Mi sento privo di parole
In un mondo di persone vuote
L'unica certezza è che la sera dormirò
E il dolore morirà con il mio corpo
Immobile
Fuori dalla realtà
Occhi persi, a guardar passanti
Prendersi per mano
Sospiri, per chi raccoglie un fiore
Senza pensare al dolore
Avere un amore e combattere per non
Soffrire
Baciarlo, evitando di soffocare
Tu, che mi ami, ascoltami se ti dico
Che questo non sono io
Ma un malato, inferocito
Lasciato allo sbando della sua mente
In preda al delirio dell'insuccesso
Prendersi per mano
Sospiri, per chi raccoglie un fiore
Senza pensare al dolore
Avere un amore e combattere per non
Soffrire
Baciarlo, evitando di soffocare
Tu, che mi ami, ascoltami se ti dico
Che questo non sono io
Ma un malato, inferocito
Lasciato allo sbando della sua mente
In preda al delirio dell'insuccesso
6 commenti
Brucia la pelle questo sole macedone,
e le bianche spiagge bagnano
gli occhi delle donne.
Amichevoli sguardi,
bocche ridenti
mani sporche dei vostri colori
e scherzi di rosso e viola
sulle tele.
Fremono
sotto bianche vele
e ti aspettano
odorose
in queste calde sere.
I cocktail,
sorseggiati
tra un discorso e l’altro
li a kalamaria,
o sul lungomare di piazza Aristotelou,
dove
dolci, amichevoli mani,
ti sfiorano lievi,
e le frasi, sempre più
languide e calde.
affogano in mille acquarelli.
I tuoi sensi, e mille bocche
e mille mani,
e seni, e visi
e sessi,
non c’e di me neanche il ricordo.
e le bianche spiagge bagnano
gli occhi delle donne.
Amichevoli sguardi,
bocche ridenti
mani sporche dei vostri colori
e scherzi di rosso e viola
sulle tele.
Fremono
sotto bianche vele
e ti aspettano
odorose
in queste calde sere.
I cocktail,
sorseggiati
tra un discorso e l’altro
li a kalamaria,
o sul lungomare di piazza Aristotelou,
dove
dolci, amichevoli mani,
ti sfiorano lievi,
e le frasi, sempre più
languide e calde.
affogano in mille acquarelli.
I tuoi sensi, e mille bocche
e mille mani,
e seni, e visi
e sessi,
non c’e di me neanche il ricordo.
Ci consumiamo poco a poco…
come nuvole cariche di pioggia
offriamo goccia a goccia noi stessi
chiedendo in cambio pezzi di cuore.
Collezioniamo fotografie di attimi
rischiando di non viverli davvero
e quando poi, miracolosamente doniamo vita,
impacciati passiamo il testimone.
E’ una malinconia latente,
che aggiunge anni agli anni,
un vivere a metà il doppio dei giorni
con la paura di perderli e non ritrovarli.
Ci consumiamo poco a poco…
scrutandoci di profilo allo specchio
allo spegnersi e accendersi di fiammelle
che sincrone ci sussurrano… “eppure in fondo vivete”.
come nuvole cariche di pioggia
offriamo goccia a goccia noi stessi
chiedendo in cambio pezzi di cuore.
Collezioniamo fotografie di attimi
rischiando di non viverli davvero
e quando poi, miracolosamente doniamo vita,
impacciati passiamo il testimone.
E’ una malinconia latente,
che aggiunge anni agli anni,
un vivere a metà il doppio dei giorni
con la paura di perderli e non ritrovarli.
Ci consumiamo poco a poco…
scrutandoci di profilo allo specchio
allo spegnersi e accendersi di fiammelle
che sincrone ci sussurrano… “eppure in fondo vivete”.
Il tuo cellulare suona
continuamente,
la vita
ti cerca continuamente
la tua paura di morire
solo
ti fa mordere la mela in ogni sua parte,
hai assaggiato ogni possibile gusto
forse assaporando
mai fino in fondo.
E ancora succhi e mordi freneticamente,
e ancora bevi, ma la tua gola è asciutta e graffia e duole
e niente ti soddisfa,
MAI.
continuamente,
la vita
ti cerca continuamente
la tua paura di morire
solo
ti fa mordere la mela in ogni sua parte,
hai assaggiato ogni possibile gusto
forse assaporando
mai fino in fondo.
