
E la vita continua
nello scrosciare
dell'onde fra gli scogli,
sferzanti code
di fruste sui sassi.
Ed io qui, nei flutti...
Continua tra le foglie,
dove il vento si ritrova
e finalmente si accarezza,
dolce e placido.
Ed io, in perpetuo, lo respiro...
Continua
dove nascono le nuvole,
sopra le tue spalle
già volte
a commiato
dei miei desideri,
come un velo
portato in cielo
a ricamare
la mia vita.
Si è steso
sulla fredda
terra bruna...
Togli il mio respiro, è l’ora.
Da tempo non mi sento viva, ormai da tanto,
non ho trovato in questo mondo dimora.
Nuda e triste davanti a te
In mano ho solo un cuore infranto.
È dall’inizio del tutto che cominciò questa partita.
Sono stanca, ho perso, cancella il mio nome – Speranza.
Senza identità tra la folla mi nasconderò – è finita.
Sono tanto sola, nessuno sentirà la mia mancanza
Nascondi anche il colore dei miei occhi verdi,
dentro si specchia ormai solo il male.
Aspetta solo un attimo…cosa ci perdi?
Guarderò per l’ultima volta il tramonto e la danza del mare.
Lascia al posto degli occhi un macabro sfondo,
così vedrai dentro te stesso, non esser sconvolto.
Sono pronta, mi sto per affacciare al mondo
E disperazione e dolore hanno adesso il mio volto.
Piegato sotto l'ennesimo ricordo
descrivo la vita come
percorso di porte
dove piegare testa e spalle
è azione obbligata prima d'ogni stanza.
E si che ben ricordo
il tempo cui passavo di stanza in stanza
a schiena retta,
forse m'hanno solo ristretto le porte,
forse sono solo più cresciuto.
Costretti siamo
a danzare un limbo semieterno
prima d'avvolgersi
in bianche e fredde lenzuola.
Ripensando al cuscino di pizzo ornato
mi domando:
"chissà se sollevata la campana
anche i vermi ringraziano il cielo!"
Brucio. Fogli di carta che cadono sotto la pioggia.
Il menestrello, tranquillo, si gode la scena.
Suoni di zoccoli sull'asfalto,
preannunciano l'arrivo dell'atteso Sire.
Sabba gioiosi si preparano in suo onore,
con alcune accuse di paganesimo,
esso si troverà presto sul patibolo
per gentile concessione della clemenza.
Scroscii di applausi ed un suono di chitarra.
Brucio. Si scorge l'alba immaginaria dietro la pioggia.
Un mattino insolente & burrascoso.
I negozi si aprono,
il lavoro non può cessare, neanche per il menestrello.
Atteso ritorno per il Fauno sempre-verde,
concesso solo in giorni festivi.
L'ansia elaborata dai polmoni è cosa curiosa!
"Venite intorno e vi canterò l'accaduto!"
Urla il menestrello in piazza
"Stanotte è morta la leggenda dell'Uomo perduto,
che ingravidò la ragazza,
di un ricco borghese
senza tante pretese!"
Brucio. Fogli di carta asciugati al primo sole.
Legato ad un filo
tra l'abisso
la vita
e l'ignavia,
libero nell'aria
i miei cupi pensieri....
li'
, in agguato
tu mi assali....
e mi torturi
..”lasciami in pace “penso...
..” belva immane “…
.ma tu pian piano
disarmi le mie volontà,
uccidi la ragione
e corrodi,corrodi .
corrodi…l'animo di un uomo già finito
in cerca di ogni appiglio alla vita,
costretto tra la gente
a recitar commedie gioiose
..un tipo simpatico e spassoso..
ma guarda, ..
è un finto sorriso da pagliaccio
sipario tra il vuoto e la vita.
mi guidi silenzioso in
grigi giornate ,
mi graffi l'anima
e dei brandelli
ne fai vita esangue .
Diverse identità, tempi diversi,
angolazioni varie di una stessa vita.
Trasformazioni, strappi,
stop e ripartenze,
leggibili dai segni sulla pelle,
visibili nei passi intimoriti
che tempo addietro erano incoscienti.
Diverse identità vissute a caso
di molti me, di mille circostanze,
di episodi che sfuggono in un attimo,
di storie lunghe, di epoche diverse,
di Ere intere ormai dimenticate.
