Alla parete il respiro
riduce le necessità al minimo
sprofonda passo al palpito
sostiene nel dubbio il peso del pensiero
l’inquietudine arpa di vita
per accogliere l’illusione viva.
Se solo fosse astro o galassia
m’accingerei bocca alla luce morta
Se solo fosse amore infinito
lume d’una lacrima di fede
potrei abitarmi candore innocente
d'indifesa pretesa d'estasi.
Mortale in quel che vive, assale
fatale appare il male
Tutto quel che vive punta al fine
divenendo confine
in quel poco che ha senso
clandestino fuggiasco,
lieve fuga in movimento.
E’ o non è questo l'inutile fardello
dell’immagine mentale?
E’ o non è questo il tranello
dell’inerzia vitale?

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