"Quanto a voi, ecco il motivo segreto della mia condotta verso di voi: volli provarvi che in questo mondo non esiste nè felicità assoluta, nè assoluta infelicità; esiste solo il paragone tra una condizione e l’altra, ecco tutto. Soltanto colui che provò le più grandi sventure è atto a godere le più grandi felicità. Bisogna aver voluto morire per sapere quanto è bello vivere. Vivete dunque e siate felici, figli diletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all’uomo i segreti dell’avvenire, tutta la più alta sapienza d’un uomo consiste in queste due parole "Attendere e Sperare".
Una Marsiglia in notturno,
sotto la fatua luce di un incubo,
su per le strette strade de le Panier
come già ai tempi della mia prima Genova:
mentre scappavo, investito dal fiato del mare,
attraverso i moniti della paura,
schivando e ignorando
quei chiari presagi.
E voi siete tutti andati,
dispersi nel mondo degli altri
come gli acheni dell’acero altissimo.
Ma io sono qui, con un cuore che batte
e con lo sguardo rivolto a le château d'If,
memore dei miei sogni d’infanzia
e da sempre calato nel ruolo
di un fiero e indomabile
Edmond Dantès.
Chi lo sa, mes amis,
se troverò il mio tesoro
e sbrigherò giusta vendetta,
o se anch’io volerò via
al soffio del vento.
Non oggi però, non ancora:
anche se il volto è increspato
da afflizioni e grinze senili,
preferisco svignarmela,
occultare e celare
il mio sogno
dal tocco cieco
di chi ha imparato
a stagnare, la notte,
in un sonno profondo.

Commenti
charlie
Questa parla del Conte di Montecristo.
In realtà io il sonno profondo non lo conosco e in questo caso, immedesimandomi col protagonista, in un certo senso prendo le distanze da chi abbandona e si rifugia nella pace del sonno... :-(
Charlie