rugiada sulle foglie
passano tempi intatti
evaporati cristalli,
il mondo è oltre l’alone
ed io che aspetto, umore al sole,
l'ultimo grumo di neve sciolta
il tuo sapore di muschio
sempre intorno
e sempre a un passo
l’amore
di notte prende forma,
i pensieri
poi si trasformano e io divento
cantore,
offro quello che di giorno
a volte manca
un abbraccio un sorriso,
una consolazione anche banale.
Scrivo di te
e poi mi passa la tristezza,
condivido le mie emozioni,
a volte arriva la tristezza
si ferma un po’
e chiacchiera con me,
parliamo di varie cose
poi si stanca presto va via
e neppure mi saluta,
ritorna ogni tanto
anche senza essere invitata.
Certe volte
nuoto nella mia volontà,
parlo e medito da solo
nessuno mi da ascolto,
penso che interessi a poche persone
quello che ho da dire.
Con gli amici non sono mai triste
divento allegro,
un po’ affettuoso, una parola un sorriso,
un abbraccio virtuale
e divento il cantore di prima.
La notte veglio e aspetto
il nuovo giorno nasce e nell’attesa
scrivo, sospiro e canto.
Il nostro è stato ed è un buon viaggio,
un osare continuo in pieno accordo,
un procedere per feroci scosse
per lave incendiate di passione,
per lapilli capaci di salire al cielo.
Non ci siamo mai concessi il paradiso,
né dolci situazioni accomodanti.
Abbiamo preferito strani incontri,
luoghi che erano simili all'inferno
almeno nell'odore e nel colore.
Luoghi preferibili all'inganno
di fingere di essere chi non siamo.
Probabilmente il nostro è stato amore
o forse no, è stato qualcos'altro.
Quello che so è che siamo ancora insieme,
anche se non sei qui, se sei lontana,
persa in un'avventura necessaria
in altro mondo, in altra dimensione.
Ma è un viaggio che continua ancora.
Abner Rossi
29 Luglio 2012
le piume d’uccelli
fiorite su rotte incrociate
e le dita hanno aperto le gabbie
sfidando le masse dei venti
Insoliti momenti
in paesaggi d’esclusione,
le parole
lunghissimi viaggi oltre il sonoro
gli ostacoli
porte di velluto
Tu stai dormendo, amore
ma questo non è un sogno
svegliati, e dimmi
a cosa pensi
Per te fu sfregio
se ti posai
adagio
su guanciali
di parole randage.
E il dare vita alla tua cera
fu come farla cenere
dalla tua risposta.
Ora il mio esistere è sosta.
Un accumulo di date
mai nate
da recidere
e appuntare a latere.
M'ancora adesso ,
sperso ,
negli avanzi
di un pomeriggio,
mi sporgo
da davanzali inconsci
nell'ispezione del mio paesaggio
allungando il collo a dismisura
ma è solo miraggio
il lieve accenno di una tua figura.
Un impazzimento d'occhi
che sferzati dalla tua assenza
ne costruiscono loro una di presenza
spesso succedente
a chi .
nelle disequazioni del cuore
dà tutto
per avere niente,
giammai pace.
Perchè il nulla quando è nulla è nulla
e te ne accorgi
perchè tace.
Ma non è pace.
E' cedevole l'asse che il tutto sostiene
e si sta sulle punte per non gravare,
ma il tutto lo stesso sviene
e l'irreale
rimane tale.
Perchè tu non sei perchè sei.
Ma sei perchè non sei.
Non averti il giorno
pensarti la notte
condanna mi porta
verso un ansioso sperare
folle divenire di situazioni
persistente lamento
di un desiderio mai sopito
aguzzino del mio cuore
carnefice della mia anima
tiranno della mia esistenza.
Pazza pretesa di abbandonarsi
al nulla di un vuoto divertimento
cancellando il riverbero
di una speranza
diretta a nutrire
il languore
di una passione
repressa
incompiuta
perduta
nel tempo
ma mai
domata.
indefinite
discrepanze illogiche
in sciarade di ombre
che uniscono
il raggio di luce
della tua
bellezza,
alla lugubre tenebra
luccicante
nel torbido
claustrofobico
dei tuoi occhi
tristi, neri.
Rabbia
arde dentro
esalta
dicotomia
del tuo essere
bruciando
come stoppa secca,
carezze,
emozioni,
sguardi
mai più ricomposti.
Orgia distruttiva
ti avvolge
come tentacoli
di piovra
obbliga la metà
del tuo cuore
ad incarnar
un’ abbietta
Maldoror.
Infinite notti
a guardare
il corpo tuo
dormire
spossato
dall’amplesso,
mentre sfido
la tua ombra
accanto a me,
ghignante
pregusta
oscuro attimo
in cui
insinuarsi
nell’anima
tua.
Tuo amor
continuo
gioco d’ombre
conduce
miei sentimenti
alla follia
di schizofreniche
pulsioni.
Sapevano
di rose e melodia
quelle ore
passeggiate in sintonia
tepori di sorrisi
tra aliti intrecciati ai visi
e
le braccia
affusolate ai fianchi
Rammenti
eravamo stanchi
lungo quel cammino
e i varchi
le soste
che provvide
ci permettevamo
quante tenerezze tra le mani
le carezze
ci piovevano improvvise
e noi spensierati
sussurravamo al vento
t'amo!
Ci saranno sempre
fra noi
quelle parole
celate
in uno sguardo
pieno di tenerezza
parole sospese
in una lieve carezza
in un tocco di mano
in un abbraccio
per un saluto
fugace
parole celate
che non diciamo
ma che il cuore
sente
come un'eco







