
eri la certezza che agognava la mia anima,
prima di te la mia vita era vuota.
mentre l’alba li trattiene,
fingo di fuggire ...
ma ho le tasche piene dei tuoi sorrisi
che mi legano alle tue mani.
Cerco nei tuoi sogni i miei,
li vedo nelle nostre promesse
e per non dimenticarli
li trattengo nel mio cuore.
Vorrei conoscerti oltre le incertezze,
per non farci frenare dalle timide paure
e passeggiar sui ricordi
senza coprirci dei veli di tristezza.
In un bacio ti ho conosciuta,
eri la certezza che agognava la mia anima,
prima di te la mia vita era vuota.
Amerò pure gli strati folli delle linee spezzate,
oblique, perpendicolari dei rami al tramonto
Di tutto ciò che i punti
e i frammenti potranno racchiudere.
Cercherò pure i punti ossidati dei confini
e le parti a metà che hanno perso lucentezza.
Le linee ondulate della luce
in un giorno qualsiasi di pioggia.
Desidererò pure i solchi confusi
del mare in tempesta;
i segmenti arricciati della sabbia;
gli irregolari spruzzi d'acqua.
E stimolerò tutte le particelle
di metallo, di cristallo e di ferro ossidato
a danzare con il vento.
Cercherò le forme allungate,
sferiche, tondeggiate dei fiori spezzati;
dai colori svuotati d’inverno
fino ad arrivare
a desiderare i profili ingialliti delle foglie
dei rami prosciugati.
Attirerò alle curve
delle mie mani i cocci,
la terraglia i cristalli,
le forme attorcigliate dei rovi;
gli infiniti corpuscoli dei chicchi di grano
fino agli sconfinati granelli
d'uva matura.
Amerò pure la tortuosità e la piega dei venti;
gli sdrucciolevoli sentieri inzuppati dalla pioggia;
il restringimento dei raggi di luce;
il desiderio del nero intenso
di smorzare il riflesso di ogni curva del tramonto.
Inseguirò pure le acque che scivolano
i venti che svuotano:
il sole che asseta;
l'istante che invecchia;
i tagliuzzati fiori della cattiva stagione.
Amerò pure i cristalli di sale
che rende lo spazio all'insù marea.
E farò prigioniere dei miei occhi
ogni immagine riflessa che scivola
dalla luce fino al far della sera.
Ogni superficie smagrita di profumi
o ingrassata di colori e aromi
di ogni pianta,
di ogni arbusto;
fino alla vegetazione arborea,
fino all’ estesa desertica;
fino ai fiumi di acqua dolce,
ai mari salati;
alle rocce affaticate dalla salsedine del mare;
ai piedi riposati sulla calda sabbia;
io amerò...
e amerò tutto
perché amerò te.
oblique, perpendicolari dei rami al tramonto
Di tutto ciò che i punti
e i frammenti potranno racchiudere.
Cercherò pure i punti ossidati dei confini
e le parti a metà che hanno perso lucentezza.
Le linee ondulate della luce
in un giorno qualsiasi di pioggia.
Desidererò pure i solchi confusi
del mare in tempesta;
i segmenti arricciati della sabbia;
gli irregolari spruzzi d'acqua.
E stimolerò tutte le particelle
di metallo, di cristallo e di ferro ossidato
a danzare con il vento.
Cercherò le forme allungate,
sferiche, tondeggiate dei fiori spezzati;
dai colori svuotati d’inverno
fino ad arrivare
a desiderare i profili ingialliti delle foglie
dei rami prosciugati.
Attirerò alle curve
delle mie mani i cocci,
la terraglia i cristalli,
le forme attorcigliate dei rovi;
gli infiniti corpuscoli dei chicchi di grano
fino agli sconfinati granelli
d'uva matura.
Amerò pure la tortuosità e la piega dei venti;
gli sdrucciolevoli sentieri inzuppati dalla pioggia;
il restringimento dei raggi di luce;
il desiderio del nero intenso
di smorzare il riflesso di ogni curva del tramonto.
Inseguirò pure le acque che scivolano
i venti che svuotano:
il sole che asseta;
l'istante che invecchia;
i tagliuzzati fiori della cattiva stagione.
Amerò pure i cristalli di sale
che rende lo spazio all'insù marea.
E farò prigioniere dei miei occhi
ogni immagine riflessa che scivola
dalla luce fino al far della sera.
