Ho bisogno di vita
Ribelle
Emozionami
Inquietami
Sorpassami
Fammi sentire importante
Il tuo mezzo, il tuo scopo
Tuo scrigno, tuo contenuto
Batti, rullio in danza tribale
Rimbalzo di voci
Sei l’andirivieni del mare
Incessante
Orbita irripetibile
Com’è che un giorno cadrai?
Ed io insieme a te
Mia scatola
Nera
alla chiusa finestra e la persiana
sonnacchiosa sbadiglia piano piano,
aprendosi all’invito quotidiano.
Al suo interno il silenzio è da padrone
nella piccola stanza tutta azzurra
un lenzuolino dalle faccette allegre
delinea la sagoma di un tenero bambino.
Ora il raggio di sole prende coraggio
penetrando con forza in quel silenzio
e la stanza lo ospita sapendo
che la notte del bimbo finirà.
Il piccino distende le sue membra
a contatto col caldo dell’intruso
si rigira nell’ombra del lenzuolo
rinchiudendosi a guscio tra le gambe
quasi a chiedere un po’ di sicurezza
in quel mondo nascosto dall’esterno.
Sa che quando i suoi occhietti si apriranno
sarà esposto al nuovo giorno troppo vivo,
coi suoi rischi e i suoi problemi e le sue noie
ed allora decide all’improvviso
di pulire la mente dall’esterno
per un pò vuol restare nel suo limbo
in un’ora di sonno protettivo
e rimane nel guscio di cotone
ignorando quel raggio prepotente.
stringerlo fino a ferirlo
fargli sentire la mia esistenza,
perché è troppo grande per darmi sensazioni.
Vorrei sentire di cosa è fatto
capire perché mi sfugge
provare un’emozione grande come lui,
ma tutto è inutile.
Rimango con l’anima vuota
sommersa dal macigno di vita,
senza via di scampo che i giorni comuni
affamata di mille risposte assenti
Le mie mani nel vuoto e basta
se tale musica può
sollevare le mie ansie
chiedendo se questo mondo
sa accettare le mie parole
in questo tempo che non sa di me
sapendo che i miei passi
sono solo un ricordo impresso
nel tuo suolo
calpestato
mentre la mente sospira
di ascoltarla ancora
lasciandomi quell'amaro
sulle mie labbra
senza sapore di te
e tutto non volendo
avrà un fine
nel silenzio dei ricordi
Cercherò in ogni luogo
quel ricordo presente
che sa di noi
mentre ti amo
per sempre
perdutamente

Come un uccellino
che al primo volo
le ali si è ferito
zoppicante mi hai guardato
una lacrima nascosta
fra le ciglia
e mi hai detto...
é andato via
in una sacca alla rinfusa
ha messo le sue cose
ed appena sono uscita
per andare a lavorare
un messaggio mi ha mandato
senza giustificazione
mi diceva
vado via non t'amo più,
come un fulmine a ciel sereno
come può un' amore grande
senza preavviso
finire in cenere
io le ho viste
le tue lacrime
strozzate in gola
mentre l'anima
affogava
l'ho sentita la tua
disperazione
mentre stavi accovacciata
sul divano
a testa bassa
quanta tenerezza
bambina mia
guardando te ho visto me
fra le pagine ingiallite
foglia senza più radici
la tristezza di chi vittima
solo fu lasciato
a patir le pene
di un'infanzia rubata.
Mi ritrovo impotente
contro il ladro di bambini,
ma combatto
una guerra senza quartiere
contro chi vigliaccamente
impone il silenzio in nome di una fede
e di un Dio
che a volte non si vede,
se non all'ombra dei cipressi,
mentre cammina accanto a quel bambino
senza mai più gioia nel cuore.
Treviglio 19.06.2012
Sento nel cuore
un canto armonioso
gioioso leggiadro
come volo di farfalla
Vola l'anima
nella brezza leggera
verso lidi sereni,
mi chiedo perchè?
Gli affanni son sempre
vivi e presenti
eppur una melodia
sgorga dalla gola
non so trattenerla,
vai o dolce canto
nell'aria serenamente
a ristorar i cuori
altrui malati
di nostalgia
Il sorriso si sostituisce
alle lacrime
oggi è un giorno strano,
osservo il cielo azzurro
il sole mi acceca
caldo potente
nell'estate ormai giunta
in me sento amore,
amore per la natura
per gli uomini
per la vita
In fondo perchè
vestirmi di tristezza
ogni giorno
forse
che gli affanni svaniscono
come neve al sole?
Bramo indossare il color
serenità
aprire il cuore alla pace
il cammino affrontare
con baldanza
se ferite avrò
saprò guarirle
oggi canto,
canto alla vita
per me, per chi mi ama
e per voi tutti
che leggerete queste parole
inquieta potente distesa
d’azzurra acqua.
Ti ho amato nelle tue onde
sempre mi sono lasciata cullare.
Non stanotte mio Mare
sei duro violento
troppo sicuro di te
per questa fragile notte per me.
Lo spirito
sopraffatto dal tuo fragore
invoca sai tu chi
per calmarti e lasciare
che le ossa stanche
tra le tue ormai rilassate braccia
s’assopiscano finalmente.
