Ruggine fluisce
sulla ferita aperta
dal mortale peccato
di un odio privo di freno
Ruggine si muove
sull'amico legno
metafora incrociata
dell'acerba colpa
Ruggine cola
sugli aculei
intessuti a ghirlanda
sul capo del dio fatto uomo
Ruggine si muove
sui discorsi
sorretti dal suono
rotti dal fiato del perdono
non ho mai pensato
che i miracoli esistessero veramente
e nemmeno credo in Dio.
Ma oggi sto seduto
davanti al crocifisso
e comincio a pregare per la prima volta.
Sono un piccolo uomo
ed ora m'accorgo che non sono niente.
M'inginocchio davanti a lui umilmente
chiedendo perdono più volte.
Immagino quanto può aver sofferto
piango perché fino ad oggi
non ci avevo creduto
e del tempo che ho perso.
Un piccolo uomo
in ginocchio davanti ad un Dio
che non mi ha mai abbandonato
come invece ho fatto io...
Tradendolo più volte
nell'ombra del peccato.
A Te mi inchino con rispetto
e sano timore
a Te che abbigliato hai la terra
di meraviglie, dagli oceani impetuosi
ai monti maestosi
al più piccolo delicato fiore
A Te che cosparso il cielo
di brillanti stelle
giardino universale calorosamente
il mondo avvolge,
sorella luna guida per i marinai
nelle buie notti,
fratello sole che gioia e conforto
dona con il suo dolce calore
Nulla di più da Te venuto
senza mai chiedere che amorevolmente
ho accolto chiedo, o Signore,
la mia vita è stata ogni giorno una sorpresa
ogni giorno un sorriso in più
a volte una lacrima
ma è la vita che desideravo
Tu sapevi tutto prima
della venuta mia nel mondo
L'uomo giusto hai posto sul mio cammino
i figli più belli e buoni
hai fatto si che partorissi in nome dell'amore,
eppur ho peccato, si l'anima mia ho macchiato
non negare il perdono
a codesto mio cuore smarrito
colmo di speme a te rivolgo
Nulla di più a Te chiedo
se non la forza della tua luce
del fulgore degli angeli la cui presenza sento,
per guadare il fiume di rapide
posto a me di fronte nuovamente
con la serenità, la determinazione
con cui in Te confido
o Dio mio padre, mio fratello
mio salvatore ….
Dio che sopravvivi
dentro a cuori come il mio,
nonostante le miserie,
nonostante le incertezze,
Ti prego,
non mi sottrarre
l'autonomia del pensiero,
del corpo;
non mi privare dell'autosufficienza,
dei guizzi della gioia
nel mondo.
Lascia che il senso della vita
sia chiaro come il sole
e nei miei pensieri stanchi
ch'io non pensi sia finita.
Non mi lasciare solo
alla deriva di sorrisi
che sanno di pietà;
in mezzo a strade vuote
coperte di tristezza,
davanti a porte chiuse
con dietro indifferenza e,
Ti prego,
della dignità di uomo
non mi lasciare senza.
IDDIO VORRA' CHE IL MIO SGUARDO VOLGERA' ALL'INFINITO, OVE L'IMMENSO CIELO
CONFINERA' NELL'AZZURRO E PROFONDO MARE E FINALMENTE POTRO' AMMIRARE CON
INDESCRIVIBILE E INDELEBILE GIOIA LE INFINITE BELLEZZE DELL'UNIVERSO, CREATE CON INFINITA MAESTRIA DAL SUPREMO E MAESTOSO ONNIPOTENTE SIGNORE DEI CIELI.
del giusto e ricercato dono
apparenza nelle vie cullate
da mascherati volti distratti, no!
Visitata dall’apatia
nell’indifferenza calibrata, sì!
Poco mi scalda
ancor meno l’evento
sollecito m’appare.
Leggero intervento
per sminuire l’esistenza
del povero sul ciglio
che di lacrime tacitamente s’inebria.
Forse anche il mio
un cuore di ghiaccio
che sventola le ali su prati di parole.
come culla una cesta di paglia
ha scaldarlo un bue ed un asinello
con sua madre che piange perché
non è quella la casa di un Re.
Una stalla con sopra una stella
trasportata dal vento d'oriente
una luce riflessa nel cielo
con la gente che si chiede dov'è
quel bambino aspettato da tanto.
Una stalla dopo tanto vagare
una misera culla di paglia
il vagito di un bimbo rimbomba
come tuono in ogni parte del mondo
risvegliando da oriente a occidente
i cuori di tantissima gente.
