Hai visto che hai fatto
mi hai messo alle strette,
inginocchiata ed avvolta
in strati d’amianto
ora non sento piu’ nulla
aspettando, aspettando
che sventolassero
nuove bandiere , i colori
si sono sciolti e la stoffa
strappata
ogni lembo una ferita
ma e’ talmente dura la crosta
che non sanguina piu’,
non servono bende
non occorre piu’ niente
ho guardato, ascoltato
e ora vado,
quattro stracci ed un taccuino
niente dolore, niente rancore
ma dimentica cuore,
scorda, ogni ora
ogni pianto,
ogni sguardo mai visto
ogni grido mai ascoltato
riprendi fiato
e non voltarti indietro
Mondo capovolto
sotto un prato di stelle
Fari bruciano gli occhi
Ricordi inseguono l’auto
che insegue sogni
La corsa continua
Sangue che scorre
dentro alvei di latta
Da un pianeta sconvolto
afferro di Saturno gli anelli
Arrivo al casello d’uscita
e mi desto in un’alba
ferita da un sole malato
Accelero per riprendermi i sogni
La sbarra si alza
Riprendo il viaggio
Casello dopo casello
lascio andare all’asfalto la vita
E l’autostrada sciarpa di seta
avvolge una nuova notte
difettosa di tutto
La gazzella ha corso forte,
con il cuore che quasi scoppiava in petto,
gli artigli sono arrivati a lambire la tenera carne
ma il leone se l'è vista scivolare via.
Gazzella fragile eppure, così determinata
a respirare ancora la vita
da sfuggire ala presa dello sterminatore.
Contro il tempo,
vivere
assume valori assoluti, le banalità si lasciano agli altri.
Amare fino nel profondo delle viscere
è riconoscere il tepore di un raggio di sole
che illumina una ciocca di capelli, trasformandola in fili d'oro,
percepire la frescura della pioggia che si appoggia sulla pelle
come una carezza,
il freddo che brucia le guance e le fa rosa come una pesca matura
dà una sferzata di vigore.
La lingua del rispetto della vita, non si studia a scuola,
solo la consapevolezza dell'essere può insegnarla.
Le farfalle non volano un solo giorno
se il tempo si espande nell'amore infinito dell'universo.
E' impossibile quantificare, imbrigliare
l'onda che si infrange sugli scogli.
Per un cuore innamorato, la vita è per sempre.
Per il poeta ispirato, versi sublimi nell'eternità.
L'onda bacerà il sasso nell'infinito, levigando le sue forme.
Contro il tempo.

Te ne sei andato
in silenzio
come hai vissuto
in quel silenzio
che appartiene
ai grandi
Parlavi con le tue canzoni
che erano poesia
di protesta, di vita
d'amore
Quel sorriso furbetto
quegli occhi piccoli
ma così immensi allo sguardo
La tua statura piccola
faceva di te un grande uomo
ci manchi già
e sei appena partito
per l'eterna tournè
forse la più soave
l'indimenticabile per tutti
Un saluto agli amici nel cielo
porta per noi
la tua voce resterà nei nostri cuori
e mentre ascolto il tuo canto
attraverso un video
lacrime stillano di emozione
immortalato nelle mie parole
provando a farne poesia
ti mando un bacio
e ti dico “grazie Lucio”
Voglio scendere
da questa giostra impazzita
che è la vita
irta di spine di rovi
cosparsa di vetri taglienti
sul suo cammino
Voglio cavalcare le onde azzurre
dell'oceano immenso
volare in alto nel cielo
fino a sfiorare le nuvole
Cantare di gioia
ascoltare la musica angelica
dei flauti che gli angeli
donano a Dio
Anelo la pace
nell'anima e nel cuore
sorridere ad una vita
che ancora non mi appartiene
il passaggio su questa terra
mi porterà in un mondo soave
eterno, lucente
Vivrò nell'abbraccio di Dio
se Egli vorrà
dove permea amore vero
infinito
la pace scenderà finalmente
in me.....
Cosa avrò
se nel nulla trovo
la desolazione
di una vita reale.
Cosa avrò
se nel coraggio di chiedere
avrò solo una carezza
che dal mistero
veglia l’esistenza.
Cosa sarò
se da un pianto
non trovo la forza
di nascere di nuovo
senza anima.
Cosa sarò
se non riesco più
a contare i miei passi
senza inciampare
di nuovo.
La sola cosa sarà
se avrò il nulla.
