E noi saremo sempre ora
consapevoli del noi
ci addormenteremo sulla spiaggia
con negli occhi la luce dell'Aurora.
E il dopo è un aguzzino
che vuole essere pagato
con il sangue della nostra identità.
Il domani è un assassino
che si nutre dei tuoi baci
affonda la sua lama
nell'impronta delle mie carezze.
E noi siamo zombi
persi nei dubbi della notte
siamo due cellule
incacrenite d'amore
siamo Angeli con ali di farfalla
siamo due vermi
che si sbavano d'anima
E tu sei una libellula
ed io un folle uccello
tutti e due
sbattiamo forte le ali
per cambiare direzione
a questo vento impostore
che ci vuole far morire soli.
Brucia il tuo sguardo come un’arma
Le parole si dissolvono e la voce
Al ronzio di libellule arrivi e
Si e' ammalata la solitudine
di un male che si chiama amore
nella bellezza del sentimento
dove galleggia l'anima
dentro un corpo vissuto
la gioia trasforma il tempo
in nuove strade dove il cammino
si popola di nuovi ardori.
Amore che illumina
leviga la pelle
con quel sorriso
negli occhi
suo massimo splendore,
come una spada
sfida la ragione.
Le strade di porpora
baci come lenti passi
sulla pelle.......
labbra come punti fermi
nel piacere divino dell'estasi.
Si e' ammalata la solitudine
di quel male di cui tutti parlano
e di cui tutti non vorremmo mai
conoscere rimedio.
E non finirà
come finisce l'energia
il canto e la melodia
il sole che splende
e a volte inganna
l'orgasmo, l'arrivo e la partenza.
E non finirà
come finisce la fiamma
nel fumo nero che si dirada
come finisce la strada
nella piazza sconosciuta
come il fiume che si disperde
nell'immenso mare del corallo
la morte del ragno
nella sua stessa ragnatela.
E non finirà
anche se tutto sembra illusione
come questo pensiero
che cerca le parole
nel sogno e la speranza
del volo di un airone.
Ma se tu t'infilerai.
in questa piega
tra il midollo e il dolore
tra la spiga e il cuore
tra il respiro e il magnete
tra l'attimo e la quiete
nello Spirito Divino
del mio aspettare
troverai cibo e calore
pazienza e amore
per alimentare l'infinito
e nessuno avrà le prove
in questa notte che triste è la nenia
nel cuor smisurato è il vuoto,
immensa la mancanza d’affetto.
Sto scivolando in un baratro di silenzi
dove sono i miei sogni dove sono le stelle,
dove sei tu quando ti cerco,
mi logora il silenzio e tutto si spegne
Ti cerco nelle stelle nelle ore perse
e ti sento distante,scivola il pensiero
di ieri ma non ritorna, ora lo sguardo
cade sui giorni felici.
Femmena mia ca te ripuose ncoppa
a stu lietto e rose, sonna st’ammore
quann l'addore de rose m’arapa stu
core e tu si da mja.
Mo sulo o' ricorde rimane e l’addore
de rose nun sente chiù a sera e de vase
me ne scordo.
perpetuo su petali dolcissimi di sussurri al sole
vene a balze di candele d’assenzio
danze lievi di verdi chiome e leggiadre piume alari.
Il violino pizzica corde consegnate al sogno
allevando il cuore nel mare della malinconia
stordito sino all’isola desertificata dei pensieri
ordito delicato di poesia su anse di celati cori.
Mura alte al colmo di celesti cocchieri
s’ergono ad attracco solitario su cari fondali
sino al delirante sibilo del gabbiano in volo
Sugello di versi il frullio scarno del vivere il bello
arcuato spillo ad astro teso di vena folle
Amore amore non smetti di far male
continui a voler provare ancora e ancora
e provando adorni l’insistente incavo
di buio ad antro d’anima riflesso di dio
nell’essere amore dentro il dolore
e dolore sulle ciglia dell'amore.
Un passo dietro l’altro,
lento,
disegnando l’orma
mentre l’onda schiva arriva, poi si ritrae
e la sua voce lascia spargersi nell’aria.
Dolce il bacio, tiepida la mano
mi sfiora,
s’intreccia alla mia,
mi porti nel caldo dell’amore,
mi stringi, m’abbracci.
Mi sottrai alla fresca brezza
che scompiglia i capelli,
nella calma del silenzio
che dipinge emozioni.
… E gode l’anima!…
che più non suoni.
dietro il velo,
che accenda
L'insopportabile dolore di vivere,
assenza della pioggia solo vento,
cerchi un raggio di sole,
gli occhi sono stanchi della notte.
A volte vorresti accostare
e vomitare tutta l’amarezza che hai dentro,
a volte vorresti accostare
chiudere gli occhi e arrestare la corsa.
Poi entro in te,
rosa tra le orchidee
che dolce accarezzi l’anima
posando la tua mano in petto.
Sta arrivando il temporale
chiudo la finestra fa freddo,
ancora non ho trovato cosa sto cercando
mai lo troverò
ma la ricerca non è mai vana
mi coglie sempre vivo.
Poi ci sei tu
geranio del terrazzo della mia vita,
mi prendo cura di te,
ricomincio a disegnare arcobaleni
hanno il tuo sorriso,
ricomincio a vivere
l’io diventa noi,
tutto il resto non conta.
affinché possa insaporire
ogni attimo di vento
che accarezza i miei pensieri
offrimi le tue mani
per allontanare il peso
della stanchezza dei giorni
adagiato ai tuoi seni
porgimi ogni tuo sospiro
che rimarca le parole
capaci di riempire la stanza
con raggi di sole
regalami i tuoi sorrisi
e prenditi cura della mia anima
che non riconosce più
il contorno del tuo volto
PERDONAMI
io sono un lupo ferito
che ha smarrito il corso del fiume
e spesso si dimentica la luce
che porta al tuo cuore
Ti aspetto
perchè non ho altra scelta
e ti aspetto oltre la ragione
senza cognizione di logica e futuro.
Ti aspetto
perchè questo è il tempo di aspettare
e ti aspetto dilaniato di anima e peccato
oltre la fortuna e oltre la preghiera
dentro questa sfera che ha il tuo colore:
poliedrica primavera.
Ti aspetto sospeso
a testa in giù
sul ramo di un albero di pioppo
o con la testa dentro la sabbia
per sconfiggere i pensieri
oppure in fondo al mare
per dare vita ai miei desideri.
Ma intanto tu stancami
sfiancami, sfiniscimi
calpestami, disintegrami
distruggimi, uccidimi
e poi ingoiami
all'alba dell'ultimo respiro
di un sogno o forse di un delirio
ed io come un parassita
prenderò posto in quell'angolo di cuore
in quella piega o forse nel dolore
che nessuno sa spiegare
perchè non trova le parole
ed io non sapevo che era questo l'amore.
| Cerco aria ma non respiro |
| corro sul pavimento del niente |
| scappo perchè così non vivo |
| chiamando il sole disperatamente |
| Quello che chiami amore |
| è un match a porte chiuse |
| nel silenzio del dolore |
| di notte bianche e confuse. |
| Preparo i bagagli è finita ormai |
| lo zero a zero non emoziona mai . |










