di ogni giorno e di tutta la vita.
A te sempre disturbo ti dava
quando in casa la voce su alzava,
infatti tu gemevi
perchè calma tu volevi.
Tante coccole io ti ho dato
perché sempre io ti ho amato,
miao miao ogni volta tu facevi
perché solo carezze da me volevi.
Soltanto un ricordo ormai
per me tu sei diventata,
bellissima e dolcissima tu eri.
Il tuo ron ron mai più sentirò
cara mia gatta Gelsomina.
candidamente e delicatamente si posa.
Tutto riposa sotto la sua coltre bianca
anche la città, quasi come fosse stanca.
Nevica il cielo dalle sue nubi chiare,
di milioni di fiocchi, sembrano danzare.
Si addormenta la natura,
e dorme, lontana dall' estiva calura.
Stormiscono di un rosso intenso
le foglie al vento.
Fremono tremanti all'algido soffio,e lievi, lentamente cadono.
Un brusio sommesso
di un giallo caldo sospira
piano di ramo in ramo.
È inverno dicono,
mentre in un sibilo bianco, il vento le scompiglia piano.
È inverno, è inverno...
Muggisce il vento
E stringono le foglie i rami
in un rosso abbraccio
per non lasciarle andare.
voliamo ogni giorno
intorno al tempo:
stropicciati dal vento,
sorretti dalla vita...
planiamo.
Talvolta, abbattuti
dalle avversità cadiamo.
Quando siamo felici,
voliamo in alto
e arriviamo
fino al settimo cielo.
Alla sera ci adagiamo
stanchi su morbide
nuvole bianche...
per poi tornare
a volare l'indomani...
al risveglio del sole.
Finché si potrà.
Finché la grandine
non ci abbatterà.
Finché il vento
ci sorreggerà...
voliamo:
spinti da una
suprema mano,
sfrecciamo nei cieli.
Siamo fogli scritti
con le piume degli angeli,
immersi nei colorati
pastelli della vita.
Siamo fogli bianchi,
neri, di svariate tinte.
Spesso stropicciati,
dal tempo ingialliamo
come fiori appassiti.
Come alati aeroplani,
planiamo nel tempo:
finché si potrà,
fino a quando...
dalla clessidra della vita,
non sarà sceso
l'ultimo granellino
di sabbia.
Fa capolino da dietro un costone
irradia lucente con forza smagliante
la luce costante che rischiara il cammino.
La fronda selvatica muta colore
in quell’incanto dipinto dal sole;
ecco d’un tratto mutare sembianza
l’ombra serena suona la danza.
Il fiato si scioglie, la gamba or sciolta
nel sentiero marcato inizia la corsa,
d’un tratto si ferma, consente la vista
della vetta lontana che è la conquista.
Al guado, un masso un po’ traballante
scivola il piede nel ruscello smagliante,
niente paura, è il gioco d’azzardo
di questa avventura.
Ora cambia sembianza,
la roccia prevale,
si conquista la vetta
con tanto sudare.
Il riflesso del sole,
il frusciare delle foglie.
Colgo, l'alba
con la sua luce
e, il sorriso
che nell'altro riluce.
Colgo,
questa atmosfera autunnale
nel verde del bosco
che ben conosco.
Colgo, il verde
che mi sorprende.
Il giallo che si accende.
Il rosso che mi fa ricordare.
Il colore del mare
che in ogni stagione
fa innamorare.
M’intristiva quel fiore
che mesto appassiva
senza un segno di vita.
Quel fiore
che con orgoglio gentile
ritto sul gambo stava
e, nutrito dal sole
che lo riscaldava,lo colsi
per farlo rifiorire nel cuore,
stringendolo al petto
con paterno affetto.
Un lamento dalla sua
alla mia radice
impone alla mia
pietà gentile
di non strapparlo più
con prepotente affetto.
Un giorno
di tanti anni fa
c'era la neve
e l'estati eran
leggere...
