prima che mi passi dalla testa,
una cosetta piccola e modesta
ma voglio che tu la stia a sentire.
Ti parlerò con termini in volgare,
retaggio culturale nativo
per render meglio e più intuitivo
ciò su cui vorrei dissertare.
Ti vogghiu beni, si dice a casa mia,
la tua bellezza e gli occhi tuoi sinceri
fanno in modo che tu ormai imperi
ne lo mio cor e nella vita mia.
Quello che, inver, ancora mi stupisce
è il motivo per cui sei dubbiosa.
Eppur ti ho detto che ti vorrei in sposa
fin da quando amor mi concupisce.
Orbene, amore mio diletto,
nel mio cuor rimira il sentimento
che custodisco con tanto accanimento,
guardalo, ammiralo, non mi far dispetto.
Amore è amor e non una braciola
preparata senza badare a spese !
Fammelo dire anche in calabrese
Amuri è amuri e non brodu i fasciola !*
*Amore è amore e non sugo di fagioli !
Sei qui
che apri gli occhi
Adagio ritrovo
tutte le stagioni di una vita e
con le tue labbra
Sconfina la fantasia,
Tra i sapori
le tue labbra.
negli spazi celati
dell’essere pensiero
tra il tempo remoto,
dell’infinito ricordo
d’una ebrezza notturna
al fulgore della luna
riflessa nel profondo mare .
Abbracciata restavi
nei profumi di incantati fremiti
impressi nei margini
del mio sentire,
e i battiti si univano
a quegl’ istanti di pura passione.
Tutto resta nascosto,
ma il nostro idillio rimane
integro nell’inesauribile destino.
Aspetto ogni attimo che tu mi colora,
la gioia,
giorni unici che tu mi riempia.
Quelli che frantumano il cielo
con emozioni più grandi ancora,
quelli che stordisono,
seducono, prendono.
… Aspetto occhi
che mi rubino ancora amore,
giorni sazi, gonfi, voglio…
Intriganti sguardi,
complici e invitanti,
carezze morbide,
pagine sature di noi.
L’Amore mai sazio
attende sempre altro ed ancora…
Ti aspetto all’alba di ogni giorno,
ti guardo al tramonto.
T’amo!...
E poi ad un’alba ancora, aspetto,
voglio, intensamente!
Non voglio altro che viverti…
e mi accorgo che vedo solo
il buono in te.
Niente è perso
Niente è rotto
Noi soli
in queste circostanze nuove
ci lasciamo andare
dentro a vortici di emozioni.
Io non ho mai creduto
ai tuoi occhi
lasciandoti sola
senza una parola
senza fiato e senza noia
nell’ inferno condiviso insieme.
Ma il desiderio domina sovrano
tra i nostri palpiti,
che si fondono
come corpi desnudi
nel letto del sentimento.
Niente è perso
Niente è rotto
Ti guardo
e mi accorgo che
non ti lascerò andare
perché il mio cuore
senza di te
smetterà di battere.
Le tue labbra son terse
come cristalli di rugiada,
che il mattino sprigiona ingenuamente.
I tuoi occhi sono ardenti
come la gelida pioggia,
che l’inverno mantien viva con prorompenza.
Le tue mani son intricate
come rovi arzigogolati,
che le spine non permettono di disgiungere.
I tuoi capelli son sinuosi
come fili di seta,
che il filugello ha avvolto con cura immonda.
fino a sfiorarsi.
Morbide al tatto si offrono ,
per immaginar chi le possiede.
Palmo a palmo esse si pongono,
in una irrefrenabile voglia di conoscersi.
Dita fra dita queste si uniscono
fino a creare un incastro perfetto.
Delicate fra loro si stringono…
scrigno segreto di una promessa d’amore.
Ruvide mani dal tempo segnate…
arrancano in cerca dell’incastro perfetto.
del prossimo Inverno
io avrò cent’anni
e tu sarai la luce
in questo tunnel
che ci porterà all’inferno.
E ci sorprenderemo ancora
mano nella mano
sulla linea immaginaria
che stiamo disegnando
per non perdere il tragitto
che dal sogno va all’eterno.
E saremo occhi di vetro
pelle di seta
cuore di violino
saremo infanti
abbagliati e stanchi
dall’umiltà del cielo
che non ci chiederà il nome
la provenienza
e questa insofferenza
di arrivare in fondo
ma proprio in fondo all’infinito.
Adesso è quasi sera
e mi travolge questo silenzio
l’unico suono
sono i tuoi passi
che mi calpestano il cuore
mentre entri ed esci
dalla cruna di questo disperato
unico, folle amore
e cenere cadente a dipingere versi
alla finestra un anziano francese
occhi sporgenti guarda
il fiume umano che scorre
sotto il fumo che dalla mano
so sparge al suo orizzonte
due giovani amanti si baciano
affacendati nel loro amore
un tenue sorriso si fa largo
tra la cenere ed il colore dei ricordi
occhi umidi abbagliati dal calore d'un abbraccio
la gente cammina veloce indifferente
alla bellezza disperata di una Barbara
che cerca appassionata ultime carezze
prima dell'addio, il suo uomo non tornerà
il vecchio francese lo sa e la protegge sfiorandola
con il lieve gesto di una mano nell'aria
sui tavoli dell'osteria
i vecchi Bretoni giocano a carte e ridono
fanno cagnara, uno di loro impazzisce
vuole ammazzare il padre dicono
volano brocche di vino sul ciottolato
sangue si mischia all'inchiostro
tingendo nuove vie alle nostalgie
appartate nell'oceano all'orizzonte
un gatto impaurito corre
tra le gambe di soldati in marcia, corre!
alcuni inciampano altri cadono altri scappano
altri sparano altri corrono dalle loro donne
e le abbracciano, un generale ural! bestammia! ordina!
ma il battaglione non c'è più
il vecchio francese ride
accende un'altra sigaretta
e la cenere cadente a dipindere versi
si disperde al vento di sogni dispersi
e la frusta del tempo si ferma
davanti un rosso tramonto provenzale
a Saint Paul de Vence.
Innamorarsi
quando gli alberi sfogliano
raccogliere le foglie
stringendole a te
come le pagine di un diario.
Guardi il il cielo
che velato nasconde il sole
sorridi di gioia
perche' nelle venature delle foglie
leggi la tua vita
e ti accorgi che quelle rimaste
sono tutte da scrivere.
Il grigio del cielo stringe il cuore
dentro l'anima che palpita d'amore
in questa stagione che senti arrivare
come un fiume in piena
ti abbandoni.
Ti porterò oltre l'ignoto;
fermerò il nostro tempo.
Ti incanterò con la musica
della mia anima;
ti avvolgerò nella mia stessa essenza.
Perditi nel mio sguardo...
Sono una goccia nel deserto:
raccoglimi!
In una mano tienimi:
sono un fiore delicato.
Ti regalerò i miei pensieri:
nel silenzio, ascoltali!
Entra nel mio universo,
ti coinvolgerò nelle mie stesse emozioni:
accarezzale!
Prendimi per mano:
seguimi...
Ti mostrerò il mio essere,
il mio essere Donna.
Stringimi a te,
entra dentro me,
rubami il cuore
e ti rivelerò la mia passione.










