Lo sappiamo- Antonia- che siamo imperfetti
e incompleti, maglie della stessa scucitura,
nelle voci vene di ruggini e ombre negli occhi
in prossimità della notte, fratti di un intero,
scaglie di sassi levigati dalle acque.
E nuclei di un identico suono, scala
armonica di note terrene, poi l’isola
che c’è, tra le faglie dell’oggi, spartiacque
del nostro senso del tempo, quasi vero
in ogni ondeggiamento: li sentiamo i fiocchi
di parole nella pelle, recitati con la misura
di attori shakespeariani alle prese coi dialetti.

Commenti
perlomeno ho captato questo senso...... mia percezione..... bravo!