Una stella una stalla un bambino
cambiò il nostro destino
quella notte lontana da secoli
che una luce ci indicò la via.....
nello sconosciuto cosmo
hai celato.
Umiltà ostenti
ad ogni alba
chi nel viaggio incontri.
All’etere affidi
il galleggiante
animo fra le stelle oscure
che ausilio cercano
per donare lucentezza
a chi sovente
il leggero trascura.
Posa l’orma
sulla dolce terra
orba di quiete ormai.
Forse uno sguardo
forse una parola
forse un pensiero
... e sei svanito
disteso nella tua bontà
disteso nella tua rettitudine
disteso nella tua compostezza
.. e sei svanito
preso dal tuo tempo
preso dal tuo autunno
preso dalla tua notte
... e sei svanito
tra voci di luna
tra raggi di Paradiso
tra venti di azzurro
... e sei svanito
lasciandomi nel mio blu
lasciandomi nei miei ricordi
lasciandomi nei miei sogni
... e sei svanito
come piuma leggera
come foglia d'autunno
come cerchio d'acqua
... e sei svanito
trasformando pace in serenità
semplici sguardi in occhi
pause silenziose in insegnamenti
raccolgo il tuo seminato
il tuo valore
il tuo essere
e lo faccio mio!
Preghiera per te ,papà
Ti sento, ti vedo
nei colori del mondo
nel profumo che nell'aria aleggia,
profumo d'amore
cade su di noi come una cascata d'acqua di vita
Ti prego osservando la bellezza dei monti
tuffandomi nella potenza del mare
le onde sono il tuo abbraccio
e ti ringrazio per ogni attimo,
ogni respiro di cui dono mi hai fatto
per aver messo sul mio cammino
un uomo unico, plasmato da te
volutamente per me
Per i figli che nel grembo,
che sterile sospettavo
hai dato alito e li ho protetti, cresciuti
amati e lasciati volare dal nido
Non Ti chiedo perchè
ora il mio amore soffre, le sue gambe
son quasi di legno come un Pinocchio adulto
e le sue braccia tremano nella passione di un abbraccio,
non Ti chiedo il perchè di questa corsa ad ostacoli
che dobbiamo affrontare, so che non è volere Tuo,
so che Tu sarai con noi in una corda a tre capi
che più grande peso regge
Ogni alterazione del viaggio terrestre
mai viene per caso nel bene o nel male
una ragione contiene
sarà un mutamento di pensiero
da vivere per migliorare la qualità della vita
purificare l'anima dai desideri, dai sogni
che non si sarebbero potuti avverare
porgendocene altri su un piatto d'argento ….
Chiudo o mio Dio questa anomala preghiera
anelando il tuo perdono, sono umana
l'anima mia di chiazze nere è macchiata
rendila bianca come la neve
affinchè possa un dì salire nella Tua Gloria ….
per abbracciare il Cielo
mi ha lasciata in un freddo giorno d’inverno
per unirsi alla schiera degli angeli
Lui genitore una mattina d’estate
mi ha sussurrato
“tu aspetta”
La sorella tanto amata
per dialogare col suo Gesù
in terra il suo posto mi ha affidato
E intanto ancora con gelide lacrime
presenti li sento
la mano mi tendono per cogliere l’amore
e donarlo a chi in solitudine prosegue nel buio
Carla è la mia preferita,
con la quale giocavo di
più da piccolo ed oggi
lei abita in provincia di
Fermo.
Giordano il fratello di Carla,
invece giocava con mio
fratello Luca.
Elisabetta più che altro era,
mio fratello che ci andava di
più da loro che io.
Zia Gabriella e zia Jolanda,
tra le due preferisco zia Jolanda
che ha sempre saputo trovare
equilibrio ed invece zia Gabriella
è stata capace di dire sia a me
che a mia madre che non gli
avevamo nemmeno parlato
nel giorno della festa di compleanno
del nipote.
Luca mio fratello,
con il quale per molto tempo
da piccoli soprattutto litigavamo
per le cose più banali.
I nonni li ho conosciuti tutti,
ma quello che da piccolo era
nel mio cuore era nonno
Giuseppe che mi aveva
fatto guarire poi capito ho
quanto fossero gli altri importanti
per me cosa che avevo
sottovalutato da bambino.
I miei genitori ,
entrambi la stessa
importanza ma la
mamma è sempre
la mamma e devo
dire che per me è la
numero uno.
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Prefazione
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