E ancora succhi e mordi freneticamente,
e ancora bevi, ma la tua gola è asciutta e graffia e duole
e niente ti soddisfa,
MAI.
La meraviglia dell'alba;
L'apertura di un sipario;
Il proiettore fascio di immagini che costruisce un film.
La luce è sempre preceduta da un attimo di buio;
Tu buio sei solo mancanza di luce;
Nei tuoi attimi devo solo coltivare la speranza.
Nulla è impossibile
Lo spettacolo sta arrivando!

Ce lo siamo giurati, niente baci,
solo sguardi a distanza e desideri dormienti;
niente pergolati, niente incontri.
Al chiaro di luna, solo notti insonni
con la ginnastica nel cuore, corpi
intrecciati con le lenzuola rosse
di vergogna e senza forti scosse.
Va bene l’abbuffata di cioccolato fondente
al limone con scaglie di zenzero
senza orgasmi con delirio inconcludente.
Ottimo il sapore di creme caramel
sul palato e la lingua come bicchiere
in cui versare perle e gocce di sudore.
Ce lo siamo detti,niente monosillabi,
per i bisillabi autorizzazione dal portale
dei poeti in calzamaglia, niente sacerdoti.
Il matrimonino è uno solo
e non autorizza divagazioni,nessun altro lenzuolo,
il sindaco poi, ha l’ulcera da prigione,
il suo vice è un coglione e mezzo.
Nessuno può officiare il rito in latino,
per l’ebraico si può trattare
per l’ebraico si può trattare
e per la lingua di Dante c’è il benestare
scritto dell’Associazione della Crusca,
ma la cellulite non si elimina senza pagare.
Ce lo siamo promessi, sarà l’ultima volta
che ci agitiamo, con l’artrite e la cataratta,
la cervicale e l’incontinenza non si scherza.
Se sommiamo gli anni, il secolo è andato
ci toccherà far l’amore col defribillatore
ai piedi del letto e con l’infermiera guardona
a far cenno di andar piano con la mano per timore
di doversi trovare un altro sordido impiego.
Le storie avvincenti sono solo per chi è
senza posto fisso; al massimo si può
pensare a 69 corsi di lingue efficaci,
e innovative, magari gratis,
e un numero di tel. senza prefisso.
Potrebbe andare bene anche la rivista Glamour
per leggere di nuove generazioni
di trattamenti anti-imperfezione
per trasformare la pelle e l’emozione
Tanto alla fine ce le daremo ancora di santa ragione.


Un frammento che si spezza
mischiandosi all’ignoto
fior di loto e ruvida carezza
viaggi ai confini della luce
e ritorni su sentieri perduti
ci guardiamo, sangue e rifiuti
ci respiriamo croce e voce
si vede tutto da quest’altezza
e come in una vecchia foto
cadiamo lungo la rotta della tenerezza.
Altra cosa è sentire il sapore
della vita che prende la mano
per portarti laddove il respiro
della notte è un lievissimo suono.
Altra cosa è sentire l'amore
di un sorriso, uno sguardo sincero,
un musetto gioioso, il chiarore
delle stelle che scalzano il nero.
E racconta il profumo del cielo
quando tende a velare il paesaggio
con un soffio di nebbia e sei solo
con te stesso e sei solo il tuo viaggio.
Ed allacci i pensieri, i respiri
a una pietra, una nuvola, un ramo,
un ricamo di fiori, il profumo
d'altri tempi dai freschi sapori.
Poi guardare con nuovo stupore
tutto intorno e restarne sorpresa...
ogni cosa è un'impronta nel mare
della vita... è un'immensa distesa.
della vita che prende la mano
per portarti laddove il respiro
della notte è un lievissimo suono.
Altra cosa è sentire l'amore
di un sorriso, uno sguardo sincero,
un musetto gioioso, il chiarore
delle stelle che scalzano il nero.
E racconta il profumo del cielo
quando tende a velare il paesaggio
con un soffio di nebbia e sei solo
con te stesso e sei solo il tuo viaggio.
Ed allacci i pensieri, i respiri
a una pietra, una nuvola, un ramo,
un ricamo di fiori, il profumo
d'altri tempi dai freschi sapori.
