…Sorridente, all’ improvviso,
si specchia la mia anima
su tappeti limpidi di acque tranquille;
i miei occhi, dall’ oscurità convalescenti,
accarezzano di nuovo l’ azzurro del cielo,
dove le nubi non fanno paura
e ricordano solo che i sogni esistono ancora.
Mi guarda, dritto negli occhi, l’ orizzonte
stilista di nuove emozioni,
aspettando quel momento così atteso,
trasformandosi in un lampo vermiglio,
trapassando il glorioso giorno
per cadere nella sensuale notte
oscura e maliziosa imperatrice,
dove le carezze e i sospiri
disegnano zampilli dorati,
fondendosi nelle avide carni.
Dormi, Luna, dormi
sotto un ponte, nel buio della notte,
mentre l’ iceberg del mio cuore sta spaccando il cielo
- improbabile cameriere, astratto notturno bar -
al quale ordino due stelle in cristalli marini
per dissetare di luce la mia anima;
errante senso di colpa,
il mio lamento per il tuo silenzio;
Dormi. Dominio o domino dei sogni?
Dormi. Palpebre, farfalle sopra gli occhi.
Dormi. Mani, nubi appese a sussurrare.
Giorno, di fatiche il labirinto
Lascia posto al buio dolce
“ Scende sospirando una goccia di maestrale,
toccandomi una guancia chiede il mio pensiero;
sciolgo le catene e rendo a lui la libertà,
lasciando che scorra insieme al vento,
lasciando che si perda tra nastri e coppe di champagne,
bollicine danzanti che sollevano la mente da un anno in più sulla pelle
e aprono la porta a un anno ancora senza orme.
Pensiero che spazia sul tavolo imbandito,
L’ imputato si alzò.
Un cuore immobile restava
mostrando un’ impossibile fermezza,
affinchè dalla sue triste dolcezza
non trapelasse l’immenso amor che ancor provava.
Lungo i fianchi le mani tremanti,
lo sguardo a terra, cicatrici pulsanti;
in una stretta maglia di dolore,
si rincorrevan in fronte gocce di sudore..
"Appendo nuvole alla parete
affinchè solo il cielo limpido bagni il mio viso;
ho camminato a piedi scalzi,
lungo il sentiero dell’ anima,
inseguendo le impronte lasciate dal tuo cuore;
ho raggiunto la profondità delle emozioni
osservando la vita dall’ oblò costruito nel mio petto
e da qui, senza che nemmeno le ombre
intreccino oscure forme sul selciato,