Ogni superficie smagrita di profumi
o ingrassata di colori e aromi
di ogni pianta,
di ogni arbusto;
fino alla vegetazione arborea,
fino all’ estesa desertica;
fino ai fiumi di acqua dolce,
ai mari salati;
alle rocce affaticate dalla salsedine del mare;
ai piedi riposati sulla calda sabbia;
io amerò...
e amerò tutto
perché amerò te.
Io non ti cercherò.
Fino a quando tu mi dirai
che io sono la causa ...
del tuo dolore.
Io non ti cercherò.
Fino a quando tu mi dirai,
sento freddo
nel tuo cuore.
Io non ti cercherò,
fino a quando tu sarai con me
e non ti sentirai libera
nel tuo cammino.
Io non ti cercherò,
fino a quando non ti
sentirai pronta,
perché io vorrei
vederti libera di vivere
il tuo destino.
Io ti cercherò solo allora,
quando riuscirai
a vedere in me non
solo un uomo vicino,
ma un uomo che ti ama
facendoti sentire
parte integrante del suo destino.
Fino a quando tu mi dirai
che io sono la causa ...
del tuo dolore.
Io non ti cercherò.
Fino a quando tu mi dirai,
sento freddo
nel tuo cuore.
Io non ti cercherò,
fino a quando tu sarai con me
e non ti sentirai libera
nel tuo cammino.
Io non ti cercherò,
fino a quando non ti
sentirai pronta,
perché io vorrei
vederti libera di vivere
il tuo destino.
Io ti cercherò solo allora,
quando riuscirai
a vedere in me non
solo un uomo vicino,
ma un uomo che ti ama
facendoti sentire
parte integrante del suo destino.

Nell’abbrivio dei nostri incontri
sento tutto il mio sangue correre
sul filo del battito del cuore…
quando da te mi sento abbracciare
ed il tuo fiato percorrermi il viso,
una vertigine mi prende:
e mi si apre il paradiso.
Allora è lì che svanisce
il mio deserto amaro!
Le foglie a deviare la luce, il raggio
di sole che filtra appena ci riscalda.
Che menta, che taccia, che respiri
cambia poco, se ti chiudi tra gli spettri
del passato. Eppure ancora ti parlo
il linguaggio della verità, sarà pure
un errore, perché dovrei cambiare?
Cantare l’amore, ma senza finzioni
chiamami per nome, dimmi delle emozioni
degli ormoni in crescendo, dell’altare
delle mie preghiere al cielo, della scure
sui versi proibiti, del canto del gallo
dopo gli incubi notturni, degli altri
in congedo permanente, dei fori
sul muro di parole, del cioccolato sulla cialda
del gelato e dell’eco assordante del tuo coraggio.
Ti chiamo per nome come se tu fossi musica
come un testo che nella mente scorre sempreverde
come gli alberi che tu conosci
come le tempie dure e sorde.
Ti chiamo per nome
con quel liquefarsi in gola dei sentimenti
nonostante l'ululare del passato
e il furto del futuro.
E se mi rabbuio è solo perché
ho castelli interi di carta nella gola
e il mare tempestato di domande
ma se ti guardo negli occhi
mi rifletto nella mia paura
e perdo di me il senso.
Quest’anima amata della mia amata donna
è l’allungamento dell’alba dopo la scompiglio del cielo.
E’ il tramonto dopo la confusione della parte superiore.
E’ quel cerchio infuocato che incalza il cielo e da colore
alle sue vesti.
E’ la lampada posta nello spazio più alto
che da affanno al denso buio
affinché non avvilisca la luce.
E’ avidità
ingordigia di tutte le forme,
di tutte le inclinazioni,
che eccita la pioggia quando scende
dai gradini del cielo.
E’ il conto alla rovescia
quando sta per giungere la primavera
con boato di colori e profumi...
di ogni grandezza e di ogni forma.
E’ il maggior slancio del girasole
che ogni giorno
senza affanno
insegue il sole.
Questa anima amata della mia amata donna
e lo sguardo che sconfina oltre il creato
e la mia orma accostata all’ orma di Dio
e il mio respiro che trova rifugio nel recito del tuo cuore
quando mi addormento accanto a te.
è l’allungamento dell’alba dopo la scompiglio del cielo.
E’ il tramonto dopo la confusione della parte superiore.
E’ quel cerchio infuocato che incalza il cielo e da colore
alle sue vesti.
E’ la lampada posta nello spazio più alto
che da affanno al denso buio
affinché non avvilisca la luce.
E’ avidità
ingordigia di tutte le forme,
di tutte le inclinazioni,
che eccita la pioggia quando scende
dai gradini del cielo.
E’ il conto alla rovescia
quando sta per giungere la primavera
con boato di colori e profumi...
di ogni grandezza e di ogni forma.
