Fra i Tristani di quella città provinciale

in cui sorge il mio poliedrico castello

mi si acceca un occhio (sarà stanchezza del vivere)

e già l'altro siede

all'ombra serale.

Lei che pazienta un quarto d'ora

nel suo filo di rosa ferito in cenere

prima di portarmi con rametti di beghine 

- mi dice: prego, prego, si appropinqui.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

Rebecca
+2 # Rebecca 01-12-2015 09:13
Che dire? Originale ed enigmatica, ma piena di fascino.

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