Oggi la mia giornata di silenzio,
nessun impegno, tranne con me stesso.
Nessuna frase scritta sopra un foglio,
nessun giornale letto, niente radio,
nessun pensiero, solo l’intenzione
di alzarmi tardi, fare colazione,
poi controllare ancora la mia porta
per girare e girare la chiave nella toppa
Infine ...creare il vuoto, fare pulizia.
E scorre poi così la mia giornata:
con il suono del vento, la pioggia,
qualche passo per casa...
lasciando la mia testa riposare,
con il tempo che segna il suo passaggio
per un cambio di luce progressivo
che, con parsimonia, si smorza…lentamente.
Poi all'improvviso mi sei tornata in mente,
forse per noia, forse per il troppo silenzio
o forse perché non riesco a non pensare.
Siamo stati insieme poche ore,
forse qualche giorno, ma non credo,
non ricordo...
Poi mi hai scritto una lettera d'amore:
“Caro il mio Rossi...adesso vado via!
Il rischio di fermarmi è troppo alto,
proseguo il mio percorso, la mia strada
forse un giorno di questi...
Addio mio caro, sono stata bene.
Non mi cercare, magari torno presto”.
Molto sintetico e onesto il tuo discorso,
qualche problema di punteggiatura...
però...logico pensai, presi quel foglio
e lo strinsi in mano per gettarlo via.
Non ti ho più vista, non sei mai tornata,
dolce come una notte che finisce,
come la prima che non ha futuro.
Il tuo biglietto non l'ho mai gettato,
è ancora nel mio cassetto, spiegazzato...
E tu? Tu...
Sei ancora in grado di cambiare tutto,
dare un senso diverso alle mie scelte,
cambiare a modo tuo ogni mia giornata,
o forse sono io che faccio questo
per credere...inventare, averti accanto.
Così finisce il mio giorno di silenzio,
con te finisce il mio giorno di riposo
prendendo atto che non ti conosco,
prendendo atto che non sei un ricordo,
non c'è stato tempo e neanche il modo
e forse è questo quello che volevi.
Ed io? Io...
Ecco, è arrivato il momento giusto
per riaprire la porta, accendere la luce,
far finta che tutto scorra, veder gente
oppure prendere la penna, esorcizzare,
scrivere come per guardarsi dentro
e, invece, cancellare in un momento
l'unica donna che non ho dimenticato,
l'unica donna che non mi ha dato tempo.

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