Li ho visti da vicino i sogni sfrangiati,
i miraggi slabbrati, le chimere illividite.
Mi sono passati accanto e non li ho afferrati.
Pur così violentati e laceri
sarebbero stati mete agognate, tesori insperati.
Mentre sfioravano i miei sensi ottusi, le voglie codarde,
le ripetute illusioni velleitarie,
ho percepito il soffio del loro passaggio,
colto il profumo della loro consistenza,
persino toccato il perimetro della loro essenza,
Ma mai li ho catturati né soggiogati,
tanto meno condotti al loro compimento.
Ora mi resta la realtà cinica e grigia di una vita precaria,
la cui unica proiezione è al minuto che questo segue.
i miraggi slabbrati, le chimere illividite.
Mi sono passati accanto e non li ho afferrati.
Pur così violentati e laceri
sarebbero stati mete agognate, tesori insperati.
Mentre sfioravano i miei sensi ottusi, le voglie codarde,
le ripetute illusioni velleitarie,
ho percepito il soffio del loro passaggio,
colto il profumo della loro consistenza,
persino toccato il perimetro della loro essenza,
Ma mai li ho catturati né soggiogati,
tanto meno condotti al loro compimento.
Ora mi resta la realtà cinica e grigia di una vita precaria,
la cui unica proiezione è al minuto che questo segue.
4 commenti
Guardarsi intorno,
scoprire con stupore e amarezza
un vuoto che annebbia la mente.
Auto che sfrecciano a tutto gas,
motorini scorrazzano qua e la'.
pedoni con passo affrettato inseguono
falsi miti di successo.
sguardi che si incrociano,
si intravedono non si fissano;
son volti neri carichi di diffidenza,
a volte predomina l'indifferenza
per i tesori che ognuno racchiude
per i drammi che lo affliggono.
Fantocci senz'anima,
smarrito hanno briciole di cuore
nelle fondamenta del malumore.
Con immutata foga si aggireranno
per i deserti dedali urbani
e saranno sempre soli,
senza cenni e parole,
colpevoli di avere spento
la fiaccola dell'amore.
scoprire con stupore e amarezza
un vuoto che annebbia la mente.
Auto che sfrecciano a tutto gas,
motorini scorrazzano qua e la'.
pedoni con passo affrettato inseguono
falsi miti di successo.
sguardi che si incrociano,
si intravedono non si fissano;
son volti neri carichi di diffidenza,
a volte predomina l'indifferenza
per i tesori che ognuno racchiude
per i drammi che lo affliggono.
Fantocci senz'anima,
smarrito hanno briciole di cuore
nelle fondamenta del malumore.
Con immutata foga si aggireranno
per i deserti dedali urbani
e saranno sempre soli,
senza cenni e parole,
colpevoli di avere spento
la fiaccola dell'amore.
Il tempo c’inghiotte
come un invisibile buco nero,
in cui prima o poi svanisce
anche il ricordo ultimo
della nostra esistenza.
Un infinitesimo barlume di noi
albergherà nel microscopico dna
dei nostri discendenti,
finché ne resterà almeno uno,
uno solo, l’ultimo.
alla continuazione della specie,
ci siamo, inesorabilmente,
estinti.
Estinti all’improvviso,
come accadono le cose definitive,
un insignificante mutamento,
un’infinitesima soluzione di continuità,
nell’immutabile corsa del tempo.
Nell’universo
non ci sarà neppure il vuoto
che vorremmo aver lasciato.
come un invisibile buco nero,
in cui prima o poi svanisce
anche il ricordo ultimo
della nostra esistenza.
Un infinitesimo barlume di noi
albergherà nel microscopico dna
dei nostri discendenti,
finché ne resterà almeno uno,
uno solo, l’ultimo.
Poi, si è stati
e non si è più.
Non più utili e non si è più.
alla continuazione della specie,
ci siamo, inesorabilmente,
estinti.
Estinti all’improvviso,
come accadono le cose definitive,
un insignificante mutamento,
un’infinitesima soluzione di continuità,
nell’immutabile corsa del tempo.
Nell’universo
non ci sarà neppure il vuoto
che vorremmo aver lasciato.
Ricco, perche' foriero di inventive,
geniale orchestratore,
vulcano di sentimenti sempre in eruzione;
ricco perche' doni i beni terreni
rimanendo comunque padrone;
ricco perche' usi i tuoi gioielli
con rettitudine e moderazione.
