Nella nebbia di latte
Buda sospesa nel vuoto
La Fortezza a guardia di Pest
Nel Duna si specchiano i grandi castagni
La nebbia dirada
su ampi viali
e sontuosi palazzi
Su note tzigane
Sulla Puszta
e i cavalli al galoppo
Bianchi cani conducono greggi
grigie mucche si muovono lente
Pennellate di piccole case
Tetti di paglia tendine di pizzo
fiori ai balconi
Il sole sorge in un’avanguardia di Est
di steppe e di boschi
di laghi di fiumi d’immense pianure
Dei tanti Est
Oltre
Oggi la mia giornata di silenzio,
nessun impegno, tranne con me stesso.
Nessuna frase scritta sopra un foglio,
nessun giornale letto, niente radio,
nessun pensiero, solo l’intenzione
di alzarmi tardi, fare colazione,
poi controllare ancora la mia porta
per girare e girare la chiave nella toppa
Infine ...creare il vuoto, fare pulizia.
E scorre poi così la mia giornata:
con il suono del vento, la pioggia,
qualche passo per casa...
lasciando la mia testa riposare,
con il tempo che segna il suo passaggio
per un cambio di luce progressivo
che, con parsimonia, si smorza…lentamente.
Poi all'improvviso mi sei tornata in mente,
forse per noia, forse per il troppo silenzio
o forse perché non riesco a non pensare.
Siamo stati insieme poche ore,
forse qualche giorno, ma non credo,
non ricordo...
Poi mi hai scritto una lettera d'amore:
“Caro il mio Rossi...adesso vado via!
Il rischio di fermarmi è troppo alto,
proseguo il mio percorso, la mia strada
forse un giorno di questi...
Addio mio caro, sono stata bene.
Non mi cercare, magari torno presto”.
Molto sintetico e onesto il tuo discorso,
qualche problema di punteggiatura...
però...logico pensai, presi quel foglio
e lo strinsi in mano per gettarlo via.
Non ti ho più vista, non sei mai tornata,
dolce come una notte che finisce,
come la prima che non ha futuro.
Il tuo biglietto non l'ho mai gettato,
è ancora nel mio cassetto, spiegazzato...
E tu? Tu...
Sei ancora in grado di cambiare tutto,
dare un senso diverso alle mie scelte,
cambiare a modo tuo ogni mia giornata,
o forse sono io che faccio questo
per credere...inventare, averti accanto.
Così finisce il mio giorno di silenzio,
con te finisce il mio giorno di riposo
prendendo atto che non ti conosco,
prendendo atto che non sei un ricordo,
non c'è stato tempo e neanche il modo
e forse è questo quello che volevi.
Ed io? Io...
Ecco, è arrivato il momento giusto
per riaprire la porta, accendere la luce,
far finta che tutto scorra, veder gente
oppure prendere la penna, esorcizzare,
scrivere come per guardarsi dentro
e, invece, cancellare in un momento
l'unica donna che non ho dimenticato,
l'unica donna che non mi ha dato tempo.
Saltello tra un tetto e una stella
L'uno ardente, l'altra fredda,
mentre il cielo plumbeo è morto
e l'aria diviene densa come gelatina
si attacca addosso e non vuol saperne di andar via
e ti tira giù
mordendoti e frenando i tuoi piedi per spingerti in basso.
Mordi con le dita la tegola di un tetto
e il freddo penetra le carni come amante non richiesto;
tutto ciò che hai da dire è l'urlo incoerente del dolore
con l'altra mano mozzata che gocciola dal basso
e la pozza del tuo icore che brama ciò resta di te
chiamandoti giù
Ora sei giù, e nulla ha più senso
le tue carni un vago ricordo d'uomo
dimentica ciò che sei, per ricordare il solo dolore
ben al di là dell'umana comprensione
ben al di là della ragione.
Ed il poeta, d’innanzi al suo pubblico,
fissa una per una negli occhi le sue muse.
Il cambiamento,
avverrà dopo la sua prima parola.
La fine,
giungerà dopo le sue ultime decantazioni.
Si danza.
In cerchio al poeta,
lo si alimenta come un focolare.
Lui tace. Lui urla.
Esclama i pensieri di ogni suo spettatore,
ed immobile scuote il mondo.
Un mondo,
composto dalle persone presenti.
Loro porteranno avanti la sua missione.
Lui li guarderà. Sa che tutto verrà frainteso.
Una cascata sbagliata.
La rivolta culturale.
Basta che inizi.
non so se esisti, non so come sei fatto
se sei reale come un luogo vero
una promessa, una percezione
o invece il frutto di una fantasia
che ogni tanto appare e poi svanisce.
Quello che so è che non trovo un nome,
un modo di chiamarti con la voce,
un indirizzo, una direzione.
Sulle mie carte tu non sei trascritto,
sei in assoluto senza posizione.
So che confini con infiniti luoghi
sui quali ho camminato...ed ho vissuto
So che confini con centomila volti,
poche vittorie, decine di sconfitte
con amicizie, con dimenticanze,
con la passione e con diversi amori.