“Non piangere” mi dici “non serve”
mentre le lacrime scivolano
dagli occhi miei
come zampillo leggero
da una fonte
Lascia che il pianto
ripulisca il cuore
abitato dal tormento
pesante come un macigno
insieme di sentimenti
controversi
per un figlio ormai uomo,
scelto ha una via
che lontano da noi lo conduce
la sua assenza una cavità senza fondo
Lasciami sciogliere le lacrime
nel percepire una vita
che piano si spegne
ciclo vitale naturale
difficile da accettare
impossibile da trattenere,
quasi impensabile lasciarla andare
Lascia che le mie lacrime
gocciolino sempre più lente
fino a portare siccità agli occhi,
solo allora l'anima mia
potrà mutare in versi
il mio vivere, il nostro amore
se pur cieca ancora dalla
coltre di nebbia
partorita dal pianto,
dalla mano guidata da
un' entità inconscia
rinascerà poesia
Dal primo attimo
in cui percepii
di te, figlio mio, la presenza
nel mio ventre
di giovane donna
ancora un po bambina anch'io,
ti amai di un amore
a me sconosciuto
forte intenso da far quasi male
giurai che mai nulla al mondo
ci avrebbe diviso
Nascesti, riccioli biondi
occhi color cielo e verde smeraldo
fusi insieme
Dio mi aveva donato un angelo,
sorridevi alla vita allora
come ora
La paura mi premeva nel cuore
così bello e buono
temevo che il Signore ti volesse
presto con se
tra i suoi piccoli angeli
Gli anni passarono veloci
perdendosi nella scia del fumo
del treno della vita
Ora che sei un giovane uomo
Dio ti ha chiamato a se
come angelo in terra
per portare conforto a chi
di sofferenza vive
e tu ancora di più
sorridi alla vita
E se pur col pianto nel cuore
con te sorrido, desidero la tua felicità
ti ho dato la libertà
di far le tue scelte osservando in silenzio
che i tuoi passi non mettessi in fallo
da lontano ancor più ti amerò
conterò i giorni col calendario dei ricordi
Ora vai segui il tuo cammino
ti avvolgo in un abbraccio
che ti accompagni fin quando ritornerai
io sarò qui sempre …. amato figlio mio
A volte mi vien voglia
di andare al cinema
per vedere insieme a te
un cartone animato.
Uno di quelli dove il bene
trionfa sulle cattiverie.
Dove il cavaliere errante
trionfa sulle macerie
fermandosi finalmente...
e ce ne stiamo seduti
dolcemente accoccolati
tu, sulla mia spalla, muti
e con gli occhioni sgranati.
Con le nostre mani in popcorn
e patatine che fan crock,
mentre quelli a noi intorno
ci guardano disturbati
chiedendoci uno stop.
Occhiate da fulminare
sguardi da shoch:
al cinema non si può fumare
ma nemmeno fare crock.
Ma noi siamo due bambini, qui
a riprenderci un po' di questa vita
che da tempo ci sfugge dalle dita,
perciò questi cartoni...
Ma loro che ne sanno
loro che inseguiti dai guai
della loro vita se ne vanno,
e non vivono mai...
E' bello questo cartone
racconta di una ragazza
che vive prigioniera
di una storia pazza:
un uomo l'ha fatta schiava
mentre lei sognava l'Amore
ma adesso arriva il principe
che la viene a salvare...
E' una storia comune
ma di grandi sentimenti
che racconta l'Amore trionfare
e... vissero felici e contenti.
Come noi, felici e contenti...
Crock, ops... patatine
e poi, la scritta fine...
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Ecco, piano piano risaliamo...
Lunga e radiosa vita ai ribelli,
ai lunatici dei della natura,
ai sogni non contaminati,
ai grandi amori capitati a caso
e che per caso non trovano la fine.
Lunga e radiosa vita ai ribelli
alle donne e agli uomini senza compromessi,
alle piante, alla terra, alla fatica,
ai miei animali, a tutte le speranze,
a tutto ciò che vedo e che mi piace.
Lunga e radiosa vita ai ribelli,
a chi persegue uno scopo con passione,
a chi si batte contro l'egoismo,
a chi non crede di essere speciale,
a chi riflette prima di parlare.
Lunga e radiosa vita ai ribelli,
alle parole che sono maltrattate
e a quelle che sono state abbandonate,
ai tempi, ai modi, alle coniugazioni,
ai tanti libri che sono stati scritti
a quelli di ieri, di oggi, di domani.
Lunga e radiosa vita ai ribelli,
a chi si sente fuori dagli schemi,
a chi non spaccia menzogne ed emozioni,
a chi prova a vivere ogni giorno
senza risparmio, senza assuefazioni.
Lunga e radiosa vita ai ribelli!
A volte sono strani personaggi,
ma sono loro che scrivono la storia.
nell'illusione della controra
quando il corpo crede di riposare
e la mente si lascia intontire.
L’odore della tua pelle mi fa sognare
un bosco fitto e senza luce
dove l’odore di muschio vergine
sveglia i sensi ormai assopiti.
È solo un’illusione, fatta cadere sul cuscino.