Poi guardare con nuovo stupore
tutto intorno e restarne sorpresa...
ogni cosa è un'impronta nel mare
della vita... è un'immensa distesa.
![viaggiando[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/viaggiando1_ee71c.jpg)
Non è finito il mio peregrinare...
ho sempre valige da riempire
e da svuotare, ostelli da abitare.
Stanze squallide e disadorne
m'accolgono con le brezze dell'ovest
che la notte la luna non riesce a rischiarare.
I miei giorni
non hanno mai fiori d'annaffiare.
Vivo da nomade,
lontani i giorni stabili e stanziali
quasi da non percepirne il sentore,
solo un vecchio organetto
col suo suono familiare
mi riporta ogni tanto
al mio vero essere reale.
Mi chiedo quale sarà il porto
del mio perenne mare
in cui potrò finalmente
ormeggiare la mia nave?
Come maiali sulle ghiande
le scimmie bipedi ingurgitano falsa ricchezza
e con nasi imbrattati da nauseanti profumi
più non percepiscono l’odore delle piaghe.
Piaghe di un bambino che poco più in là muore,
occhi neri di un viso scheletrico
impartiscono lezioni di dignità
ai figli di un dio che non toglie la sete,
dignità di un infinito denutrito
che mai diventerà adulto.
Un bambino muore e lo fa in silenzio
senza infrangere il frastuono degli orologi costosi.
Ipocrite assemblee in frac e tavole imbandite
coprono poi le colpe come un giro in confessionale.
Intanto occhi neri giudicano…
Che prezzo ha la fame di un bambino?
Servirebbe una danza,
invocare venti forti,
tonalità nuove,
un disegno in lontananza.
Illusioni audaci, elettriche,
e sguardi incorniciati, molto flou.
Forse, linee più spesse
ombreggiature più brillanti,
labbra sensuali e dominanti
con parole glossy
e abbracci a tutti i costi.
Cantare ingenuità…
forse un giro giro tondo:
che restituisca anima al mondo.
… Si spalma di calma l’aria
poi tace, ma a goderla solo il mare,
disteso come un Ercole a riposo.
… Il silenzio indossa vibrati d’ali e,
sulla scogliera, sfilano danze
di becchi stridenti.
… Il giorno è sempre un dono,
porto da timide braccia di sole,
sveglierà l’affanno,
la delusione delle speranze,
perché i dolori del mondo
non dormono mai oppure
hanno sonno breve.
… I resti della notte,
portati via da una ramazza,
il profumo di fresia e il salmastro,
la brezza e l’odore di pace,
tutto arriva a conforto dell’anima.
… E questo mare ancora dorme,
alle carezze leggere di remi
che sperano.
… E il mio silenzio, ora, si fa voce
“Dove sono i pensieri tempestosi,
le ansie che assalgono? ”
… Oh, se tutte le ore portassero
questa pace…
poi tace, ma a goderla solo il mare,
disteso come un Ercole a riposo.
… Il silenzio indossa vibrati d’ali e,
sulla scogliera, sfilano danze
di becchi stridenti.
… Il giorno è sempre un dono,
porto da timide braccia di sole,
sveglierà l’affanno,
la delusione delle speranze,
perché i dolori del mondo
non dormono mai oppure
hanno sonno breve.
… I resti della notte,
portati via da una ramazza,
il profumo di fresia e il salmastro,
la brezza e l’odore di pace,
tutto arriva a conforto dell’anima.
… E questo mare ancora dorme,
alle carezze leggere di remi
che sperano.
… E il mio silenzio, ora, si fa voce
“Dove sono i pensieri tempestosi,
le ansie che assalgono? ”
… Oh, se tutte le ore portassero
questa pace…
Amo della calda stagione
la nudità seducente,
abbinata alle acconciature delle mente;
le tonalità vibranti, calde, ferine,
le trasparenze simile al diamante.
Quel tocco animalier
per vestire il cuore,
di un look grintoso ,
maculato, lussurioso.
La preziosità degli incarnati
dai sentimenti ambrati,
dai sentimenti ambrati,
di minerali riscaldati,
di carezze a sogni mescolate.
E amo le texture nuove,
ammalianti,
ammalianti,
le bocche rosse d’amarene
del vino dell’olimpo
del mare avventuroso di ogni tempo.