E’ il maggior slancio del girasole
che ogni giorno
senza affanno
insegue il sole.
Questa anima amata della mia amata donna
e lo sguardo che sconfina oltre il creato
e la mia orma accostata all’ orma di Dio
e il mio respiro che trova rifugio nel recito del tuo cuore
quando mi addormento accanto a te.
Nodo in gola blocca il respiro
Si fa' leggero come un sospiro
Solleva il petto
Le tue mani morbidi fiori
Accarezzano il viso danno pace,
Danno voce, raccogli le tue certezze
E falle mie
Dividi lo stupore di un sorriso
Che nasce come luce
E mi accompagna su le mie altezze.
Alito che libera il fiato
Riempie respirando
Il sereno dei tuoi occhi
Fragili laghi dove i riflessi
Sono sogni senza me
E della certezza della mia pelle fresca
Resta solo il profumo da ricordare
Sottile sogno che riempie l'aria
Arrivo nella notte e mi corico vicino a te
Stesa tra le braccia riprendo sonno
Con la mia l'anima bianca senza peso
Sul tuo petto riposo.
Si fa' leggero come un sospiro
Solleva il petto
Le tue mani morbidi fiori
Accarezzano il viso danno pace,
Danno voce, raccogli le tue certezze
E falle mie
Dividi lo stupore di un sorriso
Che nasce come luce
E mi accompagna su le mie altezze.
Alito che libera il fiato
Riempie respirando
Il sereno dei tuoi occhi
Fragili laghi dove i riflessi
Sono sogni senza me
E della certezza della mia pelle fresca
Resta solo il profumo da ricordare
Sottile sogno che riempie l'aria
Arrivo nella notte e mi corico vicino a te
Stesa tra le braccia riprendo sonno
Con la mia l'anima bianca senza peso
Sul tuo petto riposo.
Poesia d'Amore:
Nasce come il sole
infonde calore.
Sgorga leggera
da animi gentili.
Inebria i cuori
sveglia le passioni,
cavalca l'onde
di tenere emozioni.
S'adagia dolce
su fogli immacolati,
si libra nei sogni
degli innamorati.
Sconvolge il respiro
nei giovani amori.
Esce solo di notte
con Poeti e Scrittori.
Nasce come il sole
infonde calore.
Sgorga leggera
da animi gentili.
Inebria i cuori
sveglia le passioni,
cavalca l'onde
di tenere emozioni.
S'adagia dolce
su fogli immacolati,
si libra nei sogni
degli innamorati.
Sconvolge il respiro
nei giovani amori.
Esce solo di notte
con Poeti e Scrittori.
C’è chi fa il modello per i versi
della poetessa dei fiumi neri
come me, ieri c’eri, ci sarai domani
sto zitto per non disturbare
l’ispirazione, un po’ cialtrone
anzi mentitore, pesante il giusto
questione di gusto, di sfizio
natalizio, ora a Ferragosto
è più dura indossare il cappotto
e la nebbia c’è solo in salotto
quando l’umidità è al diapason
cerco i tuoi occhi, mentre il clacson
non suona, ti abbraccio e ti sfotto
tra un bacio e l’altro, poi dirotto
l’attenzione sul solito posto
l’anfiteatro ci aspetta, è stato l’inizio
solo quello. Può ancora sembrarti angusto
questo spazio, ma se suona la nostra canzone
puoi vederci l’infinità del mare
e l’amare a scatola aperta. E quelle mani
appoggiate al mento-già sono fuori
dal sogno- nel countdown dell’amarsi.
Stanotte non si dorme,
gli occhi rifiutano
la barriera delle palpebre,
eppur sapendo che fuori è buio
vogliono comunque guardare.
Le orecchie sono tese
per percepire il più tenue fruscio
come se si fosse in un agguato di caccia.
Ma qui non c'è nessuna foresta,
solo la banalità di una camera da letto.
Eppure sento intorno me
la presenza di qualcosa di eccezionale,
una fata forse volteggia invisibile sopra di me?
Oppure da lidi lontani una sirena
canta senza interruzione il mio nome?
O forse in mezzo al bosco più sperduto
una ninfa guarda il mio riflesso
sulla superficie di una stagno fatato?
Niente di tutto questo.
La causa della mia insonnia
non è fantastica,
ma tremendamente terrena.
Sei tu, nel silenzio del tuo ricordo
che mi hai tolto il sonno,
con la promessa di ridarmelo
quando avrai avuto di nuovo
le mie mani tra le tue.






