Sera: la voce di un’armonica.
Ruvida e soave empiva le vie,
mentre l’ombra malinconica
s’intrecciava a trepide armonie.
Le camere colorate di canti,
il timo e la menta sul davanzale,
erano infiniti gli istanti,
il cielo bello, profondo, irreale.
Amore, la gioia così intensa
che negli occhi brillava una lacrima.
E in quell’estasi alata, immensa,
pareva palpitasse un’anima.
Eravamo felici allora… forse:
la cena, i tuoi racconti sul balcone.
Ahimè, presto il futuro morse,
in me nutrii la disperazione.
E il raggio di luna che fluiva
sulle altane mi sembrò una ferita.
Ogni attimo il tempo sfioriva
e sapevo che sarebbe finita.
Ora mi torturano i ricordi,
i rimpianti per ciò che non ti diedi,
gli echi strazianti negli accordi,
il nero silenzio dei congedi.
Il bacio, la carezza sulla fronte
e la notte scorreva tranquilla.
All’alba si animava l’orizzonte:
oltre la finestra l’ultima favilla
di un astro, i riflessi sui vetri,
una brezza fragrante, l’inchino
gentile del tiglio… Eppure già tetri
nel cuore i sogni di un bambino.
24-11-2025 ore 15-22
0-3 EE
D’odio e di rosso
febbricita la voce di un uomo
nella vita massacrata di una donna.
Parole sbeccate appassiscono
come terremoti d’inferno
in schegge d’inaudite violenze,
sgranandole il volto tremante
come un rosario di morte
caduto nei suoi occhi,
come il velo nero della notte
pronto a squarciarsi di dolore.
D’odio e di rosso
spirano le finestre dell’anima
in scarabocchi d’inferno.
Mute le sillabe sulla labbra,
coltelli di ghiaccio quelle mani
incriminate d’orrore
respirano solo ego sconfitto,
subdola possessione,
macerie d’esistenza,
vite avvelenate dal soffio
di un’illusione d’amore.
Una donna che soffre non grida,
respira piano
come se l’aria potesse ferirla.
Tace più forte …
e il silenzio le cammina accanto,
tranne una voce.
Tiene il dolore nel corpo
come un vestito stretto
che non le appartiene.
Eppure sorride
per non ferire il giorno.
Nessuno vede, nella notte,
i pensieri che si annodano nel petto,
le parole senza voce
che pesano nel cuore.
Nessuno ascolta,
neppure quel sangue
che le resta accanto
senza capire.
Di giorno, invece,
con gesti leggeri
accarezza il mondo
mentre piove.
E senza riparo
lascia che l’acqua, pian piano
porti via il peso,
perché amare la vita
è rimanere.


