I tuoi silenzi,
miele amaro
in cui ti abbandoni.
Luoghi ovattati
addobbati
da principi sbiaditi.
 
I tuoi silenzi,
come luminescenze 
di insegne al neon
vanno e vengono
in un continuo ritoccare cose
che danno sofferenza
a intermittenza
in un blu serale
d'occorrenza.
 
Nei silenzi,
piovono
su te
le tue mancanze, 
come ghiaccio,
affondano 
dentro,
solo sfiorando,
attraversando,
come un via vai di 
ultime macchine
a notte fonda,
nell'ora che più 
non conta.
 
Padre di te stessa
ti addentri
in quei silenzi
cercando un volto,
da usare a pretesto
e domandarsi poi: 
perché mi faccio questo?
Distensioni malinconiche
che celebrano un rito,
quello dei vent'anni
e di un principe sbiadito.
Solo allora comprendi, 
con la stessa certezza  provvisoria
che hanno 
le cose intraviste,
che di quel volto
è meglio esserne sprovvisti.
 
Chiudi gli occhi,
muore il suo ricordo,
e ancora esisti.
 
Silenzi di bimba 
che fanno male.
Suonano quasi come offese.
Ci speravi, 
ma questo sono i tuoi silenzi,
una sorprendente assenza
di sorprese.
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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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natale e' lo scherzo di se stesso.
Un babbo vecchio 
che ride isterico di se'
davanti allo specchio.
Un oggetto da additare
per chi ha cognizione,
questo e' natale,
un'imitazione del bene 
venuta male.
Una puttana sfatta 
truccata orrendamente
che si trascina avanti negli anni
e  non si arrende 
a forza di abitudine e rancore.
A natale nn si nasce 
a natale si muore
in una consapevole manifestazione 
di cattiveria .
 
natale e' la mia speranza
di stare con Valeria,
speranza avvilita
che non vola
perche' dalla realta' 
lasciata troppo sola.
 
natale e' un rigurgito di pranzo.
Un albero affranto
dal troppo peso.
Un diavolo travestito e giocondo
che da corpi esili
come cerini
in pasto 
per regalo
a questo mondo.
 
-----------------------------------
 
Nota dell'autore:    
    
              Valeria e'  un nome di  fantasia
 
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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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Conservo la tua poesia
rugiada sulle foglie 
 
passano tempi intatti 
evaporati cristalli,
il mondo è oltre l’alone 
ed io che aspetto, umore al sole,
l'ultimo grumo di neve sciolta
 
il tuo sapore di muschio
sempre intorno
e sempre a un passo
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Canto e sussurro,
l’amore
di notte prende forma,
i pensieri
poi si trasformano e io divento
cantore,
offro quello che di giorno
a volte manca
un abbraccio un sorriso,
una consolazione anche banale.

Scrivo di te
e poi mi passa la tristezza,
condivido le mie emozioni,
a volte arriva la tristezza
si ferma un po’
e chiacchiera con me,
parliamo di varie cose
poi si stanca presto va via
e neppure mi saluta,
ritorna ogni tanto
anche senza essere invitata.


Certe volte
nuoto nella mia volontà,
parlo e medito da solo
nessuno mi da ascolto,
penso che interessi  a poche persone
quello che ho da dire.

Con gli amici non sono mai triste
divento allegro,
un po’ affettuoso, una parola un sorriso,
un abbraccio virtuale
e divento il cantore di prima.
 
La notte veglio e aspetto
il nuovo giorno nasce e nell’attesa
scrivo, sospiro e canto.

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Profilo Autore: giuseppe@buro  

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Il nostro è stato ed è un buon viaggio,

un osare continuo in pieno accordo,

un procedere per feroci scosse

per lave incendiate di passione,

per lapilli capaci di salire al cielo.

 

Non ci siamo mai concessi il paradiso,

né dolci situazioni accomodanti.

 

Abbiamo preferito strani incontri,

luoghi che erano simili all'inferno

almeno nell'odore e nel colore.

 

Luoghi preferibili all'inganno

di fingere di essere chi non siamo.

 

Probabilmente il nostro è stato amore

o forse no, è stato qualcos'altro.

 

Quello che so è che siamo ancora insieme,

anche se non sei qui, se sei lontana,

persa in un'avventura necessaria

in altro mondo, in altra dimensione.