Poi ti racconti che è passato il tempo,
che è stato lui che ti ha cambiato,
che per te non c’è nessuna differenza,
sei ancora quello,
sei sempre quello che hai costruito.
Ma sai che tutto questo non è vero:
il tempo che è passato
in questi anni, ha fatto solamente
il suo mestiere.
Sei tu che hai scavato la tua pelle,
sei tu che a volte non ti riconosci,
sei tu che hai sempre amato trasformarti,
sei tu che ieri eri qualcos’altro
e vuoi domani almeno essere nuovo.
Sei tu che inventi sempre nuove storie
capaci di stupirti così tanto
da darti quel coraggio necessario
a vivere la vita come un sogno…
che si rinnova ogni nuovo giorno.
Sempre lo stesso,
sempre più diverso.
Lei ha una maglietta color nuvola
io color carbone
Ha gli occhi chiari, da lontano
i miei sono nera pastoia
Labbra bambine le sue
insolenti le mie
Lei è luce dorata, io catrame in tenebra
Trasparenza e arcano…
Mi uccide e m’esalta
quel tentativo di somigliarle
Alterni, hai scritto i nomi
su un solo rigo dell’agenda…
la tua musa ha due fuochi
Chiudo gli occhi
e mi immagino
distante da qui.
Sogno e conquisto
per un attimo
la mia libertà.
Fuori c'era un mondo
che dagli occhi
sta sfumando già...
Lascio che svanisca
e si disperderà
dentro al cono d'ombra
Si proietta all'orizzonte,
nei miei occhi,
una figura in controluce,
in penombra
Quello sono io
o come vorrei essere...
Presto svegliami!
Ti prego!
Afferra le mie mani!
Apro gli occhi
ad un nuovo giorno
col desiderio
che già ritorni la sera
I minuti che l'orologio batte
simili a grandine di piccoli sassi
feriscono la pelle,
il cuore piange
i miei occhi lacrime più non hanno
L'autunno avanza
la nebbia ovatta i rumori
come ubriaca nella mente
i miei pensieri rimbombano
doloranti, martellanti
la vie percorsa
è un arrampicarsi
a mani nude
su rocciose montagne
senza vederne mai la cima
Uno spiraglio di luce
appare improvviso
Il tuo sorriso
la carezza che ogni sera
mi doni al tuo ritorno
Abbandonata nel tuo abbraccio
la grandine muta
Scrivo di notte, mentre tu dormi amore,
mi vesto di nebbia fitta e scivolo fuori.
La vita adesso nel buio ha un altro sapore,
di misteri sospiri e giovani sinceri amori.
Fieri lampioni, come lucciole assai belle,
spruzzano debole luce strada facendo.
Occhi vigili e splendenti, miliardi di stelle
la luna mi culla , sento tepore stupendo.
Incontro nell' aria i sogni nostri umani,
viaggiano in piccole nuvolette bianche,
sono tanti, a volte colorati, desideri strani,
amori finiti e mai nati, anime stanche.
Mi fermo laddove sono proibite le speranze
e il silenzio dona pace ed eterna tristezza,
solo file di tombe ordinate, che usanze.
Io, nel vestito di nebbia riposo in strana ebbrezza.
Scrivo di notte amore.....all' alba torno sempre nella mia fortezza.
Scruto il cielo
e cerco me stesso
nell’infinito volo sospeso
dell’aere
ma si smarriscono i miei occhi
in fondo all’orizzonte.
Divento anch’io una nuvola
e disegno
il nome tuo tra le stelle.
Cambia il vento
e stempera lontano
anche l’ultimo sospiro
di tacite
lacrime
Batte forte il cuore
sarà l’ emozione
o un cielo che si colora.
Sarà un gabbiano
che vola in alto
che fa contrasto
con l’aria grigia
delle strade.
Dobbiamo migliorare
questo è un dato di fatto
invece camminiamo sempre
senza una vera coscenza
con l’ansia di avere
tutto e subito.
Dobbiamo migliorare
perchè non ascoltiamo
nemmeno Dio
quando ci parla
viviamo tutti in questa strana
ansia di successo
parliamo da soli.
Facciamo pensieri in grande
ma siamo solo piccola gente
che dovrebbe imparare l’umiltà
Stiamo sbagliando
stiamo in altomare
al telefono non rispondiamo
ci crediamo tutti reietti
ma siamo solo dei difetti.
Se imparassimo l’umiltà
ogni cosa cambierebbe.