Per sempre sarai rimembrato ricco
quando le tue opere di fede, di carita',
non ostentate, ma silenti,
costituiranno
un imponente peculio celeste.
geniale orchestratore,
vulcano di sentimenti sempre in eruzione;
ricco perche' doni i beni terreni
rimanendo comunque padrone;
ricco perche' usi i tuoi gioielli
con rettitudine e moderazione.
Per sempre sarai rimembrato ricco
quando le tue opere di fede, di carita',
non ostentate, ma silenti,
costituiranno
un imponente peculio celeste.
Sono un sognatore
felice
e costruisco il mondo
a mia immagine
nella tristezza
d’annoiati silenzi,
tra rumori di pietre
e ilarità di feste.
La mia vita,
mezza luce
e mezza ombra,
fluisce limpida
tra forche e gole,
tra poggi e radure,
tra dolori e paure,
tra sogni e soprassalti.
Ed è gaia e allegra
come il viaggio
di una vecchia diligenza.
felice
e costruisco il mondo
a mia immagine
nella tristezza
d’annoiati silenzi,
tra rumori di pietre
e ilarità di feste.
La mia vita,
mezza luce
e mezza ombra,
fluisce limpida
tra forche e gole,
tra poggi e radure,
tra dolori e paure,
tra sogni e soprassalti.
Ed è gaia e allegra
come il viaggio
di una vecchia diligenza.
Gli anni s'inseguono, inarrestabili,
come le instancabili onde del mare,
e uno dopo l'altro si disfano
sulla sabbia invisibile del tempo.
Inseguo anch'io i miei ultimi anni,
che scivolano irridenti tra le dita,
e simili a gocce iridescenti di vita
si perdono nei solchi della terra.
Saranno preda delle insaziabili radici,
che nutrono d'atomi sapienti
i nuovi germogli.
Continueranno così a vivere
e a morire,
consumando indifferenti
l'effimera memoria
della mia breve esistenza.
come le instancabili onde del mare,
e uno dopo l'altro si disfano
sulla sabbia invisibile del tempo.
Inseguo anch'io i miei ultimi anni,
che scivolano irridenti tra le dita,
e simili a gocce iridescenti di vita
si perdono nei solchi della terra.
Saranno preda delle insaziabili radici,
che nutrono d'atomi sapienti
i nuovi germogli.
Continueranno così a vivere
e a morire,
consumando indifferenti
l'effimera memoria
della mia breve esistenza.
Cammino contando i miei passi
le mani socchiuse nelle tasche
e l'anima silenziosa
dove sono ancora impigliati
goccie di ricordi
e frammenti di emozioni
macchie sbiadite di istanti felici
rianimati per troppo tempo
senza realtà
Ho bisogno di areare
i pensieri e il cuore
di scrollare via
questa polvere di stelle
che ormai non illumina più
gli occhi e il cielo
di un nuovo vento di passione
da respirare
che dia anelito di puro amore
colori intensi ed emozioni
di una nuova voce
al canto dell'anima assopita
Ho voglia d'innamorarmi ancora
di sentir scorrere vita
in ogni fibra del corpo
di sospirare tra i battiti
di rinascere ancora
le mani socchiuse nelle tasche
e l'anima silenziosa
dove sono ancora impigliati
goccie di ricordi
e frammenti di emozioni
macchie sbiadite di istanti felici
rianimati per troppo tempo
senza realtà
Ho bisogno di areare
i pensieri e il cuore
di scrollare via
questa polvere di stelle
che ormai non illumina più
gli occhi e il cielo
di un nuovo vento di passione
da respirare
che dia anelito di puro amore
colori intensi ed emozioni
di una nuova voce
al canto dell'anima assopita
Ho voglia d'innamorarmi ancora
di sentir scorrere vita
in ogni fibra del corpo
di sospirare tra i battiti
di rinascere ancora
Ahi! Millennio
disprezzato ed offeso,
nato senza festa
già profanato e falso,
mostrando le rughe di un anno
che non t'apparteneva.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo.
Dentro di loro scava inesorabile il Nulla,
diventano di plastica anche i grandi ideali,
i profondi sentimenti e le emozioni vere;
vivranno chiusi in mondi virtuali
i cui echi binari sorvoleranno
pietrosi deserti, pozzanghere d'acque inquinate
e nere foreste incenerite.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo,
espressione massima del vuoto spirituale che avanza.
Come già le pianure rigogliose ed i boschi
brulicanti di vita,
anche i loro cuori e la mente si fanno ormai deserto,
nell'ossessiva rincorsa a valori fittizi
ed ingannevoli.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo.
