Vorrei fare un regalo a me stesso
almeno per un giorno,
fare finta di niente
dire a tutti che è solo un gioco
e scusate se è poco
ma vorrei vedere voi
al posto mio... mio Dio!
che disastro sarebbe
basto io!
Vi ringrazio amici miei
ma le carte che ho giocato
sono mie!
Non cambierei nemmeno un po'
farei tutto a modo mio,
direi solamente a lei
stai con me!
E mi giro e mi rigiro
dentro il letto
ho bisogno solo un po' d'affetto
stò cercando a modo mio
di trovarlo in ogni angolo del mondo
son sicuro ci sarà un posto per me.
voglio un amore a modo mio
che mi aspetta ogni giorno
quando torno
che mi dice buongiorno.
E poi quando mi sveglio
un amore come dico io
sono certo mi stà aspettando
preparo la mia valigia
e vado...
a modo mio.
2 commenti
Un’uscita un appuntamento
un caffè.
Tante confidenze tante parole ma sopratutto
tante risate.
Era quello che mi mancava da un po’ di tempo
tu l'hai capito.
Mi stai ridando pian pianino la serenità e la
tranquillità che mi mancava da lungo tempo.
Un’amicizia straordinaria nata per caso
con tante cose in comune.
Sarà bisogno di capirsi di parlare
farsi coraggio ad affrontare le difficoltà.
Alcune volte si sente il bisogno di qualcuno per confidare
le proprie paure i vuoti che si sentono.
un caffè.
Tante confidenze tante parole ma sopratutto
tante risate.
Era quello che mi mancava da un po’ di tempo
tu l'hai capito.
Mi stai ridando pian pianino la serenità e la
tranquillità che mi mancava da lungo tempo.
Un’amicizia straordinaria nata per caso
con tante cose in comune.
Sarà bisogno di capirsi di parlare
farsi coraggio ad affrontare le difficoltà.
Alcune volte si sente il bisogno di qualcuno per confidare
le proprie paure i vuoti che si sentono.
Doveri eseguiti
in una vaga penombra,
in un alone appena visibile,
vicino a cose tranquille
che non riesco a delineare.
La fatica
che talvolta compio
per dimenticare l’anima,
il pensiero
che talvolta elaboro
per dimenticare l’agire,
si tramutano
in una specie di tenerezza
priva di sentimento,
una compassione
logora e vuota.
E assisto attento
a uno spettacolo illusorio.
Una grande calma,
soave come una cosa inutile,
scende nel fondo del mio essere.
E nel cielo dei miei sogni
s’illumina l’esistenza
come un lampione di periferia.
in una vaga penombra,
in un alone appena visibile,
vicino a cose tranquille
che non riesco a delineare.
La fatica
che talvolta compio
per dimenticare l’anima,
il pensiero
che talvolta elaboro
per dimenticare l’agire,
si tramutano
in una specie di tenerezza
priva di sentimento,
una compassione
logora e vuota.
E assisto attento
a uno spettacolo illusorio.
Una grande calma,
soave come una cosa inutile,
scende nel fondo del mio essere.
E nel cielo dei miei sogni
s’illumina l’esistenza
come un lampione di periferia.
Nel regalo della vita
c'è da stringere
anche il pianto
quella lacrima che vedi
di riflesso nello specchio
vorrebbe un pò parlarti
e forse consolarti.
Nel regalo della vita
non ci sono solo rose
ma le spine quanto pungono
vorresti non averle
ma se il treno è già partito
non cercare di fermarlo
non c'è verso e tu lo sai
arriverà a destinazione.
Il cuore ferito da molte parole che mi
fanno male.
Da questo gioco al massacro di
anime più deboli.
Non vado oltre i pensieri che mi
martellano il cuore.
Cerco solo pace interiore e tranquillità nell’anima
senza menzogne.
C’e’ tanta troppa sofferenza e dolore la cattiveria
oscura l’amore….. mi fermo qua.
fanno male.
Da questo gioco al massacro di
anime più deboli.
Non vado oltre i pensieri che mi
martellano il cuore.
