Ectoplasma.
So d'altro.
Forse d'oltre.
Fantasma,
d'un corpo preda.
Prigione non chiesta.
Un giorno sarò libero.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Infilo nelle crepe della luna
i sogni acidi che salgono
nudi e frementi al cielo


- raggiungono la fredda regina -


Infilo nelle crepe della luna
i miei segreti inconfessabili,
tutti i riti magici estremi


- Non temo i crateri dell'essere.-
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Profilo Autore: Sabyr  

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Dagli spazi assiderali
un'astronave aliena
vide la terra tutta colorata
e se ne innamorò. 
Volle atterrare ma la trapassò.
Era virtuale.

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Profilo Autore: francesco  

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Giuda impiccato all'albero dei danari.
Giuda di se stesso nel giudizio
morente nel disadorno vestito.
Vestiti con mirra e sangue grondante,
vestiti degli scarti della tua anima.
Sei uomo.
Sei uomo nel granaio.
Sei uomo nel falso saio.
Sei uomo senza esserlo.
Nutro il mio odio nel catino dei dannati.
Ho mille volti nel volto.
Volto il ribrezzo nel tuo cuore,
lo strappo dal petto a morsi
e degusto il suo sapore lordando il corpo
di caldo plasma puro
e sono vivo di te morto.
Lascia che io divori le tue pulsazioni
facendo mia la tua più intima perversione.
Chiamami come vuoi.
Chiamami come non vuoi.
Chiamami se vuoi.
Io sono nel disgiunto universo,
io sono ombra nel giorno perso.
Giuda impiccato
penzoli al tuo cappio
e corvi dilaniano il sapere
senza sapere
senza volere
senza piacere.
Freddo dentro contemplo,
nascondendo fuoco maledetto.
Non fidarti di me
avrò assimilato il tuo misero orgoglio
prima della discesa
e nella contesa
banchetterò con i tuoi occhi;
perché tu non veda
perché tu non sappia.
Sono la cenere del tuo respiro
sono in ogni sospiro
sono refolo nel rigurgito dei mali
sono me stesso nel tuo stomaco malato.
Sputa pure le tue frattaglie
sul tavolo delle ingiustizie
saranno putride nel giorno del pianto
saranno merce preziosa nel trapasso
saranno vomito di vulcano,
fiele da suggere.
Spalma pure le tue impronte
d'esse rimarrà solo anonima traccia.
Traccia le righe e ingurgita i tuoi vermi amati...
Amati e trucidati
nel sesto giorno della creazione.
Giuda del mondo sommerso,
Giuda di te stesso
impiccati ancora una volta
concedendoti un'idiosincrasiatica sopportanza.
Escrementi scivolano dai tigli in fiore,
dalle gocce di rugiada
dal giardino delle orchidee nere,
dagli apogei dell'assurdo
dall'esegesi del nulla
dalla silloge dei peccati
e sono re del mondo che non esiste
e rido non esistendo
e rido dal mio trono d'inferno,
fresco come rosa
mentre lentamente su di te
il mio schifoso sputo si posa.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Un lieve palpito

da un piccolo pertugio del cuore

sussurrò all’anima :

“Rendimi la libertà.

Sono l’amore blindato

spezza questa corazza

soffoco in questa prigionia.

Squarcia velate ipocrisie

non esser complice del pettegolezzo

frantuma convenzioni,

rendimi la libertà.

Diverrò piuma

 nel calore d’un altro cuore

lievemente m’adagerò,

dell’opprimente oscurità

un vago ricordo custodirò.

Nella gioia dell’insieme

coglierò dell’incipiente autunno

 ogni istante,

 brunite foglie nel lento adagiarsi

saranno complici della ritrovata serenità.

Ma  tu…Rendimi la libertà,

potrei regalarti felicità

 prima che giunga gelido inverno

ad ammantare pensieri e miserie”.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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tempesta3



Ecco la notte.

Mi invito a cena.

Accendo l'ultimo candelabro.

Osservo le fiammelle danzare

intuendo le loro traiettorie nel buio della stanza.

Son sempre stato notte.

M'appendevo al soffitto per vedere meglio.

T'osservavo dai rami d'un nespolo.

Sempre accanto e mai visibile.

Non scherzo mai con me,

non so stare allo scherzo

sono allergico alla luce del ridere.

Preferisco camminare in corridoi dove non entra il giorno.

Preferisco colorare di nero le tele.

Piacciono molto, ne vendo tante.

Tutte rigorosamente marchiate da me.

In nero naturalmente.

I miei avi vengono dall'est.

Dicono fossero despoti nell'antiche terre della Romania

e il nome che porto viene da lontano.

Nel segno sono i poteri della nascita,

nei simboli le profezie.

Mi conosci e ti stupisci come io sappia.

Ora sai.

No non invitarmi a cena stanotte,

io ceno da solo,

la compagnia mi annoia,

non ti dico poi le feste mondane.

Quando ho fame mordo la vita.

Quella che non mi appartiene.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Alvaro il trapezista
artista e uomo ragno
quand'è stanco della vita
si butta dal balcone
e non si fa mai niente.
Io, data la professione
penso lo fa apposta
per farsi vedere dalla gente.
Stamattina l'uomo ragno
è un cartone animato
tanto s'è spiaccicato
sottocasa sull'asfalto.
Si è buttato, dice il vicinato
perché la sua morosa
è scappata con il nano
equilibrista assai dotato.
Scusami Alvaro
io mi sono sbagliato
ma tu non sei un artista.
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Profilo Autore: francesco  

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  Nella prospettiva onirica
Saturno
Si estendeva
  Di sfere uguali e nuove.
Bello
-come le cose naturali-
Misterioso!
Nella sua concavità
-Soffi di vita-
    E le acque tenere dei cieli 
-Immensità-
        
Fu voce del mondo
La mia voce
Di sottile incantamento
Che fece di se stessa
L’universo.
Nel primitivo inseguimento
del suo suono inatteso
diceva: io sono un Astro!
Così lanciò il suo corpo
Dentro al cuore
-Profondo-
 Respirandone l’etere infiammato
Del suo sogno.