Il quarto millennio,
disgustato ed insofferente,
non li vorrà conoscere:
scompariranno prima, dal proscenio.
N.B. Per motivi misteriosi l'avvento del millennio fu festeggiato il 1/1/2000 e non il 1/1/2001
disprezzato ed offeso,
nato senza festa
già profanato e falso,
mostrando le rughe di un anno
che non t'apparteneva.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo.
Dentro di loro scava inesorabile il Nulla,
diventano di plastica anche i grandi ideali,
i profondi sentimenti e le emozioni vere;
vivranno chiusi in mondi virtuali
i cui echi binari sorvoleranno
pietrosi deserti, pozzanghere d'acque inquinate
e nere foreste incenerite.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo,
espressione massima del vuoto spirituale che avanza.
Come già le pianure rigogliose ed i boschi
brulicanti di vita,
anche i loro cuori e la mente si fanno ormai deserto,
nell'ossessiva rincorsa a valori fittizi
ed ingannevoli.
Pagheranno gli uomini la loro ingiuria al tempo.
Il quarto millennio,
disgustato ed insofferente,
non li vorrà conoscere:
scompariranno prima, dal proscenio.
N.B. Per motivi misteriosi l'avvento del millennio fu festeggiato il 1/1/2000 e non il 1/1/2001
Essere ciò che si è
nello spirito, nella mente
riconoscerci osservandosi
in un immaginario specchio
che è l'insieme degli agiti, dei sentimenti
dell'energia di cui ognuno di noi
è dotato
Il grembo materno in cui nascere
fecondato da chi padre per noi sarà
è una scelta fatta da noi
in tempo ancestrale
in una dimensione particolare
dalla quale l'anima del figlio
sceglie i genitori
Sa che riceverà amore
un abbraccio caldo come il sole
il latte che dalla fonte materna
vita gli darà …
la morale di un padre attento
innamorato di quell'esserino
che uomo o donna diverranno
Arriverà il momento
di riconoscere la luce guida
a noi legata
fare le scelte poste di fronte
similari a grotte ed al bivio
prendere la strada che porta alla luce
Rinnegare il buio
amando noi stessi in primis
cosi potremo amare di più
il prossimo vicino o lontano sia,
non esiste distanza per l'amore
per la forza da condividere
una stretta di mano si sente
anche in lontananza
Più cuori che battono all'unisono
creano un canto che giunge
fino al cielo ….

nello spirito, nella mente
riconoscerci osservandosi
in un immaginario specchio
che è l'insieme degli agiti, dei sentimenti
dell'energia di cui ognuno di noi
è dotato
Il grembo materno in cui nascere
fecondato da chi padre per noi sarà
è una scelta fatta da noi
in tempo ancestrale
in una dimensione particolare
dalla quale l'anima del figlio
sceglie i genitori
Sa che riceverà amore
un abbraccio caldo come il sole
il latte che dalla fonte materna
vita gli darà …
la morale di un padre attento
innamorato di quell'esserino
che uomo o donna diverranno
Arriverà il momento
di riconoscere la luce guida
a noi legata
fare le scelte poste di fronte
similari a grotte ed al bivio
prendere la strada che porta alla luce
Rinnegare il buio
amando noi stessi in primis
cosi potremo amare di più
il prossimo vicino o lontano sia,
non esiste distanza per l'amore
per la forza da condividere
una stretta di mano si sente
anche in lontananza
Più cuori che battono all'unisono
creano un canto che giunge
fino al cielo ….
Sul colle, seduto all'ombra dei pini,
mi rilasso ad occhi serrati.
E mi raggiunge la freschezza del mare vicino.
D'incanto mi ritrovo sulla riva rocciosa,
a guardare i pescatori dalla pelle di pergamena
che giocano crudeli con i pesci,
nell'ordito arabescato della spuma che schiocca
sugli scogli semisommersi.
Roccia e sale, e l'odore dei pesci lucenti
che si contorcono nelle sacche a rete.
Il ronzio dell'ape che mi fissa a mezz'aria
mi ridesta dal miraggio marino
e passo dall'azzurro al verde del prato,
dove la coccinella che passa lenta ripropone
la sua veste a macchie nere su sfondo rosso.
L'ape benignamente s'invola zigzagando
e mentre m'incammino verso casa
mi chiedo dove saremmo, i colori, i pescatori,
i pesci, l'ape, la coccinella ed io,
se non fosse apparso, come per magia,
appena scoccata la primordiale scintilla,
il fantasmagorico bosone di Higgs.
mi rilasso ad occhi serrati.