 

Ma è un viaggio che continua ancora.

 

 

 

Abner Rossi

29 Luglio 2012

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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Erano le nostre mani
le piume d’uccelli
fiorite su rotte incrociate
 
e le dita hanno aperto le gabbie
sfidando le masse dei venti
 
Insoliti momenti
in paesaggi d’esclusione,
le parole
lunghissimi viaggi oltre il sonoro
gli ostacoli
porte di velluto
 
Tu stai dormendo, amore
ma questo non è un sogno
 
svegliati, e  dimmi
a cosa pensi
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Per te fu sfregio
se ti posai
adagio 
su guanciali
di parole randage.
E il dare vita alla tua cera 
fu come farla cenere 
dalla tua risposta.
Ora il mio esistere è sosta.
Un accumulo di date 
mai nate 
da recidere
e appuntare a latere.

M'ancora adesso ,
sperso ,
negli avanzi 
di un pomeriggio,
mi sporgo
da davanzali inconsci
nell'ispezione del mio paesaggio
allungando il collo a dismisura
ma è solo miraggio
il lieve accenno di una tua figura.
Un impazzimento d'occhi
che sferzati dalla tua assenza
ne costruiscono loro una di presenza
spesso succedente 
a chi .
nelle disequazioni del cuore 
dà tutto 
per avere niente,
giammai pace.
Perchè il nulla quando è nulla è nulla
e te ne accorgi 
perchè tace.
Ma non è pace.

E' cedevole l'asse che il tutto sostiene
e si sta sulle punte per non gravare,
ma il tutto lo stesso sviene 
e l'irreale 
rimane tale.
Perchè tu non sei perchè sei.
Ma sei perchè non sei.

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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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Non averti il giorno
 pensarti la notte
condanna mi porta
 verso un ansioso sperare
folle divenire di situazioni
 persistente lamento
di un desiderio mai sopito
aguzzino del mio cuore
carnefice della mia anima
 tiranno della mia esistenza.
 
Pazza pretesa di abbandonarsi
 al nulla di un vuoto divertimento
cancellando il riverbero
 di una speranza
 diretta a nutrire
il languore
di una passione
 repressa
 incompiuta
 perduta
 nel tempo
ma mai
 domata.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Siamo stessi
in me
stesso
solo.
Tu hai declinato,
e sei andata,
lasciando una tua sembianza 
disossata,
diventata  mia chiesa.
E vi entro in punta di piedi,
da presenza lesa,
attenzionando  nello stare,
perchè Dio stesso,
ad ogni  passo 
potrebbe  crollare.
E' su me l'ammiccare d'occhi 
della tua  effige,
in un  rimando di specchi,
e sei non una ma mille  volte in me,
e tocchi,
mentre  all'intorno sdrai il tuo amore,
come una movenza pulviscolare.
Fino al giungere  di un  punto  di  rottura
in cui non tiene  la  giuntura
allo  squasso di uno sbattere  di finestra.
E tra i due ,ahimè,solo tu svanisci, 
perplessa.
 
A te arrivai inciampando
in una ragazza  uggiosa  di Milano,
che  ad un invito ritrae la mano,
con fare  distaccato,
assuefatta ai riconoscimenti che  dà
un abito firmato.
 
A te arrivai 
cercando uno spacco,
un anfratto,
che mi facesse  riuscire 
e riscoprire 
novita' liete 
comodita' inusitate.
 
Ora siamo stessi 
in me
stesso 
solo.
Tu hai declinato,
ma per me lo stesso
quando respiriamo 
da lontano
siamo stesso 
fiato.
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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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... Un 'ciao', velato addio...

 

Buio,

Silenzio

 

Indugio,

Tetro presagio

 

Nell'incomprensibile

Tangibile


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Profilo Autore: Piccolo Guerriero della Luce  

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Posson crearsi
indefinite
discrepanze illogiche
in sciarade di ombre
che uniscono
il raggio di luce
della tua
bellezza,
alla lugubre tenebra
luccicante
nel torbido
claustrofobico
dei tuoi occhi
tristi, neri.
 
Rabbia
arde dentro 
esalta
dicotomia
del tuo essere
bruciando
come stoppa secca,
carezze,
emozioni,
sguardi
mai più ricomposti.
Orgia distruttiva
ti avvolge
come tentacoli
di piovra
obbliga la metà
del tuo cuore
ad incarnar
un’ abbietta
Maldoror.
 