Ma di quel nulla
una certezza
quella carezza
nella vita.
La guarda dormire
accarezzandole il viso
e sospirare ai suoi risvegli
in una luce che illumina la notte
facendosi cullare
sulla sua spalla
in tiepidi sussulti
slacciando veli
che infiammano
la bocca
desiderosa di baciare
ardentemente
voglie represse
per tormenti inabissati
nell'abbraccio di un sogno
innamorato
impazzito
per lei
che si chiama amore
vivo
dal dolce sapore
tra nuvole rosa
al lume di candela
consumata
da un eccesso di passione
dalle mille grandi emozioni
Parole che entrano e vanno
compresse, alternate, in chiasso che sfuma, ma, non si dissipa
attento e goliardico sorriso
di chi ama poco
perdona ancor meno
s'anima di persone
filtrando malinconia
parlando senza contare le ore
sfuggente incasinato cuore andante.
andante frustrante gioia non condivisa
che scorda la vitalità
e non rattoppa gli strappi sui pantaloni
incisive indifferenze
mascherate in arse personalità in perenne scissione
no, no, non alla deriva di spogli giorni tribolanti
ma, chiaramente perduti nei templi obsoleti di maschere in volti.
Nei giardini dell’amore quaggiù,
dove giacciono ormai fiori morti e infelicità,
dove luce non nasce e non arriva più
c’è la morte dell’umanità.
Nei giardini dell’amore tu lo sai,
è nata solo una rosa rossa,
come farà a sopravvivere qui ormai…
fragile e senza spine, una sola rosa rossa.
Nei giardini dell’amore quaggiù,
che creò l’onnipotente seminando col cuore,
non cantano uccelli guardando il cielo blu,
non si posano qui farfalle, han timore.
La nostra divina rosa color amore
splende lì da sola tra la morte e la falsità,
all’alba guarda con speranza e stupore,
ma ormai nessuno semina qui…è la fine della civiltà.
Proteggila con me, dalle forza, donale la vita,
questo è un amore vero nato tra l’ipocrisia e la crudeltà,
finchè vive la nostra rosa dell’amore non è finita,
c’è speranza che da lei un altro fiore nascerà.
Ghiaccio che preme il petto
petto che vuole squarciarsi per far esplodere il cuore
lembo d'anima che trema
al pensiero lancinante del vuoto continuo.
Parte oscura che prende i pensieri e li fa suoi
non son più di me
ma dell'essere invisibile che ha preso me
quando avvolge il corpo come con pellicola per pacchi
quando l'essere tuo è come un essere immobile al centro di una stanza
e d'improvviso avanzano a cerchio che chiude su te tante persone
dal volto senza espressione
quando le gambe s'inchiodano al pavimento
e tu, lì, fermo immobile
mentre vorresti correre e urlare
invece l'essere invisibile si prende la tua volontà
Come il mare in burrasca
dall’onde tormentato,
sale dentro me la rabbia
d’esser impotente
a cotanta violenza smisurata,
mi sveglio di soprassalto e m’accorgo
che dentro me non v’è nessuna certezza.
rattristato e incupito
preparo la mia coscienza
a giudizi senza freno,
reclamando vendetta verso chi
con mano infame uccide e spegne
le piccole fiammelle
ma la vendetta,
potrà mai lenire il forte dolore
dell’io smisurato che mi avvolge ?
ricordar soltanto mi rimane
e cercar nell’oblio
l’inutile conforto
che un cor pieno di rabbia
mai riuscirà a restituire il maltolto.
in moto perpetuo
l'ultimo giorno dell'anno
vestita a festa
aspettando l'avvento
del nuovo
tra gente sorridente
piatti succulenti
brindisi,
la musica investe l'aria
come un uragano,
Ecco è quasi mezzanotte
sorda al rumore
a me intorno
sento il tuo respiro
affannoso e stanco,
il tichettio delle macchine,
prolungamento del tuo corpo
nell'asettica camera bianca
L'anno sta morendo
ti porta via con se
piange il mio cuore
e impotente ti guardo,
stringo la mano grande e forte
che fu un giorno
voglio trasmetterti
tutto il mio amore fino alla fine
Stille dagli occhi
il trucco si scioglie
sollevo lo sguardo
e tu sei li
si apre il sorriso sul tuo bel viso
alzi il bicchiere
brindiamo insieme....
Ovunque tu sia
buon anno papà





