Quando
(Un qualcosa che indica il tempo)
Quando il sole..
Quando le stelle..
Quando tu..
Un melenso canto
Riempie il cranio di miele
Mi annoia dopotutto
Le api scaricano il loro ronzio arso nelle mie orecchie
Sono le marmitte della natura, meno fumo più stridore
Quando
(Un qualcosa cinto da una cortina rancida)
Penso ai vecchi, al loro bastone
Combriccole
Sbiaditi stampi gettati in un bidone
All'angolo tra una strada e l'altra
I gatti e il loro dannato pelo gli fanno da compagnia
Vedette sospinte da un istinto
Quando
(Ennesimo spiraglio di ricordo)
Si spegne il sole
Un altro balzo, un tuffo nel buio, tutto sembra compiuto
Ma poi arriva la Notte (ancora un luogo comune)
E i deliri
Le spanne che mi separano da ciò che cerco
Un tesoro riscattato
Spento, risoluto, aspettato
Spento, risoluto, aspettato
La necessità spinge a rielaborare la disperazione
Quando, quando
(Atto finale, rivelazione di Fideli, pipistrelli, cieli nebulosi)
È uno strano fascino
Quello dell'occhio lancinante della Matrona lattea
Cristo che bella la mia vita
Si perde in purezza e inerzia
Si perde in purezza e inerzia
La mattina-miraggio
Ricrea luce
E poi veloce, rapido, scheggia la forca fa testimone
Del suo meccanismo infante
Questo terrazzo bagnato è una bella atmosfera
Postilla temporalmente sbagliata
(Vi giuro che è la prima e l'ultima)
Dove sei amore mio?
Dove sei amore mio?
Dove sei? Con le tue labbra, le tue mani
Ma meglio
Dimmi quando
Ma questa è un altra storia
Non spetta a me raccontarla
Dovere di poeta
Io, umile fabbro mi congedo