Quella rara pozza d’acqua piovana
che il sole ha ormai asciugato,
non è molto diversa dalla mia gola,
secca, già stanca di parlare.
E brulicano di immagini e di insetti
i petali di questa tua Euphorbia,
di parassiti infimi e febbricitanti
come i tuoi ricordi di viaggio.
È quasi Natale ma la nostra stella,
orfana di calore domestico,
non ha più sete né voglia di vivere:
preferisce guardare al passato.
Io penso alla vetta dell’ Aconcagua
che si staglia come una rivelazione
al di sopra della Valle de Las Vacas,
al Nido de Cóndores, al Redendor.
E poi penso a Plaza Independencia,
all’aroma del Malbec, del Rioja,
al fine e soave pulviscolo andino
che volteggia sul Cerro de la Gloria.
Quella rara pozza d’acqua piovana,
ormai sola sotto i raggi di San Juan,
è quello che resta del mio pensiero:
poco per te, ma tanto, tantissimo,
per la mia nuova voce afona.
Quel che rimane lo offrirò a lei,
la Difunta Deolinda Correa,
e placherò la sua sete eterna.

Commenti
che belle le storie (sono andata a cercarla), le leggende di vita. Un piacere leggere