Cerco solo pace interiore e tranquillità nell’anima
senza menzogne.
C’e’ tanta troppa sofferenza e dolore la cattiveria
oscura l’amore….. mi fermo qua.
Chiedo perché,
se quella lama infligge il mio corpo
non sento più dolore
e se quelle parole
non fossero mai nate...
perché
mi domando,
perché
se la luna mi abbandonasse
in queste notti buie
e
le stelle non sentissero
più i miei sospiri
chiedo ancora, perché
e ancora...
chiedo...
perché...
hai inflitto quella luce
nel mio essere
lasciandomi inerme
senz’anima,
e se
taccio per non soffrire
tu
che gelido respiro hai, sul mio viso
sorridi alla mia anima.
Perché (D)-io.
La mia vita
scorre leggera
come un ruscello
in silenzioso movimento
sotto alberi dimenticati.
La mia vita
scorre mansueta
come un mormorio invisibile
oltre la pergola del glicine
e s’adagia lenta
lungo sentieri erbosi.
La mia vita
scorre inutilmente,
senza una ragione,
per nulla consapevole,
come un vago bagliore
in lontananza,
fra radure di foglie.
scorre leggera
come un ruscello
in silenzioso movimento
sotto alberi dimenticati.
La mia vita
scorre mansueta
come un mormorio invisibile
oltre la pergola del glicine
e s’adagia lenta
lungo sentieri erbosi.
La mia vita
scorre inutilmente,
senza una ragione,
per nulla consapevole,
come un vago bagliore
in lontananza,
fra radure di foglie.
A volte
fuggirei lontano
dove sconosciuti
non si cibano
del tuo essere
A volte
tra la gente
i miei pensieri urlano
e la voglia di evadere
è forte
mi stringe la gola
Parole ripetute
ad orecchie ormai stanche
sono pozze stagnanti
rimbombano nella testa
l'oppressione aumenta
A volte
vorrei volare via
ascoltare solo
i suoni intorno
e i passi piumati
dei miei pensieri
e ritrovare
l'equilibrio dei sensi
la calma e la serenità mentali
A volte...
vorrei...
fuggirei lontano
dove sconosciuti
non si cibano
del tuo essere
A volte
tra la gente
i miei pensieri urlano
e la voglia di evadere
è forte
mi stringe la gola
Parole ripetute
ad orecchie ormai stanche
sono pozze stagnanti
rimbombano nella testa
l'oppressione aumenta
A volte
vorrei volare via
ascoltare solo
i suoni intorno
e i passi piumati
dei miei pensieri
e ritrovare
l'equilibrio dei sensi
la calma e la serenità mentali
A volte...
vorrei...
Oggi ricordo
La camera spoglia
Le sedie appoggiate
Alle scure pareti
E sul tavolino
Il mio mangiadischi
Suonare discreto
Canzoni soffuse
Incantata serata
Rubata ai più grandi
Per stringere alfine
La dolce fanciulla
Che come una fata
Faceva un sorriso.
Al canto dei Rokes
Immergevo lo sguardo
Negli occhi più belli
Che avessi mai visto.
La camera spoglia
Le sedie appoggiate
Alle scure pareti
E sul tavolino
Il mio mangiadischi
Suonare discreto
Canzoni soffuse
Incantata serata
Rubata ai più grandi
Per stringere alfine
La dolce fanciulla
Che come una fata
Faceva un sorriso.
Al canto dei Rokes
Immergevo lo sguardo
Negli occhi più belli
Che avessi mai visto.
Crudele questa vita
quando credi di avere
il cuore tra le mani
l'alba nei tuoi occhi
nelle ore fresche
del mattino
e un tramonto
che ti coccola
prima di dormire.
Crudele quando
nella felicità infinita
che ti ha baciato
non trovi più la mano
che ti stringe e che
forte il pensiero batte
dove non può giungere.
Una voce lontana
ti prende, chiama,
proprio in questo momento
che tutto sembrava finito.
Quante belle parole
mi piaci, ti amo,
ma non so chi sei
ne il volto che hai.