Ora il rivo soffoca
e le pianti urlano
a noi - gente -
quell'arcana
compassione:
che genera
partecipazione.
La siccità
ci fa piangere
come comune cordoglio
ci fa uniti.
Come potremo
ignorare il pasto
rubato al fratello
o l'acqua
che al sorella
aità....
Come? come
ci siamo finiti così?
Per avidità o peccato?
E' senz'altro Lunedì...
del mondo su di me,
e quanto fa male sostenerlo.
Ma poi cerco sollievo,
tra un soffio di vento e
un stormire d'uccello e
tutto diventa più leggero.
Tra gli alberi mi rifugio,
e ascolto le loro voci
che parlano sottovoce,
respiro i profumi pungenti
di resina e muschio
e rinasco.
Sono terra che cerca la terra,
sono radice che penetra
le carni e si nutre.
Vibro di frulli d'ali, canti
e richiami.
Sono madre, e tutti i miei figli
mi hanno lasciata sola,
ad affrontare gli uragani.
dell'immensurabile liquido
dove il sole astrale
in superficie
ilare si riflette,
le creature marine placide
volteggiano in sinfonia
in un mondo intricato
e affascinante
sconfinando con le pinne
in eleganti dichiarazioni
di abili cacciatori,
sfoggiando la loro bellezza!
Immergiti
nella profondità del mare
e scoprirai un universo
di colorate meraviglie
dove le stelle marine
adornano il fondale,
come sottili gioielli scintillanti.
Coralli artigianali
si ergono maestosi
formando l'habitat
per molte specie,
le loro ramificazioni
intricatamente intrecciate
sono un mosaico
di colori e fantasie.
Le alghe fluttuanti,
come lunghe vesti di seta,
s'ondulano al ritmo
della marea,
le loro sfumature
di verde smeraldo e blu profondo
risplendono
con una bellezza senza fine!
Oh quelle creature
strane e affascinanti
popolano le azzurre acque,
come i cavallucci marini
con il loro
movimento sinuoso,
e le meduse che fluttuano
come ombre eleganti
i loro tentacoli danzano
con grazia nella corrente,
per poi nascondersi
tra gli anfratti delle rocce.
Gli astri marini
aprono i loro raggi di luce,
come fiori sotto il sole
si schiudono al mondo,
con colori vivaci
e innumerevoli dettagli!
In questo regno acquatico
di vita e meraviglia,
il valore della biodiversità
si rivela strabiliante
agli occhi di noi uomini,
e la fragilità di questo ecosistema straordinario
ci ricorda l'importanza
di proteggere e preservare
in ogni sfumatura del tempo
questo prezioso
patrimonio marino
dalla sinistra mano maldestra
di chi vuol infettare
le sue viscere.
Lasciati trasportare
dal suo antico sapore
e troverai paradiso di casa
per il tuo altrove.
risplendi argentea nel cielo d'estate,
tenendomi compagnia nelle lunghe nottate.
Uno sguardo rivolto a te,
è un tuffo nell'eternità.
Te che sei imperitura,
e che governi anche la natura.
Satellite della nostra esistenza,
fin dai tempi antichi
a te si rivolsero gli occhi di un'umanità smarrita.
Guardo a te come avrà fatto qualche mio avo,
a te sospiro,
pensando come anche Nostro Signore
un giorno lontano, a te lanciò un acuto di dolore, invano.
Ma tu ferma e impassibile non ti scomponi,
nel tuo ciclo eterno
ti disfi e ricomponi,
nei secoli passati e in quelli avvenire,
custode dei segreti della gente,
confidente dei dolori e dei misteri di ognuno
che in te rifugia, lontano dai trambusti del giorno,
che a te guarda, isolandosi da ciò che sta intorno.
Nelle arpe e tra i cordami delle coste
Nella terra le dita delle spore saline
Una folla orchestrale
Dolce suono, amara musica
Dei tritoni e i leviatani
Quanto mi manchi
Per dedicarti i miei mali






