La pittura è una poesia muta e la poesia è una pittura cieca (Leonardo da Vinci). Per capire questo testo occorre conoscere il dipinto citato. Strofe di endecasillabi con struttura e rime a schema variabile
Ora che il nostro sol volge al tramonto
ancora mi emoziona rievocare
del tuo incontro il nostalgico racconto
allor che mi facesti innamorare
quell’autunno di nostra primavera
con tua limpida immagine e sincera
seppure in te il mistero già avvertissi
della passion di te che sempre vissi.
M’attraeva il tuo intimo mistero
che affidavi al mio maschio magistero
ma già d’amoreggiar non m’appagavo
perché di te pur l’anima cercavo
che sentivo d’attorno vagolare,
che provavo entro me a raffigurare
tentando di carpirne le fattezze
con baci e metaforiche carezze.
Talora, quando ancor oggi guerriero
mi concedo riposo in te discinta
e colgo ciò che più non m’è mistero
mi sovvien quell’immagine dipinta,
da G. Courbet, “L’origine del mondo”, (*)
che impudiche pudenda sue rivela
mentre il volto lasciato fuori sfondo
divien l’identità che il quadro cela.
Ma se l’anima è psiche e psiche è mente
e se ammettiam che il volto in qualche modo
ne fa significar sermon silente, (**)
ergo se il volto all’anima fa approdo,
quel volto assente che sermon non reca
sembra dire: rivolgi a me il pensiero
ché volto e mente sono il ver mistero
mentre la pelvi è sol bramosia cieca.
Conosco la tua pelvi e pure il volto
e pur di te ancor sento seduzione
e allor mi chiedo mentre presto ascolto
se di te vi sia un tacito sermone,
qual idoli di mente e quali dèi,
qual è il tuo sentir? Mostrati qual sei.
Sei maschera d’un limpido silenzio
nel miele tuo c’è solo un po’ d’assenzio.
Mentre veleggio verso ignote sponde
gioioso è cavalcarti tra le onde
in quest’autunno ch’è la nostra sera
ma ancor sembra la nostra primavera.
(*) vedere Google: L'origine del mondo - Arte.it
(**) Vultus sermo quidam tacitus mentis est (Marco Tullio Ciceerone): il volto in qualche modo è un tacito sermone della mente
Ora che il nostro sol volge al tramonto
ancora mi emoziona rievocare
del tuo incontro il nostalgico racconto
allor che mi facesti innamorare
quell’autunno di nostra primavera
con tua limpida immagine e sincera
seppure in te il mistero già avvertissi
della passion di te che sempre vissi.
M’attraeva il tuo intimo mistero
che affidavi al mio maschio magistero
ma già d’amoreggiar non m’appagavo
perché di te pur l’anima cercavo
che sentivo d’attorno vagolare,
che provavo entro me a raffigurare
tentando di carpirne le fattezze
con baci e metaforiche carezze.
Talora, quando ancor oggi guerriero
mi concedo riposo in te discinta
e colgo ciò che più non m’è mistero
mi sovvien quell’immagine dipinta,
da G. Courbet, “L’origine del mondo”, (*)
che impudiche pudenda sue rivela
mentre il volto lasciato fuori sfondo
divien l’identità che il quadro cela.
Ma se l’anima è psiche e psiche è mente
e se ammettiam che il volto in qualche modo
ne fa significar sermon silente, (**)
ergo se il volto all’anima fa approdo,
quel volto assente che sermon non reca
sembra dire: rivolgi a me il pensiero
ché volto e mente sono il ver mistero
mentre la pelvi è sol bramosia cieca.
Conosco la tua pelvi e pure il volto
e pur di te ancor sento seduzione
e allor mi chiedo mentre presto ascolto
se di te vi sia un tacito sermone,
qual idoli di mente e quali dèi,
qual è il tuo sentir? Mostrati qual sei.
Sei maschera d’un limpido silenzio
nel miele tuo c’è solo un po’ d’assenzio.
Mentre veleggio verso ignote sponde
gioioso è cavalcarti tra le onde
in quest’autunno ch’è la nostra sera
ma ancor sembra la nostra primavera.
(*) vedere Google: L'origine del mondo - Arte.it
(**) Vultus sermo quidam tacitus mentis est (Marco Tullio Ciceerone): il volto in qualche modo è un tacito sermone della mente

Commenti
Fa riflettere, infatti il titolo stesso dato da Courbet al suo sconvolgente dipinto. Sconvolgente, non tanto per l'immagine di primo piano, quanto per l'assenza del volto (spersonalizzazione e decontestualizzazion e dell'immagine) e il titolo cosmogonico, come un richiamo primordiale.