Una voce rincuora
ti senti più donna
vorresti toccarla
ma ti sfugge
non vuol farsi vedere.
A che serve parlare
o scrivere parole d'amore
se non sei sicura
che esista un vero cuore.
Buonanotte mio amore
ci sentiamo domani
stessa ora, ti aspetto...
Figlio della notte
vai verso la gloria
o verso l’abisso,
vai verso l’ombra
o verso la luce,
vai nei vortici
che t’aspettano
o lungo i declivi
delle circostanze.
Vai lento
come inutile sussurro,
vai pigro
come pensiero attento,
vai molle
come languido sospiro,
vai flemmatico
come sordida voce…
…e fuggi lontano
come un soffio di viltà.
vai verso la gloria
o verso l’abisso,
vai verso l’ombra
o verso la luce,
vai nei vortici
che t’aspettano
o lungo i declivi
delle circostanze.
Vai lento
come inutile sussurro,
vai pigro
come pensiero attento,
vai molle
come languido sospiro,
vai flemmatico
come sordida voce…
…e fuggi lontano
come un soffio di viltà.
Il ricordo
di momenti di vita
felici
porta con sè
sorrisi e lacrime
dubbi senza risposta
e ci accompagna
svogliato
Ricordi teneri
di felicità illusoria
a volte
canzoni e brividi
ripercorsi mentalmente
si nutrono di sogni vani
Il tempo inganna
non cancella
non restituisce
non dà
scorre inesorabilmente
non tiene conto di noi
Fermi in un punto
aggrappati a quegli attimi scaduti
sgualciti e sbiaditi
riportati all'inizio
come film registrati
mentre il tempo se ne va
lasciandoci spegnere dentro
Nel ricordo fotografico
tentativi inutili
di ravvivarne i colori
quasi spenti
paurosi di alimentarne di nuovi
Lasciandoli andare
tornando a camminare
senza tenersi alle funi
del tempo che fu
potremmo trovare
altre diverse felicità
vivendo al passo
del tempo che se ne va
di momenti di vita
felici
porta con sè
sorrisi e lacrime
dubbi senza risposta
e ci accompagna
svogliato
Ricordi teneri
di felicità illusoria
a volte
canzoni e brividi
ripercorsi mentalmente
si nutrono di sogni vani
Il tempo inganna
non cancella
non restituisce
non dà
scorre inesorabilmente
non tiene conto di noi
Fermi in un punto
aggrappati a quegli attimi scaduti
sgualciti e sbiaditi
riportati all'inizio
come film registrati
mentre il tempo se ne va
lasciandoci spegnere dentro
Nel ricordo fotografico
tentativi inutili
di ravvivarne i colori
quasi spenti
paurosi di alimentarne di nuovi
Lasciandoli andare
tornando a camminare
senza tenersi alle funi
del tempo che fu
potremmo trovare
altre diverse felicità
vivendo al passo
del tempo che se ne va
Qualcosa torna
a sciogliere e intaccare
iceberg e muri
ampiamente alzati
tra respiri e battiti
Parole innestate
di tormenti e amore
penetrano tra le piccole fessure
invadendo la mente
di fantasie abbandonate da tempo
Gocce dolci di miele
si sciolgono tra i sensi anestetizzati
scuotendoli come brezza delicata
tra i capelli liberi
Ma non c'è riflesso
negli occhi dell'anima altrui
per vedersi
perdendosi pienamente
Non sarà così
iceberg e muri
non cadranno
sgretolandosi ai sospiri
di un sogno platonico
a sciogliere e intaccare
iceberg e muri
ampiamente alzati
tra respiri e battiti
Parole innestate
di tormenti e amore
penetrano tra le piccole fessure
invadendo la mente
di fantasie abbandonate da tempo
Gocce dolci di miele
si sciolgono tra i sensi anestetizzati
scuotendoli come brezza delicata
tra i capelli liberi
Ma non c'è riflesso
negli occhi dell'anima altrui
per vedersi
perdendosi pienamente
Non sarà così
iceberg e muri
non cadranno
sgretolandosi ai sospiri
di un sogno platonico