Infinite notti
a guardare
il corpo tuo
dormire
spossato
dall’amplesso,
mentre sfido
la tua ombra
accanto a me,
ghignante
pregusta
oscuro attimo
in cui
insinuarsi
nell’anima
tua.
 
Tuo amor
continuo
gioco d’ombre
conduce
miei sentimenti
alla follia
di schizofreniche
pulsioni.
 
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Sapevano

di rose e melodia
quelle ore

passeggiate in sintonia
tepori di sorrisi
tra aliti intrecciati ai visi
e

le braccia

affusolate ai fianchi

Rammenti

eravamo stanchi

lungo quel cammino

e i varchi
le soste

che provvide

ci permettevamo
quante tenerezze tra le mani
le carezze

ci piovevano improvvise
e noi spensierati
sussurravamo al vento
t'amo!

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Profilo Autore: mp47pasquino  

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Ci saranno sempre
fra noi
quelle parole
celate
in uno sguardo
pieno di tenerezza
parole sospese
in una lieve carezza
in un tocco di mano
in un abbraccio
per un saluto
fugace
parole celate
che non diciamo
ma che il cuore
sente
come un'eco
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Tu sei, ma non appari
e taci, 
mancata presenza 
al collante
dei miei baci.
Un'attesa sfibrante 
che non distacca 
un'unione forte 
ma rimandata,
dal tuo mostrarti
statica,
pesantezza di lago 
irritante 
nel suo essere 
placido.
La traiettoria 
del mio esistenziale,
come sasso ivi vi cade, 
ma non affonda,
e allora in me 
affogo
coerente
al pensiero di te 
per sempre assente.

Tu sei, ma non appari 
odore 
di pioggia 
che è
ma non arriva,
nascosta, 
come cadenza affranta 
di un mare notturno
a riva.

Tu sei, ma non appari
nella dolcezza infinita
grondante 
da un girello
corona dell'unione.
Nella leggerezza stupita 
dei piedini 
ai primi passi
lievi
come puntini 
di sospensione.
Sogni da stendere 
in giornate assolate 
tra lezioni di 'ma' e ' pa '
da intraprendere
con pazienze foderate.

Tu sei, ma non appari.
Colpa di un lascito antico.
Una questione irrisolta 
di selezione razziale.
Un monito è chiarificatore:
"E i soldi amore? 
Il resto lo sai 
è solo conversazione..."

Ma tu per me 
lo stesso sei,
e nel chiuso 
della mia stanza
l'universo tutto 
si riduce a un punto
perché vi è spazio
solo 
per la tua 
mancanza.
 

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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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Come placenta molle
il mio pensiero
ti accoglie
nel velluto di giornate 
malinconicamente
spoglie.

Solo tu
non devi bussare 
alla mia porta
per entrare, 
ma accarezzare,
e come punte di spilli
i minuti insistono 
sulle mie ferite
e appassiscono
in una marcescenza di speranze 
che arrossiscono
al tuo narciso cospetto,
nel mio immaginifico 
ovatta imbevuto 
di capriccio e dispetto.

Mi avvolgi nel ricamo
della tua pioggia fine
e non ne cerco riparo.
Mi sento al sicuro 
anche se stanco
in quest'amore che brucia 
al calor bianco
consumato nel ghiaccio
del tuo diniego
e nonostante,
serbo ancora il mio sussiego
quando a te mi cerco di approssimare,
ma il tuo no è definitivo
come un taglio di giugulare.

E' prensile il mio sentire
ma il tuo cuore di marmo
è amaramente levigato
e fallisce nel suo aderire.
Stolta,
riesci solo a dissentire
e a recepire
le mie
come 
sincerità desuete
dolcezze acide
verità incomprese.
Sbatto, come un lembo 
di nastro al vento,
ma non mi scuoto,
giostraio di una vita 
che gira a vuoto.

La tua venuta nel mio quotidiano 
è ormai consuetudine
e me ne sento adombrato,
un'abitudine a cui porre termine
per non essere terminato.

Non chiedermi altro,
questo solo posso darti e dirti,
che sei il mio bene grande,
quello grande grande,
cosi tanto da non poterne dire 
neanche quanto,
parole banali queste 
che fanno male
perché parlano a me 
e a me soltanto.
 

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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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