So che confini con le mie esperienze
alcune vere, alcune solo scritte,
alcune prese in prestito alla vita,
altre rubate, come faccio spesso,
ai personaggi che mi porto dentro.
Sui tuoi confini ho scritto la mia vita,
quella reale...e quella di scrittore,
pagine e pagine che si son riempite
di sola vita, di mille sensazioni
tutte pagate, con il giusto costo
tutte pagate, comprese le illusioni.
Adesso voglio superare i tuoi confini
entrare dentro, conoscerti davvero.
Se assomigli alla mia campagna,
se sei di mare, se sei freddo o caldo,
se c'è il mio amore, se c'è la mia casa...
se sono lì le cose che ho raccolto
con la pazienza che non ho mai avuto.
Sarai protagonista di una storia
che con il tempo scriveremo insieme,
se ci sarà la carta necessaria,
se la mia penna avrà ancora voglia,
se conterrà... abbastanza inchiostro.
Autunno sarà
nei nostri
cuori
ma la voglia
di vivere
ci sarà
sempre.
Autunno sarà
fra gli alberi
e gli oleandri
ma io non ne vedo
qui.
Io vivo solo
di realtà
non ho mai
e ripeto mai
detto che sono
il migliore.
Perchè il migliore
non esiste!
Perchè la vita
è più forte
di ogni cosa
Di ogni cosa
lo sforzo vitale
è fondamentale.
Sempre.
Quante note nella mia testa
un mare di ricordi e solitudini
un duello perenne di cose fatue
fatte per sorridere.
Amore come stiamo bene
in quelle foto
in una assenza che ora
ci consuma a poco a poco
che cosa avevamo di più ?
Noi di più avevamo noi
un sole immenso
che non bruciava mai
un mare pieno di sale
e una spiaggia piena di amore.
In quel giardino noi
abitavamo e le nostre anime
si univano
come stavamo bene al sole
come ridevamo
che aurora
in quel ricordo
Lingue di luce
arancio viola dipingono un cielo profondo
L’alba mai sorta afferra una notte mai giunta
con dita di luce e vapore d’intorno
Costellazioni di piccole isole
come nate da semente portata dal vento
affollano di minuscoli fari l’acqua piena di stelle
E il buio mai buio si unisce alla luce mai piena
Il freddo avvolge la notte non notte
Nessun orologio segna il tempo del giorno e la notte del Baltico
Io son il mare e il mondo ricopro Percorro autostrade di correnti dalle Americhe al Giappone Costeggio l'intera Africa E porto in grembo la storia della vita nel mondo Il mondo è casa mia Ho tutto, tutto tranne te Tu che sei la spiaggia dove i miei sogni si infrangono Tu che senti i miei pianti E sempre tu che osservi terrorizzata la mia rabbia mentre cerco di divorarti Sei la mia brama Sono il mormorante gigante blu.
Un’alba che accarezza
un raggio di passione
un tramonto incandescente
l’alone della luna…
…vita, lasciati respirare.
Un oceano di sogni
una goccia di destino
Nascerò accanto a te
senza annunciarmi
…mentre dormi
Poserò sul cuscino
una parola d’inchiostro
Sarò il passo
che si muove per primo
con orgoglio stracciato
e il muro d’acciaio
che trema
Quasi a proteggere gli artigli apri
Il mondo tuo difendi.
Ma l’amore spinge tra il nero inchiostro
Il cuore regna sovrano tra le note dell’anima.
Non temere
Nessuno mai ti farà del male.
Il benevolo pensiero non avrà fine.
Nonostante le affilate lame
Vivrà
Genuino e forte volerà sul raggio più luminoso.
Una sforbiciata all’odio
Forse
Anche la diffidenza, col tempo, si nasconderà
Tingendo tutto quanto il cielo
D’intenso arcobaleno….
(EDITA IN :LE VERITA' NASCOSTE
EGS EDIZIONI)
A volte il sole che c’era tra noi
si vedeva anche di notte
nel mio cuore era sempre una festa
a volte bisogna fare scelte amare
che fanno male al cuore
ci si rassegna al dolore
si finisce col piangere
anche per giorni o ore.
Chissà se davvero mi volevi bene
come mi dicevi
diversa lo eri
da tutte le altre
cattive sempre
e senza un briciolo
di dignità.
Non piangere per me
anche se ogni lacrima
ci darà una stella
nel cielo
l’amore è solo un dialogo
di parole dolci, strane,
da matti…
Chissà se mi volevi bene veramente
forse un amore senza sesso
non sarà mai amore
a volte bisogna fare scelte difficili
difficili come il non amarti più
Silenzio nella mia testa
buio dinanzi le mie mani
Ho ucciso qualcuno
e ho ancora le mani
macchiate di inquietudine.
Silenzio nella mia testa
la melodia: dov'è la melodia?
Il pianista respira affannato
mille o più pugnalate in schiena
e ovunque il mio peccato scorre rosso.
Silenzio nella mia testa
dove ho nascosto l'arma?
Nessuno suona la melodia
su quello scuro pianoforte
che è il mio cuore.
Silenzio nella mia testa
è talmente buio
che neppure le mie mani
riesco più a vedere...



