Piccolo qudro grigio con qualche albero che danza al ritmo del vento.
Si puo vivere passando da un quadro ad un altro;
affacciandosi su più finestre senza tante domande semplicemente guardando.
Non così con Te, Sei risorto e tutto cambia.
La Tua non è più una semplice storia;
La Tua diventa una strada con eterna prospettiva.
Così regali futuro al cielo grigio di oggi;
Dai movimento ad ogni quadro ad ogni finestra.
Ci regali la certezza del domani.
son così pochi i pensieri rivolti a te
che non una mia mano ti sfiora di già….
… No, non è sbagliato il momento,
è che la mente è troppo distratta,
ci sono occhi ammiccanti,
sorrisi impertinenti che giocano
sulla mia attenzione,
sulla consapevolezza
di questa nuova realtà…
… Non è indifferenza,
non è mancato amore,
perché, nonostante, io aspetto,
aspetto te che già sei parte di me….
… Perché sei lì da un bel po’,
è vero, in silenzio perchè
è tutto ciò che puoi, per ora
ma, in fondo, io ti stringo già sul cuore…
e la nausea improvvisa,
senza mai riuscire a tenerla fuori
roccia e cellula
Quante stragi d’innocenti
Per mano di delinquenti,
Manovrati da perdigiorno
Che si guardano intorno
E dall’alto degli scranni,
Mugugnano sui danni
Senza cercare soluzioni
Per tante ovvie ragioni.
Per atrocità e per fame.
In questo modo infame,
La gente intanto muore
Senza dignità né onore.
Il dio denaro assassino
Decide l’altrui destino
E schiaccia come vermi
Gli esseri umani inermi.
È un delitto immane
Vendere a un infame
Una povera bambina
Per ignoranza e povertà,
È abietta quella società
Che in un modo atroce,
Danna chi non ha voce
A quell’indegna tortura.
Un’innocente creatura
Sopraffatta dall’ orrore
Molto spesso muore,
E si libera con la morte
Da quell’orribile sorte.
Non esiste coscienza
E non c’è differenza
Tra uomini e animali,
Che ormai sono uguali.
nei sensi di colpa, nei se e nei ma.
L’amaro non si scioglie, resta,
nella bocca che è muta di ogni parola
come il cuore che non sa dire più d’amore.
Forse l’ha dimenticato perché il cammino
era fragile, le orme incerte
su una spiaggia umida di sale.
L’onda è funesta e cieca, si sa,
non osa riguardo e la pazzia
è funambola, gioca forte…
… E noi, funamboli, fummo pazzi,
tu lo fosti, ignorasti stanchezza e vuoti
e tutto si sparse nel vento.
… Mi riprendo le parole del cuore
ed un battito quasi nuovo,
in un soffio caldo e sincero,
che porta il nome “serenità”.
E non è fragile, come il cristallo,
ma forte come l’amore stesso
che lo alimenta.
…Ora, faccio pace con me,
non mi ammalo di solitudine,
solo di qualche ricordo….
e opinioni contrastanti,
sicuri di afferrare i vitali istanti.
d'ombreggiature metalliche,
dentro la sua ombra
rinfacciando candore
Tonalità che sappiano d'essenziale.
smodatamente agghindato,
appare
il tuo sapere,
annichilisce al suo cospetto il piccolo intelletto,
e farfuglia
povero incompetente, frasi confuse.
Sconosciute risuonano le tue parole,
sei il sole che arde il piccolo aerolite,
la tua dottrina ne sbriciola il talento,
annaspa e affonda
e allunga la sua mano,
in cerca di un appiglio
che so’, magari un concetto
una nozione
che lo avvicini a te,
ma e’ un astrazione,
e incauto sprofonda
inghiottito nel tuo universo dotto
non sogna ormai da tempo,
vivido è sempre il giorno
e acceca ogni ricordo.
Ascolta,
sorride, e ride, un ghigno
a labbra strette
in un abbraccio senza fine,
ascolta mentre ti parla
e piano ti accarezza.
Risacca di giorni passati
riflessi in uno spicchio di luna.
Metallico cuore
lingua di gelido ghiaccio
seni infecondi,
non ride ne piange,
i tuoi sogni
venduti
in uno squallido banco dei pegni.
e un tuffo in un fucsia pop.
un nuovo stile.

E non capisco il senso della sfida, ibrida è l’emozione
autentica sino alle appendici superiori del cuore
poi s’ingrotta per riapparire in superficie
al termine di un’elaborazione complessa.
Come morta o ripiegata su sé stessa
è la sfida persa, la battaglia rimossa
l’errore ripetuto come in catalessi.
Eppure sembriamo gli stessi, paradossi
viventi tra i solchi della terra smossa
le braccia in cordata e la lingua morsa
dalla paura. Tutti hanno cantato alla messa
il deputato, l’operaio, la casalinga con le guance
rosse, il giudice pentito, lo scolaro tricolore
la donna che piange e il prete che fa lezione.
Nessuno però ha confessato, gli sbagli, gli scarti
le parole stonate, i volti scordati, il fiele
immesso nel sangue degli altri, le stalle
abitate ogni giorno e le grotte per nascondersi
dal giudizio comune. E poi arriva per tutti
il giorno dei bilanci, la scossa che tutto cambia
il clima da ultima spiaggia, le spine nella pelle
e i brividi nella schiena, la notte è senza stelle
e lontano schiuma il mare, senti la gabbia
ti scordi ogni cosa, nuoti e scappi dai flutti
e respiri il profumo delle onde. Persi
smarriti sino a quando non si trovi una valle
tra i fili astratti dei pensieri o del miele
di una bocca antica che dica di amarti.
la ristrutturazione multilevel del cuore,





