il rosso del tramonto
tra le nuvole
sulle ombre
dei tuoi profondi silenzi,
tra le strade grigie d'inverno
i tuoi eleganti passi
sui tacchi
attraversano labirinti
di cristallo
dove le sue uscite
profumano del sorriso
di un altro cuore di uomo,
che ami
mentre mi stringi la mano.
È fredda l'amara lancia acuta
che lentamente
mi strappa la felicità,
mentre lascio volare
le tue ali
nel giardino
dei tuoi sogni nascosti.
Non c'è parola
che voglia trattenerti
nelle mie radici d'amore
per te,
nelle lacrime
che nascondono dolore.
Non c'è egoismo
che voglia punirti
per distruggere
la tua gioia sbocciata.
Ti lascerò andare
se vorrai
lentamente,
come lentamente vai via,
perché l'amore
è libertà di essere
dove vuol vivere
per crescere felice,
senza fili spinati nelle carni
che facciano piangere l'anima
nella gabbia dell'infelicità
che ammala
la voglia di respirare.
Ti vedo - bella da viverti -
dentro un sogno che sto sfilando al tempo
mentre sparge i semi dell’oblio.
Con educato passo vieni
ornando di te un minuto intenso
vissuto a tarda sera dai tuoi figli.
Guardi la porta del balcone
per esser certa che non sia aperta
e poi rimbocchi inverno e le coperte.
Adesso che mi sei accanto,
la mano tua incide la penombra
e poi sul capo mio s’adagia.
Mi reinvento attor provetto
perché tu creda me preda del sonno
e quindi assisto a magie d’amore.
Non voglio perdere quel bacio
che puntualmente sulla fronte arriva
così che il tatto sia pago anch’esso.
Rassicurato, mi addormento
sdraiato sopra un aquilone immenso
e solco il cielo del più puro affetto.
Io salto un esame del tempo.
Che sparga pure i semi dell’oblio,
terreno fertile lui non troverà
nel cuore di chi ama ed è amato!
era in verità
un Diavolo
L'Angelo della felicità
ti prometteva l'eternità
L'Angelo della felicità
era una ragazza
Tentatrice e ammaliatrice
superba e divina
Lucente e splendente
in cima all'Oriente
L'Angelo della felicità
in verità
era un Diavolo.
Un Diavolo senza peccato
che ti faceva rimanere come eri.
L' Angelo della Felicità
un pò mi manca
chissà se lo rivedrò
o si camufferà in qualche libro
o in qualche altra bella ragazza
per me irraggiungibile da sempre.
Mi resta questa vita
la solita realtà
Angelo in città
Quel mare dove gioventù perdemmo
ci illudemmo
quando l’asse di felicità vacilla,
rinforzerò gli ormeggi di mitezza
e aspetterò che rincasi primavera.
Avrò cura di immergerti nei profumi
che nel profeta autunno avrai versato
tra le schiume di marmo e fiori finti
a sostenere i tuoi glutei stanchi.
Avrò cura di asciugarti nei molli drappi
comprati quest’estate dai mercanti,
di cospargerti di ciprie e caldi unguenti
accatastati ai piedi dell’età che scansi.
Al banco del tempo assassino acquisterò
gli stracci per arginare la pioggia sui vetri.
Aprirò gli occhi sui tormentati giardini
che invecchieranno senza mai lagnarsi.
Avrò cura di allargare la trapunta a scacchi,
di seguirne con le dita il primo colore
e di frenare, respirando, all’inizio del secondo
per fare poi un giro nuovo, come la vita.
*
Stesura 2002
Ho del suo raggiante viso,
solo una nebbiosa e vaga reminiscenza,
il ticchettio di pioggia sui vetri,
mi rende triste ed anche assai inquieto.
Vorrei vederla limpida e sorridente,
in tutta la sua gioia, sempre splendente,
quando correva libera sui prati,
quando le correvo dietro per baciarla.
Tempo e necessità sono assassini,
ti separano da ogni cosa bella,
fanno dimenticare tutto il passato,
persino il volto di chi hai sempre amato.
Se chiudo gli occhi e provo a ricordarla,
vedo foschia e strane sue forme,
il viso suo non è mai chiaro,
ma spero tanto di vederlo in sogno.
