quando la notte denudo
e so di non essere solo.
Sento sorridere gli occhi
ubriachi della tua presenza,
di quel vedere che ci sei.
Non voglio lune incredibili
né stelle piegate ai capricci
o astri dai colori impossibili.
Mi basti come acqua alla sete,
colma dimensione del fresco
in attesa di riaccostar le labbra.
Dai balzelli
dei tuoi piedi nudi
di sasso in sasso
gli occhi miei si dissetano,
così come la gola
i gorghi d’acqua
chetano.
Rincattucciato su di una
cengia nella parete murgica,
raccolto nei ricordi
che fanno ancora rumore,
anche quelli per i quali
continui a chiederti il perché,
mi soggiorni nel cuore.
Ho messo sul tavolo
le emozioni inane
con il vino,
il cuore e del pane.
Poi ho rimuginato
tanto, come fa un teoreta
e ho compreso che questa
anima è stata poco discreta
nel palesarti
i suoi più seclusi pensieri.
Le vite di entrambi è giusto
muovano sui propri sentieri.
Smetterò di amare
ogni particolare del tuo viso
quando la lacrima di un clown
non sarà più figlia d’un sorriso.
Nella piazza vuota
una foglia danza con il vento.
Un uomo siede nella penombra
di un lampione spento.
Lei arriverà,
e gli prenderà la mano…
Ora il vento scarruffa
le pagine di un quotidiano.
Giunge l’aurora
col suo incedere lento,
l’uomo se ne va
con lo sguardo spento.
Un attimo dopo avermi creato Pensò a te;
Vide quel bacio, quell' inevitabile ricongiungimento di anime.
Sognò il nostro sorriso, dipinse l'armonia dei nostri corpi fusi;
immaginò una strada, ai più tortuosa, per noi il posto dove stringersi la mano e camminare.
Vide il tempo che potevamo donarci in cui forgiare il nostro amore;
Disegnò un gran giardino dove con cura far crescere i nostri tulipani.
Si... Il giorno in cui creò me al mio nome affiancò il tuo.
Sorrise e sussurrò "ora e sempre".
in te maraviglie tutte di monno
da portarme teco allo tuo sonno
che sentimenta per altri son volgar
come gesto uno per tua coscienza in par
che mani tue accarezzar non vonno
pria s’apra in terra lo sprofonno
per abito bianco in tuo pur altar
spirto nell’attender è disatteso
in tal loco mai fue peso cotanto
nello perdere pur prezioso dono
riparo potrò che tuo io sono
chiedendo te perdono tanto affranto
se alcuno pur già mai invero abbia offeso
Nota d'autore
Sonetto in endecasillabi piani, la suddivisione tiene conto della sinafele.
schema metrico a rima incrociata ABBA ABBA CDE EDC
Oggi in un dove lontano;
in un tempo sconosciuto;
un nuovo cielo apparve.
Anni di ricerca, di vita, di scelte;
anni che come in un fucina hanno forgiato un monile;
anni in cui la felicità sembrava raggiunta.
Poi il cielo trovò la sua stella;
il monile il suo anulare;
il mio corpo il suo piacere;
la mia anima la sua felicità.
Oggi in un dove lontano nacque il mio amore,
grazie Dio per avermelo donato.
li stacco ad uno ad uno
nell'ora d’incredibile rugiada.
Il viale alle mie spalle
sembra lungo un treno
e, ancora, tu non arrivi.
Tra fili d’erba imbalsamata
il bruco gioca a nascondino
e, intanto, prende posto.
Quand'è che ti vedrò
spuntare fresca dal roseto,
con i capelli al cielo?
Tempo ne abbiamo,
piano assaporo la vita che si poggia tra mie braccia,
la pelle fa il suo richiamo e ciò che mi appartiene torna a me.
Piano la passione immensa brucia e ogni velo si dissolve,
la carne mi ricorda l'unicità del nostro amore.
Piano mi immergo nel piacere e comincio a navigarci.
Tempo ne abbiamo piano godiamocelo,
Tempo ne abbiamo regaliamocelo.
s'intrappolano in ragnatele,
piccoli insetti né rimangono invischiati,
sono pensieri di un giorno d'estate,
dove tu sorridevi felice.
Come vorrei ancora bearmi
in quei occhi, e seguire lo sguardo
che vagava lontano e si perdeva
nel vuoto del tuo nulla, così sincero.
Sorridevi e il tuo mondo cambiava,
diventava oceano d'emozione,
e io onda senza freno ti potevo placare.
Potevo...
Ed era il sole dell'estate a
fasciarmi il cuore.

Le tue parole sono verità assoluta,
mani di velluto che
mi accarezzano la pelle!
Non sono sempre dolci, a volte amare ma,
sono la guida giusta al mio futuro!
Sono una linfa vitale che
mi scorre nelle vene,
qualcosa di cui non posso fare a meno,
sono sempre un’armonia di versi che
dolcemente suona alle mie orecchie!
Però, a volte non è così,
sento anche affondar
le unghia sul mio corpo!
Sarà passione, ardore,
forse desiderio, forse vendetta!
A me però, va bene anche così
e se mi manchi, io non vivo più!
L’amore è un po’ dolce, un po’ amaro
e più ti manca,
più lo vuoi vicino!
A volte, vorrei sprofondare in un abisso,
vorrei scomparire e mai più tornare,
ma le parole tue sono medicina
e più le ascolto,
più vorrei sentirle!
Dolce creatura dai mille colori,
soave persona di mille sfumature,
sono stato io ad averti sposata,
ma Dio a metterti
sulla mia strada!

Se ti fermi sulle onde vedrai solo tempesta,
senza un passo indietro di Van Gogh scorgerai le macchie,
sentendo le note perderai l'armonia.
Il bello ha sempre una cornice in cui esplodere e gridare al mondo ciò che è.
Senza te non avrei scoperto la maestosità dell'amore,
senza me saresti una splendida donna ma non la più bella del creato.
Aiutiamoci a vedere il mare oltre le onde.
Sosteniamoci a scorgere la notte stellata e non le macchie.
Stringiamoci e sentiamo la musica del nostro piacere.
Amiamoci semplicemente e ritroveremo noi.
Se fosse l’ultimo quarto di ora
prima della fine, ci siamo detti,
lo passeremmo stringendoci a un
quarto di vino davanti a un lume,
sdraiati sui miei righi.
Se la luna precipitando nel mare
sommergesse tutto, vorrei morire
fissando il segno del tuo costume.
(Sipario sulla notte da Alle labbra della notte.
Che poi non è vero niente, Falesia, Un uccello senza piume,
Virina da Corri da lei e amala, ma non amarla troppo)