Lo ripetè ancora…
    fino a scorgerne -l'origine del mondo.

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Profilo Autore: Hera  

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Io sono un poeta.
Di me parlano bene
Borges
Leopardi
Hesse 
Verlaine
Neruda e Baudelaire
Lorca e Prévert.
Stasera 
leggerò cosa dice di me
Bukowski.
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Profilo Autore: francesco  

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Eravamo intenti
ad accontentarci di poco,
adesso siamo in tanti
a voler giocare sporco.
Il tempo è denaro,
ma prima che la lira di Dio
ci mostri i mostri che siamo
avremo da spendere un bel po’ di virtù,
come pazzi dentro a un maniconio,
perché qui non è come nelle favole
dove vissero tutti felici e in contanti...
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Profilo Autore: emanuele  

Questo autore ha pubblicato 87 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un gallo
una papera
e una tartaruga...
Come possono riscaldare
il muro che, freddo,
si erge tra le finestre
di un meriggio qualsiasi?
Anche le cime degli alberi,
non nascondono abbastanza
quella fetta di cielo.
E le antenne, svettano,
come strali e puntano,
sì... puntano l'infinito!
E se quel cane abbaia,
gli risponde un allarme.
Intanto quell'uomo ubriaco,
non sa... non lo sa
che non deve passare
e le auto sfrecciano!
Ma, un gallo
una papera
e una tartaruga...
cosa centrano e cosa
interessa a loro
se quell'ubriaco
è riuscito a schivare
solo la bicicletta?
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Strani volatili
nell'angelico circolo astrale

li ho visti sorridenti,
a volteggiare intenti

estasiati
del loro gareggiare
più che tra fratelli,

o ... lo erano?

Appena nuovo involucro
veniva pronto:
partenza, via,

tutti a gettarsi nella mischia
felici e contenti,
tentando
d'aver privilegio

ignari ...
di quel ch'è in loro attesa.

Nessun diavolo, nessuno spettro,
solo più d'un fratello ...

quello che ha preso il tuo posto

  tuo mio... 
il turno successivo.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il cielo è un vuoto di silenzio,

raccoglie le parole del vento

chiaro splendente  nei giorni

d’estate secchi e afosi.

E’ lo specchio dell’anima

quando il mare canta

assieme alle sirene, all’alba

e tutto risplende di fulgida luce.

Il giorno và, sospira la tremula rosa

al sole di luglio, sospinta dalla

brezza del mare.

I suoi petali schiusi son

pregni di acqua, ride

protesa sulla sella del sole

ad incontrar l’infinito.

L’ombra della notte passeggera

cammina raffigurata

sul dondolo della luna,

nel lattiginoso vapore celeste

dorme, fasciando la terra

di riposo e frescura.

Mille immagini, mille bagliori

sospesi nel nulla, nel niente definito,

nelle geometrie esistenziali

dei paesaggi dormienti.

Tanti cerchi di luce

definiscono lo spazio, oscuro,

colpiscono la tetraggine

e  il grigiore di desolati soffitti.

Numerose meraviglie contese

girano sulla giostra dei sogni

nascenti a mezzanotte,

d’estate: forgiano la realtà

effimera e fugace.

Il cuore riposa su un guanciale

d’alloro, tra serti profumati di fiori

danzando sulla pedana dell’amore.
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Profilo Autore: Donato Caione  

Questo autore ha pubblicato 26 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Seduta come lei sa essere
di lato o di profilo
comunque mai frontale,
la gonna a rombi alati
che volano via
lungo sentieri modificati.
La scena è a bocca aperta
eccetto qualche strepito
e file di zeta che sfarfallano
sulla calvizie del professore.
Nuvolette, nuvolotti sparsi
sulle cime delle teste
sui casotti, sui paraggi,
le prime vanno in sottrazione
e sotto gli altri,
a sopportare il peso della frazione.
Poi la vedi ritornare, la ragazza,
con le sue chincaglierie avvitate ad arte,
seduta come lei sa essere sudata
con le gocce sue cadenti
a rallentatore,
che piovono sul sottosuolo
infiltrandosi nel sottosopra,
dove le storie sono storie
e sono facili da raccontare,
storie di lombrichi che brulicano,
storie di storioni inerti,
storie di come si parta senza arrivare,
di come da un punto casuale
ci si arrampichi sulla parete occipitale,
ci si apposti per bene sul davanzale
per vederla
come lei sa vedere.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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Hai dimenticato
il maestrale a casa
e al tuo ritorno sarà
una polveriera di sogni
inesplosi ad accoglierti
s'infilan nei condotti auricolari
per divenire alati e bombardare
paesaggi interiori
agresti quanto basta
che paiono dall'alto margini
di scarabocchi senza sbocchi.

Poi metti il caso di posare
la pianta del piede sull'assenza di un orlo
e di cadere giù a crollo
per concessione gravitazionale
saltelli rotoli rimbalzi ondeggi corri
lungo pendii arrossati
roseti con sopra cirri
borbottando che non c'è nessuno in giro
nessun ardente spasimante
ma solo maschi ruminanti
con quel certo nonsochè di primitivo negli sguardi
testosteroneggianti
con vistosa schiuma
colante alle beltà della passante.

E vorresti ma non ti muovi,
essendo già altrove.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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