Fra i Tristani di quella città provinciale
in cui sorge il mio poliedrico castello
mi si acceca un occhio (sarà stanchezza del vivere)
e già l'altro siede
all'ombra serale.
Lei che pazienta un quarto d'ora
nel suo filo di rosa ferito in cenere
prima di portarmi con rametti di beghine
- mi dice: prego, prego, si appropinqui.

nel suo filo di rosa ferito in cenere
prima di portarmi con rametti di beghine
- mi dice: prego, prego, si appropinqui.

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