Steso sul ciglio della strada v'era un gatto,
Corpo allungato, come stirato da un sonno estivo.
Il pelo non era pulito come quello di chi conosce la poltrona,
occhi chiusi e muso appena toccato.
Sulla zampa portava un orologio dal cinturino in pelle.
Segnava le tre, le tre della precedente notte,
che a correr instupidito da odor di femmina,
fu l'ultima.
Lo raccolsi e portai con me e vicino alla rosa gialla ora resta in pace.
Aveva un manto bianco,non lucido,qualche macchia nera sul collo e sulla testa, che disegnavano un corpo atletico.
Corpo allungato, come stirato da un sonno estivo.
Il pelo non era pulito come quello di chi conosce la poltrona,
occhi chiusi e muso appena toccato.
Sulla zampa portava un orologio dal cinturino in pelle.
Segnava le tre, le tre della precedente notte,
che a correr instupidito da odor di femmina,
fu l'ultima.
Lo raccolsi e portai con me e vicino alla rosa gialla ora resta in pace.
Aveva un manto bianco,non lucido,qualche macchia nera sul collo e sulla testa, che disegnavano un corpo atletico.

Commenti
Dicono che il gatto abbia sette vite, qualcuno gliene attribuisce addirittura nove ma poi c’è il detto “Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” e, se sullo zampino c’è un orologio, appare chiaro che il povero animale avesse già in sorte le ore contate.
Che il tempo sia un signore irreprensibile?
Mi piace anche l’espressione “che a correr instupidito da odor di femmina…” , mi ha fatto sorridere, almeno si sarà divertito negli ultimi istanti, quantomeno a sognare, no?
Mi pare che il tuo testo offra più di una chiave di lettura, a dimostrazione che nelle parole bisogna entrarci.
Grazie come sempre per le tue parole, ciò che hai immaginato in merito alla mia piccola storia felina è talmente possibile che diventa vero .
Quel gatto aveva capito cosa fosse il tempo .
Aveva quella strana sensazione di finitudine che abbiamo noi umani che lo perseguitava...