I ricordi vaghi ed assai remoti,
sono evidenti segni di nostalgia,
sono profondi e fanno rimuginare,
ma spesso lasciano la bocca amara.
Vorrei fuggire da questo tempo buio,
ritrovare la luce dentro agli occhi tuoi,
per accenderla, non serviva un interruttore,
bastava che ti sfiorassi con un dito.
Vorrei tornare a quei tempi belli,
a quando il sole splendeva anche la notte,
per coprirti, non ti servivano le lenzuola,
le mie braccia ti scaldavano più delle coperte.
Il tempo però scorre e non si ferma,
il ritmo non accelera e non rallenta,
si dice che guarisce le ferite,
in realtà però, sa solo contare.
Il tempo conta i secondi, i minuti, le frazioni,
conta sempre e non si stanca mai,
logora e distrugge tutte le masse, la materia,
nulla però può fare contro l’Anima e lo Spirito.
Vorrei fuggire da tutti i mali della terra,
vorrei che il corpo non morisse mai,
che vivesse intatto con l’Anima e lo Spirito,
nell’infinito, nell’Eternità, là dove il tempo non sa contare.
La tua ambiguità
non mi permise
di capire la realtà
dei tuoi sentimenti.
Quali erano i tuoi intenti?
Forse non lo sai neanche tu
sei indecisa, anzi di più.
Non riesci a comprendere
cosa vuoi davvero,
perciò spesso lasci intendere
più di quanto sia vero.
Quindi lanciasti il sasso
tirando indietro la mano.
Pensavo aspettassi un mio passo
e alla fine non andammo lontano.
Cosa cercavi da me?
Un amico sincero?
O qualcuno che ti facesse la corte,
per alimentare il tuo ego?
Allora per tua volontà
le nostre anime si sfiorarono,
lasciarono per un istante
le dure crudeltà
di questa vita incostante.
Poi ti allontanasti
come la luna quando vede il giorno,
come te nello scorgermi attorno.
Perciò m'illusi di piacerti realmente,
anche se non ti dissi niente.
Ero convinto di essere nei tuoi pensieri,
soffrendo immensamente quando non c'eri.
Pieno di sonno
dopo mille argomenti
per non dirti baciami.
.
Situazioni giovani
quando tutto prepara
al finir male sempre
o quantomeno spesso.
.
Tutta la bellezza intatta
da conservarsi salva
per un dopo del forse
e nessuna promessa.
Il dolore grida forte nel silenzio
tra due labbra che si serrano in sorriso
mentre gli occhi scrivon lacrime d'assenzio
sulle gote che colorano il mio viso.
Sgretolando la mia anima nel fango
brucio e spengo desideri con le dita.
Sopra palchi di cartone ballo un tango,
vinco e perdo ma non gioco la partita.
Nei tuoi occhi, vetro e specchi fan riflesso
non capisco: mi connetto e disconnetto...
Tu già ridi del mio cuore compromesso,
io rigurgito il sentirmi nel difetto.
Le promesse sono vele senza vento
sopra un mare di gelata delusione.
Or non resta che strisciar sul pavimento
ubriacandosi d'alcolica illusione.
cucite sulla tovaglia dell'innocenza
della gratitudine che cullo da sempre.
Ti scrivo con la penna della stima
mai consumata dai pianti del tempo
ciò che il cuore orchestra
al sole sempre acceso ai nostri occhi,
una lettera d'amore e amicizia,
un foglio tinto con l'anima sincera
di chi ringrazia il cielo elo per un dono
così profondo e immenso
nella sua semplicità di esistere.
Non inventerò filastrocche
per incantare momenti fuggitivi
senza un tatuaggio che imprima
l'emozione di chi vuol bene davvero.
Ma ti riscriverò quello che la pelle
del tuo vissuto nel percorso intrecciato dalle nostre vite unite,
conosce già nel suo cuore.
Oh amore, oh amicizia preziosa,
possa la nostra felicità non dissolversi col vento delle minacce.
Possano le nostre mani
come sorelle sostenersi sempre,
e le nostre parole un fiume in piena
dove il destino ci lascia fluire
col sorriso senza luce di lacrima.






