Stanotte non riposerai
a me vicino ...
so di certo cosa farò,
abbraccerò il tuo cuscino
accarezzerò il posto tuo vuoto
che di te odora
dissetandomi
dall'arsura che
la non presenza tua reca
So di certo cosa farò
cercherò nel buio
i tuoi occhi
per vedere oltre la notte
che di tenebre mi veste,
sentire il sapore
sulle labbra del bacio
con cui mi saluti
ogni mattina
ma domani no
domani non sarai qui ….
So di certo cosa farò
lascerò scivolare
dalle palpebre pesanti
tutte le lacrime mai versate
ripenserò a tutto l'amore
che solo e sempre tu
mi hai dato e mi darai
immaginando la tua mano calda
carezzarmi il viso
come una bambina
al suono di una dolce ninna nanna
mi addormenterò
sognando la prima alba
che insieme ci vide
Son le parole
che in armonia
spazzano via
questo tempo
che separa i nostri sguardi
mentre
lacrime scenderanno
in questo lento
parlarci
Son pensieri
a volte confusi
che amiamo
cercandoci
calpestando
il tempo passato
in questo tempo
che i tuoi dubbi
son diventati i miei
Sono gli sguardi
che sanno parlare
di noi
mentre il cielo
riflette le sue stelle
in questo fiume
che scorre dentro di noi
che null’altro è
il nostro tempo
e
il tempo per
la nostra vita
il ricordo dei giardini d'aprile
la neve degli inverni ostili
ed il sole d’estate
che brucia le montagne
Vorrei trascorrere
anche le rughe
che iniziano adesso
e solcheranno per sempre
il mio viso…
e avrò
la memoria non più
indelebile per gli anni
che corrono via
insieme
ai miei ed ai tuoi
ultimi affanni...
..e allora,
scivoleranno le mie attese
come fogli di carta
che volano dal finestrino
come memorie arrese
vittime della stessa mano...
Per Amore...
quando la tua durezza
mi lasciava raccogliere
pezzi di cuore.
Cercami nei ricordi pieni
di incertezze,
quando non sento il cuore nel petto,
cercami negli angoli bui,
quando il cammino diventa
tortuoso.
Nessuna
è stata più alla tua altezza,
poi matura ti ho ritrovata
e l’amore si è manifestato.
Se mi avessi svelato l’amore celato,
io da te sarei arrivato,
la distanza avrei annullato
e subito ti avrei amata.
Ora potrei colmare quel vuoto
e di amore eterno ti amerei,
ti ho cercata
ma il fato ha detto di no
e da me ti ha allontanata.
che va a nascondersi dietro le nubi
di uno stanco tramonto invernale
per poi
sorgere da dietro le montagne
in una vigorosa
alba di primavera.
Un letto disfatto
da una notte
di passione
i tuoi capelli
castani
inondati dal sole
vivace ritratto
si confonde
con il mio essere
perso
nel languore
sognante dei tuoi occhi.
Ricordo
è rigurgito di fantasia
dimenticando
la memoria triste
degli sbagli
conservando il chiarore
limpido
della gioiosa allegria
istantanea di un attimo
vissuto assieme
si perde
nell’anima
della nostra memoria.
Accanto a me
nessuno mai avrei
voluto avere
più grande di te
Grande nei tuoi silenzi
intrisi d'amore
Grande nei tuoi sguardi
di gioia
quando rido di cuore
Grande nei tuoi sguardi
tristi
quando il male mi affligge
Nessun altro mai
avrei voluto accanto
grande nell'abbraccio
che mi culla
Grande nelle carezze
che godimento mi donano
Grande nel dirmi ti amo
con piccoli immensi agiti
Grande tu che alla mia ingenuità
mi dici che sono
“dolce come un pan di zucchero”
e mi baci tra la gente
incurante degli sguardi
e tra mille persone
esistiamo solo noi
Se parole mute
dalla mia bocca
nascono
non è mancanza d'amore
è dolore
non allontanarti,
stringi le mie mani
lasciati guidare
Ti condurrò
dentro al mio cuore
cammineremo insieme
per sentieri di ciottoli
pungenti
sangue sgorgherà dalle ferite
si unirà in un unico
piccolo rigagnolo
vivrai con me
la sofferenza, la paura
e l'indifferenza
Lungi da me il voler
farti male
amore mio
solo così potrò dar voce
alle parole mute
sentirai, capirai
il mio vivere di adesso
crescerà ancora
il nostro amore
se è possibile
perchè già immenso è
come un oceano,
dove noi zattere perse
ritroveremo
la pace
Faremo l'amore
tra onde spumeggianti
amanti per sempre
vincendo il dolore
oltre la vita
oltre l'ultimo respiro
Ti sei appoggiato a me,
sul cuore,
come una vibrante nota di cristallo
cullata nel ritmo incalzante
di battiti e respiri.
Ti sei appoggiato a me,
quel giorno, su una spalla
per nascondere pozzanghere
da cui potevo, forse, scrutare troppo cielo.
Ti sei appoggiato a me,
sullo sguardo,
tirando, con un sospiro,
quel sorriso di chi,
alla resa dei conti,
non ha mai perso.
Ti sei appoggiato a me,
sorreggendomi,
liberandoci da quel pavimento
pesante tanto quanto il vuoto.
il cervello in fumo
annebbia la vista,
sale la nausea
si ferma in gola
perle di sudore
pungono la pelle
appiccica i capelli,
annaspi nell'aria
ti manca la terra
anche nel letto,
quel malessere
ti uccide...
è
astinenza di te.
Non posso dirti addio,
sfioravano i miei fianchi.
Non capivo.
Quel divenir padrone
senza chiedere.
Quel silente circuire
d'ogni spazio, d'ogni avanzo
che al timor del buio
m'arrestava nel volere.
E in sensazioni di mutismo,
il cencio d'un pezzo di vita,
la sorte uccisa dall'indifferenza.
Maschera di normalità.
Si torna come prima
fingendo di partire da zero.





