L’assalto al Parlamento, ogni tanto si ripete
un manipolo di uomini scuri, qualche testa calda
che inneggia al martirio, alla lotte di classe
o all’ordine nel tempo dell’incertezza. Poi l’uomo forte
uno dei molti, un tipo da film comico o un super eroe
da fumetto- scegliete voi quale- il resto è uguale
prigione per i dissidenti, morte agli oppositori
propaganda per tutti, una squadra di calcio vincente
la ginnasta più brava del mondo, un film campione
d’incassi, la solita commedia rosa o un melodramma
per vendere fazzoletti. L’impiccato ha una voce da mamma
da quando ha cambiato sesso, prima stava in televisione
a vendere creme per cani da passeggio, il parente
che ne ha denunciato le tresche vende rose rosse ai semafori
della strada senza curve. Ai bancomat dentro la cattedrale
puoi solo versare, i soldi per le offerte come il suono dell’oboe
per credenti insicuri- che Dio esista o cosa ci spieghi la morte-
non è dato sapere, quel che è certo è che ci saranno tasse
da pagare anche domani, ma tra un gelato e la sua cialda
c’è calda empatia, follia è credere a chi impugna un machete.

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