E mi raggiunge la freschezza del mare vicino.
D'incanto mi ritrovo sulla riva rocciosa,
a guardare i pescatori dalla pelle di pergamena
che giocano crudeli con i pesci,
nell'ordito arabescato della spuma che schiocca
sugli scogli semisommersi.
Roccia e sale, e l'odore dei pesci lucenti
che si contorcono nelle sacche a rete.
Il ronzio dell'ape che mi fissa a mezz'aria
mi ridesta dal miraggio marino
e passo dall'azzurro al verde del prato,
dove la coccinella che passa lenta ripropone
la sua veste a macchie nere su sfondo rosso.
L'ape benignamente s'invola zigzagando
e mentre m'incammino verso casa
mi chiedo dove saremmo, i colori, i pescatori,
i pesci, l'ape, la coccinella ed io,
se non fosse apparso, come per magia,
appena scoccata la primordiale scintilla,
il fantasmagorico bosone di Higgs.
Il mare all’orizzonte li vedeva
arrivare dal deserto sconfinato
sudati con lo sguardo desolato
in cerca di fortuna li attendeva
in spiagge colorate dall’oriente
di mille e una notte nei pensieri
che poi sono tristi desideri
di chi ha poco nulla o quasi niente;
attratti dal profumo di quel mare
che parla di speranza e libertà
s’imbarcano persone di ogni età
cercando un’altra vita da sognare:
ma i flutti della notte sono neri
terribili agitati e senza scampo
e il tuono che fa seguito a quel lampo
infrange tutti i loro desideri,
affondano gridando disperati
guardando scomparire i piccolini
e piangono la sorte dei bambini
che muoiono dal giorno che son nati.
arrivare dal deserto sconfinato
sudati con lo sguardo desolato
in cerca di fortuna li attendeva
in spiagge colorate dall’oriente
di mille e una notte nei pensieri
che poi sono tristi desideri
di chi ha poco nulla o quasi niente;
attratti dal profumo di quel mare
che parla di speranza e libertà
s’imbarcano persone di ogni età
cercando un’altra vita da sognare:
ma i flutti della notte sono neri
terribili agitati e senza scampo
e il tuono che fa seguito a quel lampo
infrange tutti i loro desideri,
affondano gridando disperati
guardando scomparire i piccolini
e piangono la sorte dei bambini
che muoiono dal giorno che son nati.
La gioia entra in casa
dalla finestra dell’osservazione
e diffonde riverberi di consolazione
attraverso la porta del pensiero.
Figure ieratiche
d’ignote gerarchie
s’allineano nei corridoi
del misticismo.
Con un sorriso
tenue e deliziato
gioco a nascondino
con la mia coscienza.
E nel silenzio
scolpisco futili sogni
componendo e
ricomponendo l’universo.
Tra eriche e rosmarini
intreccio ghirlande
nelle penombre
della mia caverna.
Nel torpore ascetico
d’incredula notte
ignoro la vita,
affogando i pensieri assurdi
nell’incanto della fantasia.
E nel silenzio
mescolo i colori dell’autunno
sulle incrostazioni esistenziali.
dalla finestra dell’osservazione
e diffonde riverberi di consolazione
attraverso la porta del pensiero.
Figure ieratiche
d’ignote gerarchie
s’allineano nei corridoi
del misticismo.
Con un sorriso
tenue e deliziato
gioco a nascondino
con la mia coscienza.
E nel silenzio
scolpisco futili sogni
componendo e
ricomponendo l’universo.
Tra eriche e rosmarini
intreccio ghirlande
nelle penombre
della mia caverna.
Nel torpore ascetico
d’incredula notte
ignoro la vita,
affogando i pensieri assurdi
nell’incanto della fantasia.
E nel silenzio
mescolo i colori dell’autunno
sulle incrostazioni esistenziali.
Lungo le scogliere dell’anima
muove la risacca dell’orgoglio
e s’infrange in insenatura
di sabbia fine.
Nei boschi della coscienza
s’incunea il vento della ribellione
e strapazza assurde audacie
intrise di falsi miti di libertà.
S’addensa l’ombra del desiderio
nelle radure del cuore
fra virgulti di felicità
e il giallo delle ginestre.
muove la risacca dell’orgoglio
e s’infrange in insenatura
di sabbia fine.
Nei boschi della coscienza
s’incunea il vento della ribellione
e strapazza assurde audacie
intrise di falsi miti di libertà.
S’addensa l’ombra del desiderio
nelle radure del cuore
fra virgulti di felicità
e il giallo delle ginestre.





