Erano trecento i giorni di neve
e le notti di zenzero trecento,
una carrozza deve passare davanti,
una carrozza educata dietro,
baci e campanelle d'estate
ad ogni segnaposto
il tempo allacciava ai bottoni.
Sempre più in basso poi
con le dita nascoste,
lebbra
di colla di farina
di odore agonia di tubi
e liquidi
ristagni
di topi.

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Piaciuta moltissimo