A settecento novantasei metri
sopra il livello del mare,
cadevo inerme fra le tue braccia,
un po’ acrobata mancato
un po’ rondine ubriaca.
Mentre nell’aria secca e mielata
echeggiava musica per liuto,
in Mi minore forse,
e tu portavi negli occhi
mille e una uova azzurro grigie.
È così che vedo l’amore io:
spasmi di coraggio,
e poi brividi, e poi tremiti
di felicità, di letizia,
e di abbandono.
E laddove il cielo è terso
e si sporge primavera,
lo ripeterò fino alla noia
che la vita è un nido
in attesa della schiusa.

Commenti
La chiusa è essenza.
Grazie grazie grazie!
Charlie
Grazie infinite per il tuo commento, come sempre gradito, come sempre apprezzato.
Charlie
Quanto al mio scritto... non saprei... io ci provo!
charlie
charlie