E le note puoi suonarle tutte sul pianoforte,
il vinile non l’ascolto più, è digitale ogni voce:
il cotone dell’ironia, la seta della passione,
il velluto dell’estro. E il capestro sulla testa
è ricoperto d’inchiostro, nostro quanto il cielo
di notte e il mare nei giorni di pioggia,
il catrame sulla spiaggia, il monile degli amanti
dei giorni feriali. I libri dei cantanti
sono sul comodino, li leggo per te- mannaggia-
da un altro luogo del meridiano. Un velo
sul buio prima del sonno, quando la foresta
delle emozioni è disboscata dalla tensione
delle parole. Ho guardato di nuovo la croce:
è la luce da seguire, quando le acque sono interrotte.

Commenti
Scrivere è il tuo totem, il sacro graal del giorno, leggerti è sereno. Buona poesia Francesco.
Merci.
Antonia
Bravo Francesco. Un saluto.